Chiusi in ascensore

Ormai sono quasi 10 anni che abito in questo condominio, sono in affitto e da quando sono arrivato ne sono cambiati di inquilini, io e un altro siamo gli unici ad essere rimasti....i più pirla? Forse si, comunque da italiani che eravamo 10 anni fa, sono oggi egiziani, tunisini, marocchini e neri.
Sapete tutti i problemi che ho avuto con i tunisini sotto al mio appartamento, come sapete bene che alla proprietaria interessa battere cassa, fregandosene alla grande della gente che si tira in casa....si, visto che in questo condominio abita anche lei, ovviamente all’ultimo piano, dominando metà dello stabile. Ho dovuto romperle i coglioni per circa un mese, tutti i giorni per avere un po’ di pace durante la notte dai tunisini sotto di me.....
L’ho odiata parecchie volte la Natalia, ho però anche saputo che l’appartamento sotto al suo, anni fa ebbe la Sfortuna di averlo affittato a dei neri che la tenevano sveglia dalle feste che facevano in casa ad orari impensabili. Vedi che la giustizia a volte esiste, comunque rimane il fatto che l’ho odiata e la odio tutt’ora, non tanto per chi si tira in casa, visto che è sua, ma invece per il modo di fare che ha quando ci sono dei problemi...praticamente è inesistente, come lo è l’amministratore che poverello, è buono come il pane ma deve sottostare al volere della proprietaria...lui, è razzista, odia veramente tanto gli extra-comunitari e quando andavo giù da lui tutti i giorni a lamentarmi, li chiamava “Animali” perchè davano sempre problemi in questo e altri condomini che la Natalia ha concesso in affitto. Si, la Natalia, da quando è morto suo padre, ha ricevuto in eredità circa 200 condomini in città..è praticamente miliardaria in vecchie lire.....
E’ divorziata, con due figli ed è una gran bella donna di 34 anni che gira sempre in minigonna per evidenziare le belle gambe che ha. Quando m’incontra, mi saluta sempre caldamente ma tra noi non c’è mai stato nulla, neanche un’espressione di sfuggita, il nulla di nulla.
Il giorno della mia partenza per la montagna è successo che siamo arrivati insieme a casa verso le 11.00, mi ha aperto la porta del palazzo, visto che avevo due borse della spesa per avere qualcosa da mangiare al mio ritorno, ed ha chiamato l’ascensore.
Io abito al 4° piano, mentre lei al 5°, siamo disassati uno dall’altro.
L’ascensore è stretto, entriamo tutti e due e mi schiaccio contro la parete laterale per darle spazio e non intralciare la fotocellula. Mentre saliamo, dallo specchio, di riflesso le osservo le gambe, parliamo del caldo che fa... Terra, primo, secondo, terzo piano e l’ascensore si blocca di colpo.
Un anno fa mi era successa la stessa cosa, però ero da solo, non mi ero fatto prendere dal panico visto che era agosto e c’era un caldo della madonna ed avevo per fortuna nella rubrica del cell il n° del pronto intervento che segue la manutenzione dell’ascensore regolarmente. Mi spiegò come fare per uscire.....
Cerchiamo di capire cosa sia successo, trascorrono secondi e ci osserviamo sorridendo, le sfugge un “Porca troia”, ma la colpa è dell’ascensore da pochi soldi, visto che suo padre, pace all’anima sua, ha risparmiato non poco nella costruzione di questo palazzo.
Appoggio le borse a terra e apro a forza la porta interna, ma la sfortuna ha voluto che non siamo al piano ma tra il 3° ed il 4° e davanti all’uscita ci troviamo quasi due metri di soletta di cemento armato. Ogni volta che apro la porta interna, suona l’allarme, quindi per non perdere l’uso dei timpani le lascio chiuse.....in pochi secondi la temperatura all’interno diventa alquanto calda ed iniziamo a sudare...nessuno è accorso al suonare dell’allarme..inutile chiedersi il perchè.
Decidiamo di disattivare l’illuminazione interna, sfilando i 4 faretti che scaldano...rimaniamo al buio e mentre mi rialzo dopo aver posizionato a terra i faretti le prendo contro ad un gomito. Mi esce uno “Scusa”, ci diamo del tu da sempre.
Mentre pensiamo a cosa fare, tiro fuori dalla borsa una bottiglia di spremuta presa dal frigo della conad....la offro prima a lei...la beve a collo, mi chiede se mi fa schifo e le dico di no, anche se la odio e meriterebbe di soffrire...ne bevo poi anch’io mentre lei mi guarda.....ormai gli occhi si sono abituati al buio e vediamo abbastanza distintamente le nostre ombre compiere anche il più piccolo movimento.
Le racconto che sarei dovuto partire per le vacanze e che la sera mi aspettano in hotel in alto adige
Lei invece mi racconta che in ferie ci andrà in settembre....non abbiamo un gran dialogo, non vediamo l’ora che l’ascensore si sblocchi e torni al piano, come aveva fatto tempo fa: di solito si surriscalda, si blocca e poi torna al piano -1 a riposo... questo ascensore ha una vita tutta sua, l’unica cosa che mi fa paura è poter precipitare nel vuoto..non ci penso e mentre cerco di sfatare le mie paure, mi chiede se nelle mie borse della spesa avessi qualcos’altro di fresco....le rispondo di no.
Nella penombra noto con mio stupore che osservandomi, si alza la minigonna...sa che la sto guardando..e mi dice che il posto più strano per scopare, secondo lei, è proprio l’ascensore. Senza nemmeno chiedermi nulla mi abbassa i jeans ed i boxer, iniziandomi a succhiare l’uccello che diventa duro in pochi secondi... fa un caldo della madonna e mentre godo delle sue labbra e lingua, penso che strane coincidenze si siano susseguite. Poi si rialza, le tolgo la shirt, slaccio il reggiseno, e le palpo la terza di seno che porta....mi piego e le succhio i capezzoli, mentre i minuti trascorrono velocemente, poi mi chiama alla sua altezza e mi bacia con la lingua in modo deciso mentre il mio uccello duro le strofina il perizoma e l’inguine....mentre ci baciamo le porto le mani ai fianchi, scendo, scosto il perizoma, la prendo per le chiappe e la sollevo. Lei collabora e avvinghia le gambe intorno alla mia vita e senza pensarci su tanto la penetro con durezza.......la sento gemere, mentre conduco la scopata...è una posizione che mi permette di andare in profondità ed a ogni affondo Natalia si lascia scappare un grido, mentre mi ansima addosso, le nostre lingue s’incontrano calde bollenti. I colpi continuano, siamo sudati, Natalia non parla, urla, geme ed ansima mentre la scopo cambiando ritmo, prima piano poi forte, poi forte ed ancora piano....mentre mi urla che sta per venire mi affonda le unghie sulle spalle, lasciandomi il segno. L’orgasmo la fa urlare, tanto non sente nulla nessuno qui...la bacio poi mentre la rimetto in piedi, noto che le tremano le gambe.....si riprende e dopo qualche secondo si piega davanti a me, prendendosi in bocca il mio uccello e masturbandolo mentre tiene in bocca la cappella. La tengo per i capelli, ma la odio ugualmente mentre le sborro in bocca.
Mentre mi riallaccio i bottoni dei jeans mi accorgo che la sua mano, nell’ombra, sblocca lo stop dell’ascensore e lo fa ripartire...faccio finta di non accorgermene, non le dico nulla mentre la porta si apre al quarto piano ed esco con le mie borse della spesa..solamente un ciao...la continuo ad odiare, però tra me e me penso che me la sono scopata quella stronza....mentre infilo la chiave nella serratura, Natalia si sporge e mi sussurra: “Al prossimo black-out” e si richiudono le porte dell’ascensore con il suo sorriso sulle labbra
Postato da piattocaldo - commenti (28)
Permalink -

 

 

Il Paradiso e l’Inferno
 
Qui a Parma, o meglio in prima periferia, c’è un famosissimo centro commerciale dedicato all’abbigliamento sia per uomo che donna e bambino.
Si trovano marche delle più famose e oggetti a volte rari, tipo il giubbino da motociclista della Gas acquistato un paio di anni fa, ma che non ho mai visto addosso a nessuno in città. Figo come pochi, rude quanto basta che persino la guardia all’uscita della mediaworld mi chiese qualche mese fa dove l’avessi acquistato.
 
C’è di bello che il personale è sempre quello in ogni settore, nessuna sparizione dopo tre mesi o che altro, quindi una sicurezza, almeno per come la penso io.
 
Una volta al mese mi dedico allo shopping sfrenato, difficile resistere a tutto questo ben di Dio, ma alquanto difficile resistere allo sguardo di Michela.
Tale splendore l’ho potuto notare meglio del solito, un mese fa quando ho accompagnato un mio carissimo amico, Andrea, che doveva fare un regalo a sua sorella, Cinzia...si, Michela lavora nel settore giovane femminile, quindi jeans, magliette pinko, play-boy, guru ecc...una vera esperta nel suo settore, non sbaglia una taglia osservandoti. Peccato che però lavori nel femminile e peccato che nel maschile ci sia un ragazzo che se non erro, visto che sono abbastanza sensibile nel mio genere, supporrei che sia un tantino gay...a parte i suoi gusti sessuali che non mi toccano assolutamente, il suo lavoro lo sa fare benissimo, gentile e simpatico...un piacere vestirmi da lui.
 
Torniamo a Michela, non è altissima, anzi direi nella norma e cioè 1,63, ma con un fisico che ti lascia senza parole, con occhi azzurri e colpi di luce sui suoi lunghi capelli a metà schiena.
Quel giorno non potrò mai scordare com’era vestita e cioè in jeans attillati che facevano risaltare la forma delle sue gambe così sensuali, come il suo culo tonico e sporgente quanto basta ed una camicetta bianca con frange lungo i bottoni che svolazzavano ad ogni suo movimento, il seno che per conseguenza dei 3-4 bottoni aperti permetteva la vista del suo ben di Dio (direi una terza abbondante!!) qualche anello e chincaglieria varia al polso destro e quel suo viso così dolce....
Insomma un colpo di fulmine quel pomeriggio, visto che poi è anche molto spigliata nel parlare e la lingua non le manca, non è stato difficile entrare in sintonia e scherzare anche sulle taglie della Cinzia, mentre Andrea non sapeva spiegare com’era fatta sta benedetta sorella. L’ho dovuto aiutare io poverello e ricordargli che taglia aveva non è stato poi così difficile con l’aiuto di Michela.
Ricordo che ogni tanto, mentre aspettava risposte da Andrea, mi guardava, diciamo meglio mi squadrava da capo a piedi, come l’ho beccata a guardarmi l’addome mentre ero impiccato a prendere un jeans su di uno scaffale alto dove lei non arrivava, visto che la maglietta fuori dai pantaloni permetteva quella sbirciata. In quel momento ho sentito le sue mani che virtualmente mi entravano su per la shirt.
Come ricordo le sue mani così affusolate con le unghie ricostruite con french-manicure che si muovevano tra un capo e l’altro sino a che quell’indeciso di Andrea non fece la sua scelta.
Michela poi ci accompagna alla cassa e ci saluta, io e Andrea sorridiamo come per dire “Visto che gnocca?”
Andrea mi sussurra che si è accorto che mi guardava e confermo che me n’ero accorto anch’io divertito.
L’accompagno poi a casa, visto che ha esaurito i punti sulla sua patente per cazzate varie e ci salutiamo che poi avevo una partita a squash verso l’ora di cena con un socio della palestra.
Faccio un salto veloce a casa, raccolgo le mie cose e le butto nel borsone fiondandomi in palestra a giocare a squash senza pietà, martellando il mio partner con tiri a destra e sinistra.
Poverino, non riesce mai a vincere con me, s’impegna sempre tanto, ma il mio colpo proibito lo frega sempre..pochi riescono a capirlo.
Mentre poi l’acqua della doccia degli spogliatoi scorre sul mio corpo nudo mescolandosi alle bollicine del bagnoschiuma, chiudo gli occhi e penso a Michela, Dio com’è bella.....devo averla.
Quella notte l’ho persino sognata..uno di quei sogni erotici che rischiano di farti bagnare il letto dall’adrenalina, infatti mi sveglio con una potente erezione, le mani scendono poi nei boxer attillati  e si sbizzarriscono masturbando l’asta dura e ben sveglia.
Quella mattina avevo in mente solo lei...lei che riempiva i miei pensieri e mi distraeva dal lavoro.
Ormai era passato un mese circa e la voglia di vederla, dopo quel sogno segreto, era diventata tanta.
 
Quella stessa mattina, mi reco in cantiere a saldare una quota dell’avanzamento lavori della mia nuova casa; il geom. mi comunica poi che i lavori proseguono nel migliore dei modi e che sarà pronta a marzo 2008: non vedo l’ora di andarmene da dove abito ora per poter poi mandare affanculo tutta quella feccia che ci abita.
Felice come una farfalla libera, vado in centro, prima di tornare a casa, a procacciarmi un pranzo fresco visto che oggi fa caldo. Purtroppo la pasta fredda di Cristina non è più buona come una volta e visto che la roba non te la regalano, penso bene di cambiare strada, recandomi presso un’altra gastronomia del centro.
Una volta dentro, mi lascio ammaliare come un bambino piccolo dietro al vetro del bancone, da tutto quel ben di Dio: spaghetti freddi con i pomodorini, riso freddo, pasta fredda, verdura mista con mozzarelline e pomodorini, tortelli d’erbetta da orgasmo solo a guardarli ma ero in cerca di cibo freddo.
Non mi accorgo che c’era da prendere il numero e nel frattempo entra una signora che mi sorpassa. Pace, così mi sveglio, dico tra me e me...al turno della signora, mi guarda e mi dice che c’ero io, le spiego allora che non avevo visto il numero ed è giusto che passi lei...no , no prego prego mi fa lei... no no ci mancherebbe le dico io...e andiamo avanti alcuni secondi a giocare a ping-pong.
Vince lei e ringraziandola, ordino le prelibatezze fredde....
Come commesse ci sono tre donne all’interno, tutte estremamente gentili...mi cade però l’occhio su una delle tre, avrà un 37-38 anni, una tipa interessante.....mi fa il conto e mi reco alla cassa, dove m’incrocio con un’altra signora che convintasi di essermi passata davanti mi continua a chiedere scusa, io sto al gioco e le dico ci mancherebbe, ma scherza signora, ma non lo pensi nemmeno.
Insomma, mi sembra di essere al luna park del divertimento, fino a che la tipa che reputo interessante sbotta dicendo:
“Beh, ma è da quando entrato questo signore (cioè io) che sento dirgli solamente “Prego, passi lei..no no ci mancherebbe eccc. Sempre col sorriso sulle labbra (trapela la mia felicità sulla casa)...una gentilezza unica, prendendomi la mano mentre le do i soldi....rimango un attimo colpito da quel gesto e la lascio fare, tenendomi la mano che stringo di conseguenza....una pelle sottile e morbida al tatto, lei mi sorride in modo galante e non viscido, io contraccambiando e le faccio presente che ho dei limiti di pazienza anch’io, ma che oggi è una giornata speciale per me.
Ma guardi, mi fa lei, è un piacere ogni tanto avere a che fare con persone gentili, nel mentre mi pianta un sorriso a 500 denti....
Tra me e me penso che qui ci sia da fare qualcosa e spudoratamente le prendo la mano e sussurrandole che persone come lei è un peccato vederle una volta sola, le faccio intendere che se vuole uscire con me sono disponibile....infatti lei non tarda a reagire, dicendomi che smette di lavorare alle 21.00 questa sera e che se mi va potrei accompagnarla a casa a piedi visto che abita a poche centinaia di metri dal negozio. Le confermo, sorridendo, che ci sarò.
Ed infatti quella sera alle 21.00, discretamente, mi metto in attesa a qualche passo dal negozio, del suo arrivo che dopo aver salutato le sue colleghe, non tarda. Le vedo che sbirciano, curiose, mentre lei le saluta.
Mi presento mentre i nostri passi appaiati scorrono lungo le piastre di marmo del marciapiede, lei si chiama Manuela ed ha un paio di jeans neri, con una shirt nera che mette in risalto il seno abbondante. Ha i capelli alle spalle, castani e mossi, occhi castani e dei bei lineamenti dolci sul viso, il quale è ornato da un paio di occhialini tipo universitaria che mi fanno perdere la testa, adoro quel tipo di montatura; magrina come piace a me, ma con le forme al punto giusto.
Mentre l’accompagno a casa mi parla un po’ di lei, della sua attività, visto che è la proprietaria e delle soddisfazioni che le dà quel negozio.
E’ molto stanca, ma contenta di avermi incontrato mentre ci salutiamo sotto casa sua. Le chiedo se sarà possibile rivederla, magari per bere qualcosa, sempre in modo estremamente cortese, visto che era quello che l’aveva colpita di me. Mi tiene un attimo sulle spine, poi mi dà appuntamento dopo due giorni visto che aveva la chiusura pomeridiana e mi chiede se mi vada di andare ad un’inaugurazione di un negozio di profumeria di una sua amica commerciante del centro.
Come dirle di no? Accetto, le sfioro la mano con le labbra e la saluto augurandole una buona nottata. Lei si lascia sfiorare dalle mie labbra con un sorriso che lascia trapelare quanto mi goda.
Ci scambiamo i relativi cellulari e ci salutiamo sorridenti.
Il mio sguardo penetrante, si scontra col suo e ci allontaniamo, lei verso la porta ed io verso l’auto.
Siamo forse tutti e due un tantino imbarazzati e il cuore va a mille dall’emozione dei pochi minuti passati insieme..
 
Il giorno dopo mi giungono un paio di suoi sms alquanto imbarazzanti di come le piacciano i miei modi e che spera che queste poche ore che ci separano, trascorrano il prima possibile.
Le rispondo che è una bella persona e che pure io non vedo l’ora di stare con lei...
 
Giust’appunto avevo bisogno di aggiornare il guardaroba per l’inaugurazione e così nel tardo pomeriggio mi reco lì, nel mondo di Michela con una precisa tattica.
Parcheggio l’auto, entro e mi lascio smarrire nei sentieri dei vari reparti, arrivo poi in quello dove Michela lavora e non c’è nessuno...cazzo dico tra me e me, che sfiga che ho....
Disarmato mi dirigo verso la meta e cioè il settore maschile, cerco il tipo per chiedergli un abito importante ma che non invecchi troppo ed anche qui a prima vista, il deserto.....uffi, oggi butta male, nel frattempo all’esterno è in atto un potente nubifragio.
Mentre osservo, in attesa di qualcuno, il settore che m’interessa e scartabello vari capi, sento da dietro una voce che mi chiede se avessi bisogno di aiuto, subito non faccio caso che era femminile e continuando a scartabellare senza guardare l’addetta in faccia, chiedo se i capi di questo tipo che hanno, siano tutti lì, poi collego i neuroni rimasti attivi che hanno percepito qualcosa di anomalo e mi giro....
Michela è lì a pochi cm che mi osserva, dicendomi che per il momento ci sono solo quelli.
Lo dice però in quel modo che farebbe sciogliere chiunque, cerco di raccogliermi col cucchiaino per reagire alla sua vicinanza e cercando di nascondere la mia emozione, le chiedo di provare quello...
Si anche secondo me, dice Michela, quello è il più adatto per te, provatelo dai che sono curiosa di vedere come ti sta addosso....
Mi lascio dirigere come una trottola verso il camerino e mentre mi vesto, dalla tendina, dialoghiamo.....utile per sciogliere la tensione del momento. Le chiedo cosa ci faccia nel settore uomo e mi risponde con un bel: “Curioso che sei, Marco ha preso una storta, roba da 15 giorni poi l’avremo ancora qui tra noi”....poverino, le rispondo, ma se devo essere sincero, anche se mi dispiace per lui, visto che l’ho provata anch’io una storta con relativa incrinatura del malleolo peroneale, in quel momento ero l’uomo più falso della terra.
Esco dal camerino e Michela è lì che mi attende con il suo sguardo interrogativo, mi guardo allo specchio e mi piaccio, e anche lei dicendomi che col fisico e l’altezza giusta che ho, sto da Dio, mi dà il suo benestare. Lusingato, le dico di non farmi arrossire..lei sorride.
Sarò sincero con te (e qui mi sbilancio e mi arrischio), “Oggi non sono venuto qui solo per l’abito, ma anche per rivederti, ricordi che sono passato con il mio amico un mese fa per quel regalo che doveva fare a sua sorella....ricordi che abbiamo tribolato non poco per trovarle una taglia?
Secondi di silenzio e di completo suo imbarazzo........
 
Mi sento di chiederle scusa, non volevo importunarti le sussurro, ma adoro essere sincero, adoro esternare quello che provo alle persone che conosco..magari domani non potrei più farlo e me ne pentirei.....
Comunque, non ti devi preoccupare, sono completamente innocuo (mi si allunga il naso), amici come prima, preparandomi all’eventuale due di picche.
 
No, mi fa lei, sorpendendomi, apprezzo le persone sincere e senza mezze misure e visto che l’hai fatto tu, lo farò anch’io: “Speravo tornassi a prendere un altro paio di jeans per poterti almeno rivedere, ma non sono di certo la persona che fa il primo passo.
Mentre parla mi perdo nel suo sguardo e ricordo il sogno erotico.....come la vorrei importunare all’interno del camerino e metterle le mani dappertutto...Dio come lo vorrei...sarà che in questi giorni sono eroticamente molto agitato.....sprizzo libidine da tutti i pori.
 
Visto che tutti e due siamo in stand-by, le chiedo di prendermi l’orlo ai pantaloni con le scarpe che ho al momento, al chè, da brava, prende il porta-spilli e s’inginocchia al mio fianco iniziando a spillare l’orlo, che gioia vederla inginocchiata....poi mi rimanda in camerino per cambiarmi (chissà se anche a lei è passata per la mente l’idea d’importunarmi dietro la porta..)
 
Esorcizzo poi il diavolo che è in me e da bravo angioletto le chiedo un’uscita a cena che lei accetta immediatamente senza pensarci su....
Pensavo, sempre che ti vada, di andare da Ceci, a Collecchio (circa 10km da parma ), sai che è un cibo un tantino corposo, ma se sai questo, saprai anche che le porzioni sono alquanto tranquille, ne troppo, ne poco.
 
Non c’è problema, sono di bocca buona e qualcosa che mi piacerà, lo troverò sicuramente...sei gentile a premurarti per me.
Ci mancherebbe, tu vieni per prima, le rispondo.
 
Se mi lasci il tempo di terminare il mio orario di lavoro e di andare a casa per farmi una doccia volante, ti dico subito che sarò pronta verso le 21.30......scrivendomi il suo indirizzo su di un foglietto volante per andarla a prendere a casa.
Le lascio allora il mio cell in caso sorgano problemi.
 
Ok, allora prenoto per le 22.00, la saluto e la ringrazio per l’assistenza al vestito, ricordandole che mi servirebbe per il giorno dopo e mi accompagna poi alla cassa che è abbastanza alta, si sporge verso la direttrice consegnandole il pantalone da riparare, mettendo in evidenza il culo sodo che ha.....il diavolo ritorna in me e m’istiga a piantarle una mano nel culo....esorcizzo a fatica il secondo tentativo d’impossessarsi del mio braccio, la saluto facendo finta di essere un normale cliente, ci scambiamo uno sguardo di passione, pago alla cassa il dovuto e mi butto sotto l’acqua scrosciante fino all’auto. Mi fiondo dentro e con le mani attaccate al volante mi guardo allo specchietto e sorrido soddisfatto..il diavolo è sempre dentro di me.
Prenoto al cell, da Ceci un tavolo per due nel sontuoso giardino esterno di Villa Maria Luigia e mi tuffo nei vari allagamenti stradali per portarmi verso casa e farmi bello per la serata.
Uno scenario alquanto apocalittico accompagna il mio viaggio fino a casa, pezzi di rami qua è la divelti, pali della luce crollati appesi ad un filo, alcuni camion fermi in mezzo alla strada....insomma un rientro difficile.
Nulla però in questo momento mi può fermare, sono troppo galvanizzato per l’appuntamento di stasera e mi rendo poi conto a casa che ero l’unico a guidare in quel macello sull’asolana. Il diavolo era davvero dentro di me.....
 
Mi riguardo Michela mentalmente, sarà sui 35 anni circa, una leggera peluria biondiccia sulle braccia, le sue ballerine argentate, i suoi jeans attillati e la sua shirt play boy a mettere in evidenza il seno ed il resto della parte alta del corpo.....Michela è minutina, magrina e armoniosa nell’insieme, ma il suo sguardo è da donna, da donna mediterranea passionale, lo sento e su questi dettagli sbaglio poche volte.
Mentre parlavamo, ho fatto caso alle chiavi che portava attaccato con una spilla ai jeans una bestiolina, tipo topolino, minuscola di peluche....pensavo di prenderne uno da regalarle questa sera. Poco impegnativo per lei, per non metterla in imbarazzo, ma di sicuro effetto.
 
Le prenderò poi, in un centro commerciale vicino alla tangenziale un carinissimo topo della trudi, alto 15 cm con le orecchie rosa, il muso bianco e grigio e la pancia bianca...tenerissimo...me lo incarta poi con una bella carta colorata, così da dare un colore alla nostra serata.
 
Lungo il tragitto, sono ormai le 21,15 arriva un suo sms dal quale estrapolo subito il numero e lo salvo nella rubrica, nel quale scrive che tra 10 minuti sarà pronta.
Giusto il tempo di fare gli ultimi km e giungo al suo civico...Le suono e aspetto....
Quando esce, rimango senza parole per alcuni secondi per come si è vestita... no, nessun vestito imbarazzante ma al contrario veramente sexy:
un completo nero fino a metà coscia, avvolge il suo fisico snello e magro, la scollatura è giusta e non volgare, mentre i capelli sono liberi. Quei colpi di luce le danno un tocco in più, rendendole l’espressione ancora più solare.
Ai piedi delle gambe ben abbronzate, un paio di sandali argentati con i lacci che s’intrecciano e risalgono lungo la caviglia ed una parte di polpaccio (penso si chiamino alla schiava se non ricordo male). Quei lacci mi lasciano senza parole e smettendo di sognarmici legato ai suoi voleri, l’accolgo con un bacio sulla guancia sussurrandole che è bellissima.
Lei, “Dai, dai, sto morendo dalla fame, dopo ci faremo i complimenti” scherzando ovviamente.
 
Una volta giunti nel parcheggio, lasciamo l’auto e ci dirigiamo all’entrata, in quella piccola porticina, dove ci aspetta il proprietario seduto dietro la cassa.
Questa Villa di collina della Regina d’Austria, Maria Luigia, ora ristorante, è sempre affascinante e il giardino esterno non sbaglia mai. Qui i piatti più invitanti li abbiamo presi tutti e scopro con mio grande compiacimento che Michela ha uno stomaco senza fondo..(non glielo dico esplicitamente, magari si offende)...prende gli stessi piatti che prendo io e godiamo insieme di questa cucina fuori dal mondo.
Un patè di fegato di maiale come antipasto spruzzato di aceto balsamico, qualche goccia, non troppo.
Piatto forte del luogo, pappardelle al ragù di vitello ovviamente con parmigiano reggiano.
Maialino laccato al miele con tortelli d’interiora..da orgasmo.
Come vino, ricordavo dall’ultima volta che c’ero stato, un fantastico, superbo Barolo di Mascarello del 2000.....un piacere tenerlo in bocca, annusarne il profumo e masticarlo deglutendo.
Come dolce, un freddo gelato allo zabaione....visto che dicono che il freddo faccia digerire.
Il tutto a lume di candela, scopro poi che Michela è interessata al mio lavoro, quando le spiego cosa faccio. Vuole capire come funzioni Ebay ed io sono la persona giusta al momento giusto.
Ho aperto tanti di quegli account, ovviamente per lavoro, non per divertimento, che ti so rendere operativo in poche ore.
Vuole sapere tutto visto che mi racconta che a tempo perso produce, con le sue manine, bestioline di ogni tipo in terracotta che poi dipinge a mano e che vorrebbe trovare la maniera di metterle sul sito di aste on-line. Sa dei feedback, ossia i voti o pagellina che ogni utente ha nel suo profilo, ma non sa da che parte s’inizi.
 
Bene, penso tra me e me, questo è un ottimo gancio per trattenerla.
Ovviamente pago io il conto, sui 100 € a testa circa....
Quella sera la riporto a casa, l’emozione è forte e prima di salutarla, visto che mi trattengo dal saltarle addosso con quel vestito che ha e quei sandali da schiava, le consegno prima che mi scenda, il topo.
Le dico che è un pensiero per ricordare la bella serata passata insieme, al chè si scioglie del tutto e mi dà un bacio sulle labbra. Sentirle addosso è come essere collegati alla corrente, ti dà una scossa. L’abbraccio con dolcezza e contento per aver colpito nel segno, le chiedo intanto che è calda, un prossimo appuntamento.
Michela sarebbe la ragazza giusta da portare in Provenza ad osservare la fioritura della lavanda, non ci sono mai stato, ma ricordo di aver sentito che il clou sia ai primi di luglio..chissà se a metà giugno si potrà trovare un campo già fiorito....
Provo a proporlo e lei è entusiasta, adora il suo profumo come me, che ho il sapone liquido in bagno per lavarmi le mani che sa appunto di lavanda.
Mi dice che anche se sarà presto, sarà ugualmente una bella gita.....
Ci lasciamo così, lei con un topo in mano, io col suo bacio sulle labbra ed il virtuale profumo di lavanda che ci aleggerà intorno durante questo week-end.
Mi piace Michela, rispetterò i suoi tempi e sono sicuro che questo darà il profitto sperato.
 
Il giorno dopo sono con Manuela, tutto bello elegante, all’inaugurazione di questa splendida profumeria in città. Faccio conoscenza con la sua amica Andrea e mi perdo a parlare con lei delle varie profumazioni e marche esistenti in commercio. Su questo argomento ho buone basi e nozioni, visto che ho un’amica profumiera che tiene profumi particolarmente rari e sconosciuti ai più. Andare da lei è come andare a pranzo, si mangia a suon di essenze particolari.
Ma di questa mia amica non faccio cenno, mai parlare della concorrenza in questi casi, visto poi che sta aprendo un nuovo negozio e che dovrà ingranare.
Manuela è lì che mi ascolta mentre parlo con Andrea, intervenendo su certe essenze, visto che anche lei di profumi se ne intende..diventiamo un animato terzetto, facendo a gara a chi conosce questa marca o essenza particolare.
Mi spiega, mostrandomi i ripiani stipati di tantissimi profumi, che ha voluto coprire un po’ tutti i vari nomi, più o meno noti e che poi col tempo si allargherà e dedicherà ad ognuno il giusto spazio che si merita, visto che secondo lei questi sconosciuti, grazie a lei, diventeranno presto ornamento in casa dei parmigiani. Le credo, visto che il sottoscritto ha solo marche strane sulla mensola del bagno, ben istruito da quell’altra profumiera del centro.....
Manuela, mentre beviamo da un flutes di champagne, mi sussurra che è contenta che mi sia integrato così bene con la sua amica....mi fa una confidenza, è bisex.....sai lei, e qui comincia una sorta di novella 2000, preferisce di gran lunga le donne agli uomini....
Ascolto senza proferir parola ma dentro di me sale l’eccitazione a sentir parlare di donne che vanno con donne..amo il sesso saffico, eccome se lo amo.
Il racconto su Andrea si fa sempre più piccante e vistomi così interessato mi confida che una volta anche lei ha ceduto alle sue proposte....lo champagne mi comincia ad andare di traverso, mi trattengo dal berlo.
“Si” sento sottovoce Andrea dietro alle spalle, “E sapessi che fatica ho fatto, ma alla fine...” mi lascia capire che le sia piaciuto, dando un bacio sulla guancia a Manu, notando come sia ancora coinvolta dalla sua presenza.
Visto che queste due sante mi hanno fatto confidenze particolari e così inaspettate, le abbraccio e le tiro in un angolo, confidando ad entrambe sottovoce, di alcune mie passate avventure con due donne protagoniste.
Riesco a spiazzarle finalmente ed a stupirle al punto giusto che s’incuriosiscono sulle mie doti amatorie che Andrea poi invita me e Manuela nella sua villa fuori Parma.
Io e Manu ci guardiamo, sorridiamo, e capendoci senza parlare non ci tiriamo indietro all’invito di Andrea.
“Tesori miei” ci fa Andrea, questa sera, tra un’oretta e mezza siete liberi per una cenetta nella mia villa?...che ne pensate?”
Per me non ci sono ostruzioni, per Manu nemmeno, quindi è tutto confermato, salutandoci, ringraziando e uscendo fuori dal negozio, visto che oramai è arrivata l’ora di chiusura, ci allontaniamo abbracciati con i doni della profumiera ricevuti.
 
“Cosa ne pensi di Andrea? Eh?” mi fa Manuela.....
“Direi una tipa interessante, ma la vorrei conoscere meglio” le rispondo.
 
Manu, mi racconta che ha una villa sontuosa, sicuramente è una miliardaria (in vecchie lire), ma è una vera amica in tutti i sensi, visto che in certo momenti down della mia vita mi ha aiutato sempre volentieri.
“Mi accompagni un attimo a casa che mi dò una sistematina? Tanto abbiamo un’ora di tempo ancora” mi chiede Manu.
Una volta saliti, mentre Manu è in bagno a sistemarsi, mi guardo il suo appartamento, caspita, ha pure affreschi sul soffitto.
Poi, d’improvviso mi si presenta in autoreggenti a rete fina, perizoma e reggiseno chiedendomi se mi piacesse la scelta....cerco di non raccogliere la sua provocazione e le chiedo cos’altro abbia a disposizione nonostante stia da Dio così, allora mi chiede di seguirla in camera che mi fa vedere cos’altro ha. Mentre cammina, da dietro le guardo il culo e le gambe...sono perfette, farà sport sicuramente, ha un culo così sodo.....
Poi dal cassetto mi tira fuori altri completi dai quali scelgo una guepierre nera che s’infila rimanendo di spalle e chiedendomi di agganciare ogni gangetto, procurandomi una forte erezione che senza volere la metto a contatto al suo culo. Lei si gira e guarda laggiù, sorride e si rigira visto che la sgrido che devo finire di ganciarla.
E’ sexy vederla da dietro, la schiena è bella dritta, con le chiappe che formano curve e linee arrapanti. Alla fine le dò una sculacciata e la spingo davanti allo specchio a vedere come sta.... intravedo i capezzoli dal pizzo della guepierre....mhhhh
“Mi piaci rude...mi piacciono le mani addosso...” mi confida sussurrando.
Cerco di trattenermi visto che stava venendo tardi per l’appuntamento e non so come abbia fatto a resistere alla tentazione di buttarla contro il muro e scoparmela senza pietà..... sarà che forse il diavolo in me era distratto.
Si rimette il vestito lungo e ci dirigiamo verso la sua auto..”Guido io” mi dice sorridendo.
Dal suo garage esce una bmw z4 e un bel “Cazzo che macchina” tra me e me, mi scappa detto.
Mi lascio trasportare su questa stupenda auto sino alla villa di Andrea, si apre il cancello automatico, percorriamo 200 mt circa di viale tortuoso per giungere davanti all’entrata dove c’è il maggiordomo che ci aspetta. Ci accompagna nel grande salone dove Andrea ci attende sorridente, mentre mi guardo intorno per gustarmi l’arredamento ultra moderno che contrasta appieno con l’antico della villa.
Andrea ci fa poi un tour guidato tenendoci per mano, per tutta la villa e devo dire che non avevo mai visto nulla del genere......trattengo alla fine un “Porca troia” tra me e me.
Ritorniamo poi nel salone per accedere al giardino esterno dove c’è apparecchiata una tavola sontuosa e dove ci attende un fresco e ghiacciato cocktail...un brindisi a tre e giù tutto in un colpo.
Andrea con un movimento distratto lascia cadere il suo tovagliolo e Manu si china subito per raccoglierlo, osservandola dal basso negli occhi: sembra che tra le due ci sia quasi un rapporto di schiava-padrona...mah staremo a vedere.
Andrea la ringrazia con un bacio sulla bocca.....
Indaga poi sulla mia attività, visto che è molto particolare e vuole che le racconti i dettagli.
Ci sediamo con vista giardino e le spiego gran parte del mio lavoro.
“Avevi ragione Manuela cara, il lavoro del nostro amico è alquanto interessante, ma non meno della sua persona...mi raccontava Manu che l’hai colpita per la tua gentilezza”, mi sussurra tenendomi la mano.
Si, le dico sorridendo, quella mattina sembrava di essere su candid camera, non mi ero divertito così da tempo, le confido.
Veniamo interrotti dal maggiordomo che ci notizia della cena pronta che scorre via tra chiacchiere e confidenze varie di Andrea, anche molto piccanti che mi agitano un tantino.
Andrea è molto spigliata e aperta a tutto, da quello che ho potuto assorbire dai suoi discorsi, sono proprio curioso per come si evolverà la serata.
Mentre Manu è in bagno, Andrea mi sia vvicina confidandomi che preferisce molto di più le donne che gli uomini, anche se qualche volta una scopatina non se la fa mancare.
Magari cerca di farmi arrossire o imbarazzarmi, ma reggo bene il confronto raccontandole qualche mia avventura: riesco a catturare la sua attenzione e la vedo perdersi nelle mie parole, sprofondare direi.
Ritorna poi Manu, la cena ormai è finita e posso cominciare ad immaginare come andrà a finire, ma mi sbagliavo.
 
Andrea ci accompagna per mano in una delle tante camere da letto con baldacchino in ferro ed una poltrona rivolta contro.
Mi viene vicino e mi comincia a spogliare.....
 
-Mi sembra di vivere in un sogno, non dico altro....
 
Mi toglie tutto, facendomi sedere ed ordinandomi di non muovermi per qualsiasi motivo, mentre spoglia Manuela, lasciandola in guepierre, perizoma e calze a rete e ordinandole con uno “Sbrigati” di mettere in ordine i miei vestiti caduti a terra. Ordine che esegue dicendo “Certo Mistress”
 
-Non mi sbagliavo sul loro rapporto schiava padrona e penso che ne vedrò delle belle...
 
Andrea poi ordina a Manu di attenderla, mentre si va a cambiare, nascondendosi dietro al paravento a pochi metri da noi per uscirne poi in completo latex rosso. Ha un fisico prorompente, rotondità giuste ma ben piazzata..diciamo che non è gracilina. Cerco di rimanere tranquillo mentre Andrea bacia con la lingua Manu davanti a me. Lo fa apposta per mettermi alla prova, ne sono sicuro....
L’unico che non riesco a dominare è il mio uccello che duro, si fa notare inesorabilmente.
Andrea se ne rende e sorride, mentre mette il guinzaglio a Manu e la fa camminare per la stanza a 4 zampe, per poi accompagnarla davanti a me e metterle il viso dal mio uccello.....
 
-Non mi era mai capitata una situazione del genere e sinceramente mi sta bene che faccia tutto Andrea, cerco di starmene buono come desidera lei....a fatica però.
 
Andrea poi chiude a chiave la stanza, tira Manu sul letto a baldacchino e mettendola a pecorina, la lega per i 4 arti.
Prende una frusta a nove code e spiegandomi che Manuela è una gran puttana che ha bisogno di essere raddrizzata, la colpisce una volta.
Manuela urla, mentre il colpo le ha segnato le chiappe.
Un secondo colpo si abbatte sempre sulle chiappe...Manu urla ancora più forte e s’inarca in avanti stringendo gli occhi dal dolore.
“Dillo che sei una troia, dillo” ordina a Manu, mentre sferza un terzo colpo senza pietà che le segna ulteriormente le chiappe sode.....
Manu esegue l’ordine e si dà della troia, piangendo dal dolore e pregandola di smettere.
 
-Io sono lì, inebetito dalla scena che mi si presenta con un uccello che sta per esplodere
Penso anche se poi toccherà a me quel trattamento e se saprò sopportarlo.....eccitante.
 
Le frustate poi si abbattono lungo tutta la schiena, mentre Manu la implora di smettere, la sua schiena diventa rossa come il culo....passa poi dietro alle cosce e dopo diversi colpi anche quelle sono tutte rosse....Manu piange, ma è un pianto sottomesso e mi accorgo dal perizoma bagnato, che sta godendo.....
Andrea appoggia la frusta, si dirige verso di me, (io tremo) e mi chiede di accenderle la candela che ha in mano, mentre Manu sculetta come per dirle di rovesciarle la cera bollente addosso.
Andrea l’accontenta, sempre davanti ai miei occhi, e le fa cadere sul culo e sulla schiena sgocciolate di cera bollente. Manu urla, la sua pelle arrossata dalle frustate è ormai coperta di cera bollente per poi ripassare a frustarla facendole schizzare via i pezzi di cera raffreddata attaccati alla pelle.
Manu ad ogni colpo s’inarca in avanti dal dolore, il mio uccello sta per scoppiare....in un momento di pausa chiedo ad Andrea se mi è permesso toccarmi, al che mi chiede se voglio aiutarla, passandomi la frusta in mano e sussurrandomi all’orecchio che Manu è abituata a questo esercizio...
Andrea prende la candela e le continua a scottare la pelle mentre mi ordina di colpirla.
 
-Sono lì di fronte ad Andrea ed a fianco di Manu con l’uccello duro e sto per frustare quel corpo ormai martoriato ma così voglioso.......direi da sballo
 
Accetto di partecipare ed inizio a colpirla, mi dice che ho la mano più pesante, mentre Andrea mi dice di non ascoltarla e che è solo una puttana da frustare. Estremamente eccitante frustarla, ci prendo poi gusto e mi diverto nel sentirla urlare e piangere dal dolore, colpo dopo colpo, mentre Andrea continua con la cera bollente e mi chiede di fare una pausa e concedere un po’ di piacere a quella povera schiava.
Capisco cosa voglia dire e mettendomi a 90° dietro a Manu, inizio a leccarle la figa.
I suoi gemiti di dolore si trasformano immediatamente in gemiti di godimento e dopo varie leccate esplode il suo orgasmo...
Andrea mi prende per mano e sussurrandomi che ci so fare con la lingua, mi chiede di leccarla...m’inginocchio ai suoi piedi e mentre Manu ci guarda come per dire mi avete lasciata sola, scosto il sottile perizoma e affondo la lingua nell’apertura del latex rosso incontrando una figa completamente depilata e fradicia di umori che raccolgo, assaporo e deglutisco...continuo poi con lo scoparla avanti ed indietro fin dove la lingua riesco a farla arrivare, mentre mi tiene per i capelli e mi fa cadere sulla schiena una sgocciolata di cera bollente...arghhhhhh che dolore.....continuo però da bravo a leccarla, Andrea mi confida che sono bravo e tirandomi via prima di venire, mi porta davanti al viso di Manu alla quale ordina di farmi un bel pompino...
Ordine che esegue senza farselo dire due volte e mentre Manu ha la bocca piena e la tengo per i capelli per scoparle la bocca, dietro di lei ci si scaglia Andrea con altre frustate sul culo......
Manu riesce ad urlare anche con il mio cazzo in bocca ed è estremamente eccitante tutto ciò.
 
-Faccio veramente fatica a scrivere le emozioni provate per quei momenti così forti che ho passato......
 
Andrea mi dice che Manu vorrebbe essere scopata, pertanto non si farà, lei è solamente una schiava in questa sessione e tale deve rimanere per essere umiliata e trattata male.
Andrea viene da me, siamo di fronte a pochi cm dalla bocca di Manu e mi ordina, alzando una gamba e ponendola sul bracciolo della seggiola, di scoparla.....Manu,al chè piange di disperazione, vorrebbe essere scopata lei da me, ma lei, le ricorda Andrea, è solo una lurida schiava puttana e non ha il permesso di fare richieste.
Prendo sotto il ginocchio la gamba di Andrea e miro la sua figa con l’uccello che fa tutto da solo e che entra abbastanza bene. Devo essere sincero, la figa di Andrea è un po’ stretto e con un colpo secco ed un suo gemito mi faccio strada e gliel’allargo.....segue un suo urlo guardandomi subito come guardava Manu per poi tramutare la sua espressione in godimento puro e farsi scopare in piedi come una troia.
Mentre la scopo con un ritmo deciso, Andrea dall’eccitazione mi lascia partire una frustata sul culo, dio che male, ma che ben presto si trasforma in piacere.....Manu le fa notare come si veda il colpo che mi ha appena dato ed eccitata me ne dà un altro a fine schiena....altro urlo di dolore e piacere....
La continuo a scopare, mentre la sua espressione è di puro piacere abbandonato e la sua figa è un fiume in piena di umori che sbrodolano lungo l’interno coscia, fino a che stringendomi un capezzolo mi sussurra da cattiva che sta per venire.....la lascio venire ed approfittando poi della sua rilassatezza, la faccio inginocchiare e mi faccio spompinare.... Manu inebetita da come potessi aver avuto un’idea del genere, cioè di dominare Andrea, rimane sconvolta come per presagire una sua ira funesta su di me....
Non m’interessa in quel momento, voglio sborrarle in bocca, non resisto più e così faccio....fiotti di sperma bollente le allagano la bocca, e le ordino di deglutire, cosa che lei fa senza problemi guardandomi da troia.
Mi abbandono esausto sulla seggiola, Andrea si ripulisce e cerca di riprendersi, mentre slega Manu.
Conscio di averla sottomessa, le dico di togliersi il latex che la voglio vedere nuda e le chiedo di poter passare al posto di Manu, ma con cognizione visto che non sono abituato a queste frustate..... le confido che sopportorei una sodomizzazione senza problemi, ma le frustate e la cera bollente non le ho mai provate a parte quelle di prima.......
 
Andrea sorride, le ritorna quell’espressione da sadica e tremo all’idea...mi chiedo perchè abbia avuto un’idea del genere........
 
Fa coricare a pancia in su Manuela sul letto, poi mi ordina, tutto nudo di coricarmi sopra di lei, mi lega i 4 arti al telaio del baldacchino e mi comincia ad accarezzare il culo.....bello sodo mi dice.....mi mette di fronte una sveglia di quelle antiche che fanno tic e tac e la imposta per suonare tra 45 minuti...saranno i miei peggiori 45 minuti della vita, lo so già........
Sono comunque a contatto con Manuela, ma non la posso baciare e devo stare fermo in quella posizione, questi sono gli ordini di Andrea. Sento comunque il mio uccello già duro che poggia sulle sue labbra fradice.....Manu mi sospira addosso paroline eccitanti, mi dice che i primi colpi sono i peggiori, opi dopo arriva il piacere e lei sarà lì vicino a me in quel momento di disperazione....
Andrea, scartabella dentro al suo mobile privato e trova qualcosa, una frusta diversa da quella usata su Manu, mi spiega che farà meno male ed è da principianti.......dopo il primo colpo tra me e memi scappa un bel “sto cazzo che fa meno male”...mi fa vibrare le chiappe e dopo qualche centesimo di secondo arriva il dolore tagliente..il suo picco dura qualche secondo per poi affievolirsi ma continuare a bruciare come una ferita aperta....Andrea mi chiede, è gentile la stronza, se mi sia piaciuto.....Manu da sotto mi confida di essere super eccitata e non vede l’ora di scoparmi...mi consolo....ho le chiappe che bruciano, ma pian piano questo bruciore si trasforma in godimento che va nella punta dell’uccello.
Non faccio in tempo a trarre il godimento che un’altra frustata si abbatte sulle mie chiappe..dio come brucia.......mi scappa un urlo mentre Manu sotto di me sorride visto che il suo corpo si muove come il mio ma è protetto.....i minuti non passano e i colpi ormai sono arrivati a 10.....Andrea mi accarezza il culo, me lo massaggia, mi dice che sto assorbendo bene i colpi e che me ne infierirà altri, vuole che mi ricordi di lei....dice che ogni segno che mi rimarrà sarà un suo ricordo indelebile sulla mia pelle che guarderò allo specchio una volta a casa.
Mi spiega che ho il culo rosso dai colpi e che cambierà zona....non so se mi colpirà la schiena o le gambe, da brivido, ma godo come non mai....presto detto, i colpi arrivano sulla schiena e fanno un male cane, tempo i soliti secondi diventa tutto piacere e via colpo dopo colpo sono tutto un bollore di dolore e piacere..se non svengo è un miracolo.
Andrea si lascia prendere la mano e mettendosi davanti a noi mi fa vedere che prende la candela...nooooo, la candela noooo, brucia....
Il tempo di lasciarla sciogliere ed un fiume di cera si abbatte sul mio culo...godimento puro..muovendomi struscio sempre l’uccello contro la figa di Manuela ed è un paradiso..mi accontento di poco in fondo.
Sbrodolate di cera poi sulle gambe che fanno un male cane e sulla schiena già super sensibile dai colpi appena ricevuti....
Andrea poi viene a vedere come sto e mi fa notare che manchino solo 20 minuti alla fine della mia sessione....mi fa i complimenti, le piaccio come schiavo e mi propone d’incontrarci più spesso.....
Non le rispondo.....sto soffrendo troppo in quel momento e non riesco a ragionare.....
Mi concede un regalo, si mette dietro di me e con una mano, facendomi alzare il bacino, mi fa scopare Manuela.....ahhhhh il paradiso quando il mio uccello la penetra scivolando dentro come una saponetta.....è sospetta questa sua larghezza....secondo me c’è puzza di fisting tra loro due......mentre la scopo glielo chiedo e infatti mi confida che spesso la penetra con le mani durante le sessioni.
 
-Dio come è Padrona la cara Andrea
 
Mi dice sempre da dietro che è una piccola concessione vista la prima volta..cazzo com’è umana Andrea.
Ma questa concessione si rivela presto una scusa....mi fa rallentare i colpi, mentre Manu stava per godere fino a fermarmi.....mi dice che lei rimane sempre una puttana e decide lei se e quando farla godere. Mi comincia a leccare il buco del culo divaricandomi le chiappe, per poco non sborro dentro a Manu......
Sento la sua lingua dura e calda penetrarmi diversi cm, come una trivella per diversi minuti che riusciamo a rubare alla sveglia....mancano poco più di 12 minuti alla fine e dopo qualche istante mi sento spargere del lubrificante all’entrata del culo e spinto dentro dalle sue dita.....scende dal letto e mi passa davanti facendomi vedere la realtà......aveva indossato uno strap-on, non lunghissimo per fortuna ma grosso come diametro..non so se l’avrei preferito lungo o largo.....ma qui gioco in casa e so come comportarmi....
 
-fingo di esserne spaventato ma lei lo intuisce, avendole detto prima che la sodomizzazione l’avrei accettata più volentieri.
 
Si corica poi sopra di me, mentre ho conficcato l’uccello ormai marmorizzato nella figa di Manuela che la muove per quel che può per cercare godimento, facendomi strusciare il suo cazzo di lattice nero lungo il perineo e le palle.......momenti eccitanti, poi s’inarca e mi sento puntare contro....spingo in fuori per sentire meno dolore fino a che non entra, cosa che non tarda a sopraggiungere e con suo stupore per come lo avessi accettato volentieri senza fare tante smorfie di dolore la destabilizza e la fa arrabiare aumentando l’intensità dei colpi....devo dire che è un signor strap-on quello in suo possesso, mi ha dilatato parecchio, ma mi ha fatto godere anche molto quando bloccatasi tutta dentro mi ordina di scopare avanti e indietro Manuela cosicchè mentre la penetro quasi mi esce e mentre esco vengo a mia volta scopato dal suo cazzo...mi dice di continuare così che si vuol riposare e faccio allora tutto da solo godendo come un riccio....mancano ormai pochi minuti, Andrea lo sa, Manuela lo intuisce e io vedo la sveglia sempre li davanti a me.
Andrea mi ordina di sborrare dentro a Manu, lasciandole la libertà di venire pure lei......
Aumento l’intensità dei colpi, visto che ormai sono vicino all’orgasmo devastato da quel cazzo nel culo che mi ritrovo e tempo un paio di minuti allago la figa di Manu con fiotti di sborra bollente, mentre dopo pochi secondi anche Manu raggiunge il suo orgasmo urlando, mentre la sveglia trilla finalmente.
Andrea, dopo che sono venuto, esce dal mio culo, mi accarezza le chiappe, si corica di fianco a me e baciandomi mi confida di averla fatta divertire. Mi slega e fa levare da sotto di me Manu, mi fa coricare al suo posto e si siede sulla mia bocca dicendomi di farla godere, di leccarla e di scoparle con la lingua sia il culo che la figa.......
Mi ci perdo nei suoi buchi, mentre sento che Manu armeggia col mio uccello devastato da un secondo orgasmo.....non so se riuscirà a resuscitarlo, ma l’eccitazione di quell’esperienza è talmente tanta che una terza erezione non tarda ad arrivare dopo i giochini di lingua di Manu...
 
-Cazzo come è brava Manuela con la lingua
 
Ho la schiena che ancora è in fiamme, come il culo sia dentro che fuori.....non appena Andrea si rende conto della mia erezione, si stupisce e ne approfitta per scoparmi, montandomi sopra e cavalcando l’uccello che è ormai in fiamme, mentre Manu prende il posto di Andrea e si fa leccare per benino la sua topa calda e vogliosa...
 
-Cristo santo, queste due sono ninfomani....mi faranno morire, lo so
 
Vedo in primo piano le chiappe di Manu, mentre la mia lingua la scopa sia nella figa che nel culo....ormai ho perso sensibilità nell’uccello e fatico a venire, non capisco più niente, ma non so come mi rimane sempre duro come marmo, visto che Andrea raggiunge un altro orgasmo, quindi uscendo propone a Manu di goderselo quell’uccello favoloso che a fatica si trova in giro
 
-Rimango inorgoglito dal suo complimento
 
Manu non se lo fa dire due volte e ne approfitta subito facendoselo sprofondare nei suoi meandri vaginali, continuando per minuti interminabili mentre Andrea sta seduta sopra di me a prendere altre leccate ed io a bere i suoi umori che scendono copiosi e caldi.....mentre sono sotto di loro mi confidano che si stanno limonando, che Andrea ha in mano le tette di Manu che vede godere come non mai....... il suo racconto live è eccitante ma non abbastanza per farmi venire, Andrea allora prende la candela ancora accesa e mi versa alcune gocce sulla pancia e sui capezzoli mentre Manu urla di godimento dallo spettacolo sotto di lei.....il bruciore mi fa sussultare e riesco ad urlare con la figa in bocca di Andrea che continua a dire di non smettere di leccarla che sta godendo un’altra volta ed infatti dopo altre leccate mi viene in faccia dicendomi che la sto facendo morire.
Andrea ordina a Manu di continuare a farsi scopare ma di buttarsi in avanti che ora le farà il sandweech......si infila di nuovo lo strap-on e mettendosi dietro lei, le mira l’entrata del culo penetrandola poco alla volta...la piccola parete che separa la vagina dal culo mi permette di sentire sul mio uccello lo strap-on che scopa il culo di Manu che urla come una pazza dal dolore nel culo e dal godimento che il mio cazzo le dà.
Questo sandweech è fantastico, vedo l’espressione Di Manu che non è descrivibile, godimento e dolore allo stesso tempo le procurano un orgasmo totale, mentre anch’io stimolato dallo strap-on che mi sfrega il cazzo, le sborro dentro.....
Manu si accascia su di me sfinita per poi mettersi al mio fianco coricata, io che sono mezzo morto e Andrea che si corica all’altro mio fianco libero, formiamo un trio devastato.... le abbraccio tutte e due e le tiro verso di me sul mio petto baciandole a vicenda, sentendo il loro seno appoggiare su di me.
Manu mi mette una gamba sulla mia coscia, Andrea fa altrettanto e tutti e tre in questa posizione ci parliamo, vedo i loro due culi sporgere, come vedo finalmente Andrea soddisfatta ed abbandonata e Manu sorridente e contenta. Anch’io sono rimasto soddisfatto dell’esperienza forte che ho appena vissuto, mi mancava da un pezzo un gioco di potere del genere.
 
Ci addormentiamo in questo lettone che sa di noi, per risvegliarci poi il mattino successivo dal maggiordomo che vede ma non parla e che ci comunica che la colazione è pronta.......
Dò il buongiorno con un bacio a tutte e due e accappatoio addosso,  ci abbuffiamo nelle paste, torte e spremute fresche che Alberto il maggiordomo, ci ha preparato......
 
-Com’è dura la vita dei ricchi penso tra me e me....
 
Poi dopo una doccia ci dirigiamo tutti e tre a lavoro, Andrea nella sua nuova profumeria, Manuela nella sua gastronomia ed io nel Mio-Ebay, promettendoci di rivederci quanto prima per divertirci ancora.
 
Quel giorno faccio fatica a concentrarmi sul lavoro, sono un po’ tutto dolorante, faccio fatica a stare seduto, ma non è tanto per quello ma per l’emozione passata insieme a quelle due donne assatanate. Penso che le andrò a trovare  più spesso.
Postato da piattocaldo - commenti (33)
Permalink -

Anna dal meccanico

“Cazzo” !!!!Ops.... Esclamo di colpo. Ma tu sei........
 
 
 
Tutto nasce qualche giorno fa alle 18.30 nell’officina meccanica dove porto l’auto a fare la revisione.
E’ una giornata afosa, umida, il termometro all’entrata segna una 30ina di gradi c° e mentre sto aspettando fuori dal gabbiotto della cassa per pagare, arriva con un rumore sordo una ragazza con una smart roadster nera e giallo fosforescente, abbandonandola davanti al passaggio delle auto in entrata ed uscita.
Il capo meccanico butta fuori la testa, io sorrido per la scenetta alquanto comica e le intima che quello è il passaggio principale e non può essere impegnato.
La tipa scende presentandosi nel suo splendore, scarpe rosse a punta con tacco 8, minigonna a balze e camicetta a fiorellini con generosa scollatura accentuata dal reggiseno push-up che le comprime il seno verso l’interno.
L’espressione del capo cambia immediatamente a tale vista, e gentile le chiede se può aspettare un secondo che ha due persone da far pagare.
Lei con lo sguardo alquanto sconvolto, immagino per l’auto che dà problemi, acconsente scusandosi per l’inconveniente dell’auto che impegna il passaggio che non si sa come abbia fatto ad arrivare sino a lì.
Fa pagare quello prima di me e mi chiede se mi scoccia attendere che sente la ragazza che ad occhio e croce avrà un 35 anni. Gli rispondo che non ho fretta e lo lascio fare gustandomi la scenetta e la tipa alquanto appariscente.
Lui le apre il cofano, del motore, cercando il problema, chiedendole in seguito di mettere in moto, ordine che lei esegue dall’interno dell’auto, lasciando fuori una gamba....sexy visione.
Ha le gambe lunghe ed è già abbronzata la tipa ed a ogni movimento, la folta chioma sino a metà schiena, si muove sinuosa ondeggiando come ondeggiano le balze della gonna mostrando le cosce.
Decisamente un’ottima visione e da lì non mi muovo, mi voglio godere il tutto con tranquillità.
Il meccanico dopo attenta visione, esprime la diagnosi: problema grave all’alternatore, deve lasciare l’auto in officina che provvederà a smontare il pezzo prima che sia troppo tardi.
Lei con lo sguardo perso inizia a chiedere quando sarà pronta ed il meccanico, spiegandole che questa settimana (oggi è lunedi) è oberato di lavoro, le comunica che non potrà metterci le mani prima di giovedì....
La ragazza sbianca, le serviva per domani per andare ad una festa di compleanno di una sua amica in valle d’aosta.
Il meccanico ha tutte fuori le auto sostitutive quindi non può essere d’aiuto e mentre le spinge in un angolo dell’officina l’auto appiedata, faccio due conti veloci col lavoro che ho da fare, lo posso fare benissimo in giro col portatile..... io ci provo.....tentare non costa nulla.
Mi avvicino all’appariscente tipa e presentandomi, mi offro di accompagnarla di persona.
Anna rimane un attimo di stucco per la proposta azzardata e portandosi gli occhiali da sole sopra la fronte all’attaccatura dei capelli per osservarmi negli occhi (gesto carino, odio parlare con le persone che portano gli occhiali da sole, non si sa mai dove guardano) e facendo la battuta, sorridendo mi dice che sua madre le consiglia sempre di non accettare caramelle dagli sconosciuti, però in questo caso il passaggio lo accetta più che volentieri, per finire accarezza il mio cagnolino che ho in braccio dalla testa sino alla coda toccandomi la mano......mhh
Anna mentre mi parla, mi fa i raggi x sorridendo e per non farmi scandagliare tutto subito, scusandomi, mi assento per andare a saldare la revisione alla mia auto. Le dico di attendermi che poi l’accompagnerò a casa o dove era diretta.
Mentre striscia la carta di credito, il capo meccanico mi osserva sorridendo, gli faccio l’occhiolino e lo saluto stringendogli la mano, non prima di essermi raccomandato per l’auto di Anna. Gli ricordo il mio cell nel caso sorgano problemi seri durante la nostra assenza.
Ritorno da Anna, sorridente e contenta per aver trovato la mia disponibilità, mi chiama il suo angelo custode.
Le dico di non preoccuparsi per l’auto e che è in buone mani: Alberto non ha mai sbagliato una diagnosi, sappilo, la rassicuro ancora. Mentre usciamo e ci dirigiamo verso la mia macchina, la vedo che si gira e la saluta muovendo la manina con unghie lunghe e smalto rosso.
Le apro la portiera e la faccio accomodare, salgo poi io e le chiedo dove vuole che la porti.
Mi chiede unicamente di portarla a casa visto che non ne può più e che questo guasto le ha lasciato dell’amaro in bocca.
Le spiego allora di quella sera che ero sotto il ponte della tangenziale a mangiarmi un panino, era inverno quindi motore acceso al minimo per rimanere caldo dentro, quando ad un certo punto mi si è spento il motore in maniera violenta: era grippato l’albero a camme piegando le valvole.
Fai te, 2500,00 € di danno così in un attimo e rimanere a piedi lo posso capire, non è bello, considera poi che in quel momento non c’era un’anima viva a cui chiedere aiuto, solamente il n° dell’aci per farsi venire a prendere.
Sinceramente non so quanto possa costare la tua riparazione, ma dubito ciecamente che spenderai una follia, poi hai avuto la fortuna di arrivare dal meccanico e di risparmiare la spesa dell’aci.
Si aggiunge lei, poi ho avuto la fortuna d’incontrare un angelo custode come te, mi sviolina.
Le parlo un po’ di quello che faccio e che domani lo potrò fare tranquillamente al portatile rimanendo fuori sede, basta solo che trovi un collegamento internet da qualche parte per scaricare il tutto sul mio server.
Le chiedo dettagli per domani, orari, luoghi e quant’altro così da organizzarmi e trovare un alloggio per la notte visto che non amo fare andata e ritorno in giornata. Preferisco poi ripartire al mattino, fresco di sonno e ben riposato, tanto non cambia nulla per me ed il mio lavoro.
Ogni tanto mi cade l’occhio sulle sue cosce nude, sono belle abbronzate e toniche; mentre guido, tiene accavallate le gambe, poi prende il cell dalla borsetta e mi spiega che manda un sms alla festeggiata avvisandola che ci sarà un invitato in più. Mi guarda, io la guardo girandomi e mi dice che è il minimo per quello che sto facendo per lei.
La ringrazio, le feste sono sempre interessanti, peccato che non conosco nessuno, ma non è un problema, faccio presto a socializzare, le spiego.
Si, me ne sono accorta prima in officina che non pensi ma agisci d’istinto...
E’ vero, sono un impulsivo, le dico, mi piace vivere l’attimo senza pensare troppo....
 
Ma un ragazzo interessante come te non ha famiglia a casa? Mi chiede....
Le rispondo negativamente, le spiego che amo essere single e che adoro la mia libertà...
Uhm, mi guarda e mi spiega che la mia vita è la stessa che fa lei ultimamente, in quanto il lavoro la tiene impegnatissima anche fuori dagli orari canonici e non le permetterebbe di stare in famiglia come una persona normale.
Incuriosito, le chiedo che lavoro faccia e mi risponde che fa l’avvocato per uno studio legale che segue assicurazioni auto e cause civili. Da lei dipendono 4 ragazze che l’aiutano e collaborano a risolvere i casi che si presentano.
Interessato, le chiedo per quale o quali assicurazione/i lavori e mi spara la mia............
!!!
“Cazzo” !!!!Ops.... Esclamo di colpo. Mai tu sei........
No, è impossibile una coincidenza del genere, le dico sbarrando gli occhi e facendo 2+2, ma tu non sarai l’Anna che segue le cause dell’axa, non è vero...?
Si, mi conferma lei, sono io, come fai a sapere di me, incuriosita?
Non è possibile, ma che assurda coincidenza e le spiego che quando ho avuto circa un anno fa quell’incidente con l’extra comunitario che aveva compilato in maniera illeggibile la constatazione
amichevole, avevo parlato al telefono con lei ed aveva risolto il caso, concedendomi il risarcimento dei danni. Non ci credo, sei tu l’Anna, guardandola con un sorriso a 400 denti, la mia salvatrice.
Oltre a te non c’era riuscito nessuno a tradurre quei geroglifici, per me sei un mito.
Mentre parlo mi osserva attenta e sorride soddisfatta, le piace risolvere i casi, ma le piacciono anche molto i miei complimenti.....
Comincia a ricordarsi del mio caso, che c’eravamo sentiti per telefono tramite la mia assicurazione.
Pensa, guarda, ti avevo talmente tanto goduta ed avevo apprezzato il tuo operato che mi era venuta l’idea di farti recapitare in studio un mazzo di fiori come ringraziamento, ma poi non volevo che tu pensassi che magari volessi provarci con te e pertanto mi ero limitato ai ringraziamenti telefonici.
Sai a volte ho dei comportamenti esagerati anche con persone che conosco poco, ma quando una di queste mi aiuta ed anche se il suo compenso è compreso in quello che pago all’assicurazione, sento che sprizzo generosità da tutti i pori della pelle e devo fare qualcosa per ringraziarla.
Mi guarda e sorride facendomi notare che sono veramente generoso visto che l’accompagnavo domani fino in valle d’aosta.
Mi giro pure io e osservandola negli occhi le faccio notare che col mio gesto la sto ringraziando, senza volere, per quello che aveva fatto per me all’epoca
Poi per telefono avevi questa voce così sensuale, si sei tu l’Anna ora ti riconosco.
Ah si? Ho la voce sensuale dici? Chiede interessata.
Dico dico e che voce.....sorridendo e guardandola fissa negli occhi.
Non mi distrarre vah che mi vado a schiantare contro un albero, le dico. Va beh che ci sei tu a difendermi poi, però preferisco avere la ragione dalla mia parte.....
 
Cazzo l’Anna, ma che assurda coincidenza, penso tra me e me. Ha una voce molto sexy effettivamente ed i fiori veramente li avrei mandati se il mio assicuratore qualche giorno dopo, mentre spettegolavamo qui nel mio ufficio non mi avesse raccontato che aveva una mezza storia con uno e che si era appena lasciata con un altro.....troppo incasinata e delicata la situazione all’epoca, quindi avevo lasciato perdere....
Ecco, questi li chiamo segni del destino e soprattutto se arrivano così com’è arrivato questo ci dev’essere un motivo...sta a me scoprire quale.
 
Sai, io di te mi ricordo, ora che mi hai rinfrescato il caso, la gentilezza e la pacatezza con la quale mi parlavi, è stato un dettaglio di te che ho tenuto in mente e che ora posso esternarti, mi confida Anna.
Penso anche di potermi fidare quasi ciecamente di te, visto il nostro passato, anche se sinceramente quando mi hai fatto quella proposta dal meccanico ho titubato un attimino, ma ero così disperata e appiedata che non potevo non accettare, in fondo il rischio è il mio mestiere no?
 
Bene, sorridendo e allungandole la mano...”Amici allora?”
“Amici sicuramente” porgendomi la sua.
Ci stringiamo le mani in maniera decisa quasi a giocare a chi stringe più forte, e devo dire che la sua è un’ottima stretta. Mi piacciono le strette decise, e banno sicuramente quelle gelatinose.
In psicologia leggevo che dalla forza della stretta di mano si può capire qualcosa della persona che abbiamo davanti, una stretta decisa dimostra dominanza, una stretta troppo vigorosa dimostra aggressività ed esibizionismo, mentre una stretta molliccia e magari sudata dimostra timidezza e diffidenza.
Direi che il nostro caso si possa trovare alla voce 1, quindi due caratteri dominanti..... ci sarà da ridere, sarà uno scontro duro.
 
Sono circa le 19.00, giungiamo sotto casa sua e la saluto con baci sulle guance e confermando che domani mattina alle 09.00 puntuale si dovrà far trovare pronta per la partenza.
Anna, mentre mi rimetto al volante si piega verso di me attraverso il finestrino, il seno compresso è vicino ai miei occhi e me lo guardo, mi confida che vorrebbe ancora la mia compagnia e se chiede troppo per stasera a cena.
Le spiego però che stasera devo organizzare il mio lavoro per domani nelle pause che troverò e che prima delle 23.00 non avrò finito.
Ti aspetto allora dopo le 23.00, tanto io non mi posso muovere da      qui, ci conto, non tirarmi il bidone. Facciamo quattro chiacchiere che ti spiego meglio per domani tutto quello che c’è da sapere.
Ok, le dico, verso le 23.00 aspettami.
 
Torno a casa e penso ad Anna ovviamente, a quanto corre ma che è una bella corsa al contempo. Ragazza intraprendente e decisa allo stesso tempo, non voglio farmela scappare e anche se in verità avrei declinato il suo invito per stasera perchè sono molto stanco, faccio uno sforzo per starle vicino. Ho capito che ci tiene e mi sembra anche una persona molto sola.....a volte la solitudine porta a fare le scelte sbagliate e non vorrei in alcuna maniera ferirla, ma da quello che mi ha spiegato, se è vero, al momento è single convinta come me, pertanto abbiamo tutto da guadagnare dal nostro incontro.
 
Giunto a casa, mi faccio una bella doccia rinfrescante, mi metto in libertà, mangio un’insalata con un bicchierino di vino rosso e mi preparo il lavoro per domani.
Verso le 22.30 ho preparato tutto, rimane però un dettaglio da organizzare per il sottoscritto: dove dormire a Champoluc?
Mi viene un flash, un bel flash, ricordo che sopra il paese immerso nel verde c’è un piccolo villaggio Walser a circa 2000 mt con una stupenda suite, la “Suite monterosa” per l’appunto,
un vecchio fienile completamente ristrutturato ricco di ogni ben di dio, lussuoso come piace a me ma allo stesso tempo rustico quanto basta. Il complesso è denominato Hotellerie de Mascognaz e fa parte di una catena che comprende un hotel giù in paese a Champoluc.
C’ero stato un paio di anni fa a soggiornare d’estate tirato dentro da un meeting di un mio amico che lavora per una grande catena informatica e ne sono stato rapito all’istante, anche se costa una follia, qualche volta nella vita lo sforzo si può fare. Il problema è avere il contatto per prenotare, qui a casa internet non l’ho, opto quindi per chiamare l’892424 e farmi passare direttamente la telefonata all’hotel in paese. Suona 1, suona 2, suona 3 volte ed alla quarta risponde la centralinista che mi conferma la disponibilità della suite per domani sera, la prenoto al volo ricordandole che tempo fa c’ero già stato.
Lassù siamo nella valle d’Ayas e all’interno della suite c’è un magnifico camino che a richiesta viene acceso mentre sei a cena, così quando torni in suite, hai gli scoppiettii della legna che ti fanno compagnia col calore che un fuoco può generare sia fisicamente che psicologicamente. Adoro il fuoco, ne rimango sempre rapito dalle sue fiammelle ed è allo stesso tempo tremendamente romantico.
Poi spiegherò ad Anna, che mi aveva dato disponibilità per dormire via che nella stessa suite oltre al letto matrimoniale ed il bagno al pian terreno, c’è un fantastico spaziale soppalco con un altro letto matrimoniale e bagno indipendente dal mio, tutto questo sotto l’enorme tetto dei 150mq e passa dell’ambiente.
 
A casa di Anna poi spiego tutto ciò, mentre parlo è rapita dal mio racconto, mi sembra di essere già là mi confida, l’hai raccontata così bene che non vedo l’ora di arrivare, poi mi dici quanto ti devo per il soggiorno.
 
Mi parla poi della festeggiata, mentre è sul divano in pantaloncini corti turchesi che mostrano le sue stupende cosce e maglietta succinta attillata bianca che mette in evidenza il suo seno che ad occhio e croce dovrebbe essere una terza abbondante: è una grande amica la Roberta, eravamo a scuola insieme, lei ora lavora là come cameriera in paese in un hotel del centro ed è sposata con un locale conosciuto a sciare, visto che fa il maestro di sci. Devo dire che è anche un bell’uomo, infatti le ho fatto i complimenti per l’ottima scelta.
Andavamo sempre in vacanza insieme, ne abbiamo fatto di tutti i colori quando andavamo al mare...
Scusami queste sono chiacchiere da donna, parliamo di altro,mentre si rannicchia e nasconde i piedini sotto i polpacci. Da quello che ho visto sono carinissimi e piccolini, sapete che adoro i piedi, sono un estimatore, peccato li nasconda.
Mi offre qualcosa da bere, in casa sua c’è un caldo tremendo. Chiedo allora una birra fredda, mi porta una carlsberg alla quale faccio subito la festa bevendone metà in un colpo solo.
Parliamo poi di noi, della nostra vita da single, argomento che Anna continua a tenere in piedi parlandomi della sua vita privata, lasciandosi andare forse dai fumi dell’alcool della birra che anche lei si è aperta.
Mi confida che si sente sola si, ma allo stesso tempo non se la sente d’intraprendere una storia seria
che la vincoli troppo.
Le piacerebbe a volte tornare a casa e trovare il suo uomo che l’aspetta...la guardo sorridendo ed intervenendo le racconto che anche al sottoscritto piacerebbe quello che piace a lei, cioè di trovare la tua donna a casa che ti aspetta, ma è impensabile realmente in quanto sia io che lei abbiamo degli orari impossibili e pertanto non fattibile. Poi egoisticamente parlando, adoro la mia libertà e i vincoli per me sono forzature a cui col tempo non riesco a resistere.
 
Si è fatta ormai l’una di notte, la saluto e alzandomi dal divano le ricordo che domani si parte alle 09.00 precise e di portare con lei il necessario per una notte.
Prima di lasciarmi andare mi dà un paio di baci sulle guance in punta di piedi, tirandomi a lei, visto che la batto in altezza di circa 10 cm e mi ringrazia per quello che sto facendo per lei.
Ci scambiamo la buonanotte, le dò un bacio sulla fronte, mentre lei mi prende la mano e appoggia un bacio all’interno del palmo chiudendomi poi le dita e facendo pugno: mi spiega che poi mi farà dormire bene a casa e di tenerlo stretto sino a che non sarò arrivato.
La saluto, sorrido ed esco dal portone di casa soffiando un bacio verso di lei con l’altra mano. Prima di lasciarmi andare mi confida sotto voce che ha apprezzato la mia compagnia non invasiva ma presente.
 
Interessante l’Anna, decisamente da approfondire...ha fatto molto per me e chi mi aiuta non lo dimentico facilmente..... mi auguro anche che domani sia una bella festa e che non sia noiosa soprattutto. Ma visto come è coinvolgente l’Anna penso proprio che ci sarà da ridere.
 
Il giorno dopo la vado a prendere sottocasa, scende con un trolley giallo che spacca gli occhi di quel giallo fosforescente che se lo metti in una stanza di notte te la illumina a giorno.
Mi scappa da ridere, quindi Anna mi chiede cos’abbia il suo trolley che non va....ridendo e scherzando le spiego che ha un giallo ultra-potente.
Si come la mia personalità, modestamente parlando, mi spiega che lei ama i colori forti e intensi, ama tutto ciò le dia colore e vita.
Si sono d’accordo le dico, mentre le carico il trolley nel baule della mia volvo familiare posizionandolo a fianco del mio blu elettrico, facendole notare come anch’io ami i colori intensi.
Un altro punto in comune, mi dice sottovoce accarezzandomi la mano, ghignando e salendo in auto.
Il viaggio dura circa 4 ore accompagnati dalle istruzioni del tom-tom che ho nel cellulare che ci porta sino a destinazione in periferia di Champoluc all’indirizzo di Roberta che compie 34 anni e che abita in una stupenda casetta indipendente immersa nel verde.
Sono circa le 13.00 e da quello che mi ha spiegato Anna, Roberta ha in programma un pranzo nel giardino di casa. Ho una fame tremenda e non vedo l’ora d’iniziare, mentre scendiamo dalla macchina e Anna si butta tra le braccia di Roberta come una sorella che non vede da anni. Sento che confabulano mentre si girano verso di me e alquanto incuriosito, sorridendo mi avvicino per farmi presentare.
 
E’ una giornata stupenda, un cielo azzurro che in città lo posso solo sognare e un clima mite con circa 14 gradi a fare da contorno a questa festa.
Anna si dirige verso di me, mi bacia sulla bocca, dicendomi sottovoce di stare al gioco e mi presenta a Roberta dicendole che sono il suo angelo custode che l’ha salvata dal meccanico cattivo che le ha ricoverato l’auto.
 
E’ tutto così veloce che faccio fatica a metabolizzare ma cerco di far finta di nulla sorridendo, ma dentro di me sono emozionatissimo per il bacio di sfuggita e così inaspettato.
Rimango un attimo senza parole e attonito mi lascio osservare da Roberta, mentre assaporo il gloss che Anna mi ha lasciato sulle labbra al sapore di fragola..... le scappa detto che Anna aveva ragione a parlare bene di me, al chè la buttiamo sul ridere per evitare imbarazzi vari, mentre consegno a Roberta una bottiglia di spumante millesimato come ringraziamento per l’invito, consigliata dal mio salumiere di fiducia.
Roberta mi guarda e mi ringrazia emozionata, baciandomi sulle guance.
Mentre entriamo chiedo sottovoce sorridendo ad Anna se sia pazza o meno e lei mi risponde che la è di me...
Alè, altra steccata che incasso e metto in tasca.
 
Penso che ormai Anna ha fatto tutto da sola e sto al gioco, non ho nulla da perdere, anzi meglio di così non potevo chiedere.
 
Anna oggi indossa scarpe superga rosa, un paio di pinocchietti bianchi con una t-shirt rosa fucsia di playboy ed un tranch bianco, mentre il sottoscritto porta delle sneakers bianche e marrone chiaro hogan, un paio di pantaloni sportivi grigio scuro armani con t-shirt guru bianca con maniche grigie, cintura nera gucci e giubbino nero Gas estivo, modello motociclista che fa tanto rude a completare l’opera.
Mentre Roberta ci mostra la sua abitazione, io e Anna siamo sempre per mano a seguirla. Saliamo poi delle scale che portano in camera da letto lungo le quali c’è uno specchio enorme....Roberta ci guarda di riflesso e commenta con un “State bene insieme, formate una bella coppia!”
“Dici davvero? Effettivamente Anna è una ragazza stupenda ed ha un sacco di qualità che escono giorno dopo giorno” sviolino io osservandola con sguardo da leopardo che scruta la sua preda....
Anna mi dà un bacio mentre proseguiamo a visitare la mansarda provocandomi un’altra scarica di adrenalina dall’emozione del contatto delle sue labbra sulle mie.
Torniamo poi in giardino, arrivano gli ultimi invitati e la festa inizia tra palloncini colorati sparsi dappertutto, ospiti deliziosi con cui si parla tranquillamente del più e del meno e tanto cibo su cui abbuffarsi seduti comodamente sotto al bersò imbandito.
A fine pranzo ci alziamo un po’ tutti per aiutare la digestione, visto che siamo pieni come i tacchini e passeggiando nel grande giardino di casa ci soffermiamo ad osservare, sporgendoci dalla staccionata, un ruscelletto che confina col prato; in faccia abbiamo già un colorito rosino dal sole che picchia senza sosta sulle nostre teste. Anna mi guarda e mi chiede se mi abbia dato fastidio il suo comportamento un po’ sfacciato, la osservo e la rassicuro che so apprezzare la sua decisione in questa situazione, anzi le confermo che ha contribuito a rompere il ghiaccio tra noi.
Torniamo poi al tavolo visto che è giunta l’ora della torta e dei regali, cerchiamo di mangiarne una fetta e poi Roberta inizia a spacchettare i 10 regali degl’invitati.
Al loro interno trova di tutto e di più, rimane poi per ultimo proprio quello di Anna nel cui interno trova una bellissima felpa grigia metallizzata Kappa di mascalzone latino.
La festa poi volge al termine, abbiamo socializzato un po’ con tutti e siamo stati bene aiutati anche dalla giornata stupenda che il cielo ci ha regalato.
Sono ormai le 17.30, Anna ed io decidiamo che è ora di abbandonare la festa come altri già stanno facendo, salutiamo Roberta ringraziandola per l’ospitalità e augurandole altri 1000 di questi giorni.
Risaliamo in auto e guardandoci negli occhi ci abbandoniamo ad un lungo ed appassionato bacio: tutti e due non vedevamo l’ora, mentre Anna mi prende una mano e me l’appoggia sul seno, al chè le faccio notare che siamo in pubblico e le dico che è meglio che rimandiamo a più tardi quando saremo arrivati in suite.
Un filamento di saliva unisce le nostre labbra che si allontanano affamate una delle altre che prontamente Anna prende tra le dita e lecca con la lingua guardandomi negli occhi come per dire che in questa maniera leccherebbe la punta del mio uccello.
 
Madonna penso tra me e me mentre metto in moto e ci portiamo verso l’hotel in paese, Anna è veramente prorompente, un fiume in piena che ti travolge senza pietà con la forza della sua corrente. E’ un misto di sensualità allo stato puro, come un cavallo di prateria libero e difficile se non impossibile da domare. Poi quando penso alle sue cosce abbronzate dentro alle quali mi ci perderei anche ora,  impazzisco e non vedo l’ora di arrivare in suite.
 
Mentre guido gli ultimi 300 mt perchè poi so già dov’è l’hotel, la stuzzico confidandole che ha delle cosce che mi fanno impazzire e che osservavo ammaliato ieri dal meccanico....Anna mi guarda con un’espressione che parla da sola e mi sussurra, sporgendosi verso di me, all’orecchio mordicchiandomi il lobo, che non vede l’ora di rimanere sola con me e che mi potrò gustare le sue cosce che tanto mi danno da pensare.....
 
Siamo tutti e due un fuoco che arde in sintonia ma cerchiamo di calmare i bollori perchè siamo arrivati all’hotel in paese nel cui parcheggio lasciamo l’auto che poi verrà ritirata dall’addetto e messa in garage sino a domani, si perchè qui ti accompagnano loro, su per una mulattiera impervia con il fuoristrada dell’albergo per arrivare nel paradiso del villaggio Walser.
Ed infatti eccoci a bordo del fuoristrada col direttore dell’hotel come autista, mentre ci attende lo staff su alla suite monterosa.
15 minuti di strada tortuosa per giungere infine nel silenzio più assoluto del piccolo villaggio Walser. Unico rumore in lontananza, i campanacci del gregge di mucche al pascolo.
Ahhhhh, scendiamo e ci godiamo lo spettacolo, Champoluc dall’alto ed il verde della vallata che circonda noi due da soli, abbandonati a queste poche ore da trascorrere insieme nel paradiso del silenzio e della buona cucina.
Infatti il direttore dell’hotel a Champoluc, dopo essersi congedato da noi, ci passa nelle mani del capo di questo complesso che ci porta subito a visitare la nostra suite.
Anna è emozionata, lo confida al simpatico capo-guida, gli racconta che è come se avesse in testa la planimetria della suite da come gliel’avevo descritta per filo e per segno, ma vissuta sulla propria pelle in questo momento è ancora meglio e da sogno.
Sul lugno tavolone al suo interno dove possiamo scegliere se farci portare la cena e la colazione si erge in bella mostra uno stupendo mazzo di fiori offerto gentilmente dalla direzione che Anna subito si accinge ad annusare rimanendo senza parole.
Il clima è freschino, ricordo che siamo a 2000 mt circa e faccio presente subito al capo che questa sera desideriamo che venga acceso il camino. Le pareti sono tutte in sasso a vista...una delle 4 ha appeso a se un enorme plasma sul quale gira musica di violino
 
Tra me e me penso che la televisione sarà l’ultima cosa che guarderemo......
 
Sono circa le 18.30 ed il capo ci ricorda che della cena ne possiamo approfittare fino alle 22.30 senza problemi e per qualsiasi bisogno è a nostra disposizione.
Lo ringraziamo e attendiamo il suo congedo per rimanere da soli, finalmente.
 
Mi guardo un attimo intorno, ricordo quella credenza che dev’essere all’altezza giusta...si eccola lì ed infatti alta quanto basta....
Prendo Anna per mano e la trascino dalla credenza, lei si lascia trasportare senza paura, le cingo la vita con le braccia, la sollevo e l’appoggio seduta sulla credenza. Le tengo i fianchi con le mani, lei sta al gioco e mi tira verso di se la testa per baciarmi. Sento la sua lingua calda entrarmi in bocca, giocare con la mia in un bacio passionale e violento allo stesso tempo. La nostra bestialità si sta scatenando e ad un certo punto tenendomi le braccia sulle spalle mi chiede cosa stia aspettando a sbottonarle i pinocchietti per godermi le sue cosce.
La guardo allupato e mi dirigo laggiù, mentre una mano s’infila sotto la shirt per andare a palpare il seno che al tatto è bello carnoso e sensuale da maneggiare.
Anna butta la testa all’indietro mentre le palpo le tette, quindi mi soffermo qui per un po’ per farla godere ed eccitarla quanto basta. Le sollevo la shirt e la sfilo, per poi sganciarle il reggiseno e godermi il panorama delle sue tette in libertà. Mi avvento con la bocca su quella alla mia sinistra mentre all’altra dedico le attenzioni della mano che la palpa delicatamente ma fermamente stringendo poi il capezzolo tra le dita.
Anna ansima stringendomi al suo petto, m’intima di mordicchiarle il capezzolo, prima uno poi l’altro mentre le graffio la schiena salendo e scendendo con le mani.
Mi confida che mi sente molto animale, ciò la fa eccitare tantissimo. Mi dice di farle quello che voglio, mi prega di controllarle le cosce se tutto è ok. Vuole che le faccia il tagliando, mi chiede se le tette andavano bene e la rassicuro con voce da porco che erano ok, forse quella sinistra avrebbe bisogno di una bilanciatura che lascerò a dopo, ora le sussurro, devo controllare la convergenza delle cosce. Abbandonandoci a questo gergo da meccanici, le sbottono la cerniera dicendole che dovremo ingrassarla in quanto dura e rigida da slacciare. Le sfilo poi i pinocchietti lasciandola in perizoma bianco con roselline in rilievo ed iniziando a fare la giusta convergenza alle sue cosce da sogno, prendendole le ginocchia, aprendole e godendomi lo spettacolo del suo pube che spunta dal perizoma, mentre lei s’infila la mano dentro inserendo un dito all’interno della sua figa e chiedendomi di controllare con la mia asta il livello dell’olio.
Erezione da paura che dà un fastidio essendo intrappolata nei pantaloni che decido quindi di sbottonare, mi tolgo le scarpe e sfilo i pantaloni rimanendo in boxer, mentre lei mi osserva e guarda lì, verso il mio uccello che vorrebbe bucarli. Si piega in avanti e me li sfila, mi dice che deve controllare il pistone se è ben lubrificato, rimango denudato solo con la shirt che mi tolgo al volo lanciandola per terra, lei si sfila il perizoma, me lo passa tra le labbra chiedendomi se sia ben lubrificato ed al mio cenno di si, mi chiede di controllare il suo livello dell’olio con l’asta, non prima però di averla tirata giù dalla credenza e fatta inginocchiare davanti al mio uccello e averglielo ficcato in gola tenendola per i capelli muovendole la testa avanti ed indietro. Sai, le dico mentre me lo succhia, i diesel vanno scaldati prima di tirarli, non trovi, quindi, le ordino, scaldami il pistone che poi con l’asta ti controllo fino in fondo.
Dall’alto la osservo mentre ingoia il mio cazzo duro, prima la cappella e poi via tutto in gola, facendo quasi fatica a farlo arrivare fino in fondo...vederla con la bocca piena mi fa impazzire di piacere e mentre lo ingoia le chiedo se il pistone è posto o meno, se le piace la cilindrata e se gl’interni in pelle sono di suo gradimento.
Mi conferma, facendo uscire il pistone ehm l’uccello dalla bocca che gira benissimo come la pressione interna che è alquanto alta a questi giri ma ok, la cilindrata le piace eccome anzi, fa fatica ad ingoiarlo tutto e l’interno in pelle cioè le palle che mi palpa con la mano mentre ingoia hanno la dimensione che l’aggrada.
La faccio poi alzare e la porto sul divano a quattro posti davanti al plasma e la corico dicendole che devo ora controllare la sua lubrificazione prima di accelerare a fondo, godendomi lo spettacolo delle sue labbra dischiuse e gonfie di piacere che si presentano ai miei occhi. Le apro le cosce, le accarezzo finalmente e dentro di me penso che sia un sogno, solo ieri non sapevamo neppure chi eravamo ed ero lì a godermi le sue cosce che spuntavano dal gonnellino a balze....le osservo, le palpo e le accarezzo per poi avvisarla che vado a controllare la lubrificazione interna del suo motore......lei mi ordina di fare un bel lavoro, di lubrificarla per benino ed alla fine di controllare i livelli con l’asta....
La rassicuro che farò un lavoretto sublime e leccando dal ginocchio per continuare nel suo interno coscia, giungo dalla sua figa fradicia di piacere nella quale mi faccio strada con la lingua, scopandola avanti ed indietro per tutta la sua lunghezza, leccando ed ingoiando i suoi succhi che scendono copiosi. Il sapore m’inebria la mente, mentre il suo bacino si dimena come impazzito ai miei affondi di lingua.....mi chiede di scoparla che vuole essere controllata dalla mia asta, non resiste più, lo vuole dentro tutto....Mi stacco dalla sua figa, le prendo una gamba e l’appoggio sulla mia spalla, mi avvicino a lei e dirigo la cappella verso le sue labbra, mentre con uno scatto felino Anna lo prende in mano e lo tira a se ordinandomi di scoparla con violenza stringendomelo forte per farmi capire che non scherza. Appoggio allora la cappella all’entrata delle labbra e con un colpo deciso le affondo l’asta tutta in un colpo dentro, sino in fondo per tutta la sua lunghezza.
“Dio come ti godo, hai un uccello stupendo, scopami così, controllami i livelli e fammi impazzire mio meccanico preferito” esclama a gran voce, godendo come una pazza.
Le dò quindi una serie di affondi da farla urlare, tutti senza pietà come mi aveva chiesto e tutti per la lunghezza intera del mio cazzo duro e pulsante mentre lei mi tiene le chiappe nelle quali affonda le unghie affilate, gioia per me e godimento per lei.....
Le confido che il sedere è il mio punto più sensibile, quindi provando a capire al volo cosa mi piace mi dà qualche sculacciata per testarmi, la guardo negli occhi dicendole che del mio culo può fare quello che vuole.....
Continua a scoparmi così, amo gli uomini rudi e violenti, non avere pietà di me.....le faccio poi presente che i livelli non erano subito a posto ma con i miei colpi li metterò a posto nell’arco di questa seduta...per la mano d’opera mi pagherai poi in natura in seguito, le ricordo.
Tutto quello che vuoi, l’importante è che mi fai un bel tagliando con i fiocchi.
Prendo poi l’altra sua gamba e me la metto in spalla, ora le ho tutte e due e l’avviso che andrò alla massima profondità a controllare la coppa dell’olio che mi sembra che perda dalla guarnizione. Anna conferma che si è accorta del problema e sa che adesso le arriverà fino nello stomaco il mio uccello duro ed infatti in questa posizione riesco ad affondare colpi ben mirati che le fanno mettere le mani nei capelli dagli urli che echeggiano nella suite. Tutto dentro, sino in fondo nei suo meandri della figa più nascosti a ritmo sostenuto che le regalano un devastante orgasmo, rallento allora per farla riprendere, e le confermo che non ho ancora finito la manutenzione ordianaria al suo motore.
Lei sorride, mi dice che ci so fare in officina e che avrei un futuro davanti...se le ripari tutte in questa maniera, avrai la fila fuori mi dice sottovoce sorridendo con espressione porca.
Anna, poi stravolta mi fa sedere sulla poltrona che fa pendant col divano e si siede sul mio cazzo dandomi le spalle. Su e giù con movimento ritmico mentre si masturba il clitoride, lo sento visto che mi viene naturale cingerla per la vita e allungare la mano verso il suo pube. Ricomincia il ritmo indiavolato, da dietro vedo le sue labbra ben lubrificate che ad ogni colpo sfregano sul mio cazzo scendendo e risalendo lungo di esso.
E’ brava e mi fa sar godere, regalandomi attimi indimenticabili: se lo sfila leggermente per poi riaffondarlo in tutta la sua lunghezza. Dopo diversi colpi, le dico che devo metterla sul ponte per controllare le minigonne e la metto quindi a pecorina cingendola per la vita, affondando le unghie nei suoi fianchi. Appoggio la cappella contro le sue labbra e con un colpo deciso da strapparle un urlo acuto le riaffondo l’uccello dentro fino a toccarle le viscere.
Le prendo poi i capelli da dietro e li arrotolo facendone una treccia la quale tiro ad ogni colpo, dicendole che sto controllando il freno a mano....mi confida che è arrivata ad un punto che non  capisce più quello che sta succedendo da quanto la faccio godere e che sta per venire un’altra volta.
Tutti questi colpi però fanno avvicinare anche il sottoscritto all’orgasmo, l’avviso che presto la pressione al suo interno potrà salire di giri per la revisione che le sto facendo ed infatti dopo il suo orgasmo che le strappa una serie di urletti, le sborro nella figa inondandola......
Ci accasciamo sulla poltrona abbracciandoci, mentre i nostri corpi sudati e profumati di sesso si strusciano a contatto tra loro.
Anna mi accarezza l’asta, me la bacia delicatamente sapendo che è molto sensibile in questo momento dopo l’orgasmo. Una delicatezza che mi ricorderò per sempre, ne troppo, ne poco e glielo faccio notare. Lei mi guarda e mi mette una mano sulla sua figa che inizio ad accarezzare contraccambiando il favore per poi piegarmi verso di lei baciadola sulle labbra ancora dischiuse e leccandola delicatamente con la punta della lingua.
Intanto mi godo le sue cosce che accarezzo continuamente, ricordandole che sono da urlo come lo è il suo culo da dietro che mi sono goduto prima mentre era a pecorina.
 
Anna però la vedo che non è ancora a posto, le leggo negli occhi che ha ancora voglia di qualcosa da un attento esame al suo sguardo,è strano, mi guarda come per dirmi qualcosa ed infatti da seduta sulla poltrona mi fa scivolare a terra, m’indica, mentre apre le gambe davanti ai miei occhi, di guardarle la figa che è ancora dischiusa e che reclama qualcosa:
“Voglio la tua mano dentro” mi dice sottovoce titubante ma vogliosa, con quell’espressione da gatta a cui non sai come dire di no.
 
Il fisting l’ho praticato qualche volta e non tutte le donne amano farsi dilatare in questa maniera, poi addirittura al primo appuntamento...questa è una femmina senza ritegno, sogghigno tra me e me.
Ma è una Femmina con la F maiuscola, una che la sua sessualità la sa esprimere nel migliore dei modi
 
Come dirti di no, le sussurro facendo il gesto di attraversare la mia mano con l’altra...lei sorride ed allarga ancor di più le gambe, mostrandomi le cosce che tanto mi fanno impazzire.
Le accarezzo al loro interno mentre lei si sfiora il clitoride con il dito medio che poi fa scendere e si va ad infilare dentro le labbra.
Cosa aspetti, mi chiede..che faccia da sola?
L’assecondo ed infilo prima l’indice e lei sussurra: ancora
Infilo poi il medio e lei: ancora ancora
Poi l’anulare facendo entrare ed uscire le tre dita, mentre con l’altra mano le masturbo il clito.
Penultimo è l’indice che si accoda alle altre 4 dita che si muovono dentro e fuori bloccando la mano all’altezza del pollice.