Vedo doppio

Sapete,
restare senza poter fare l’amore per più di nove mesi mi ha un tantino destabilizzato. Avere al proprio fianco una donna, aver voluto questa relazione per provare a mettere la testa a posto e rimanere con poco e niente in mano mi ha cambiato.
Ma con l’aiuto del tempo cercherò di guarire questa ferita, cercherò di leccarmela da grintoso leone che sono.
Sono successe tante cose in questi mesi che sinceramente non saprei da dove iniziare. So però che  desidero tornare a vivere, desidero tornare ad essere quello di prima, desidero non perdere nessuna delle occasioni che mi capiteranno.

Telefono al mio carissimo Amico di Milano, Marco, facciamo mezz’ora di chiacchiere, gli spiego le ultime cose accadute nella mia vita, dato che era quasi l’unico a conoscere i miei problemi.
Organizziamo poi una serata, una Bella serata, ovviamente a Milano, con una buona pizza e tanto casino intorno.

Marco è un bel ragazzo, lo è sempre stato, ha un fisico eccezionale ed è un piacere sentirlo parlare.
Ci assomigliamo.
Marco guadagna bene col suo lavoro, io idem. Entrambi amiamo goderci i soldi.
Ci assomigliamo.
Non ha una relazione fissa, l’unica che ha avuto è andata a puttane come la mia...
Ci assomigliamo.
La sua ex lavora nel suo studio e sono a contatto tutto il giorno tra alti e bassi, io idem.
Ci assomigliamo.

Il tavolo al quale siamo seduti è da 4, chiedo a Marco perchè, lui mi sorride, devono arrivare Francesca e Barbara al momento bloccate nel traffico ma comunque abbastanza vicine.
Sono emozionato, anche se avevamo molte cose da raccontarci, sicuramente delle presenze femminili sono molto meglio di chiacchiere malinconiche.

Le conosco tutte e due, soprattutto Francesca quando anni fa m’imboccava fragola dopo fragola al ristorante, mettendomi anche le sue dita in bocca.
Non lo dimenticherò mai.

Mentre Barbara che è di Bergamo me la ricordo quando Marco l’accompagnava a casa.. eravamo in 5 in auto e io e lei eravamo vicini seduti dietro ovviamente. Ad ogni curva, era estate, mi si strusciava addosso con le sue bellissime gambe avvolte nelle calze a rete.
Non lo dimenticherò mai.

Finalmente entrano, io e Marco ci alziamo, le baciamo, sorridiamo e ordiniamo le pizze. Una fame.
Barbara è seduta al mio fianco, la simpatia non le manca, ridiamo tutti delle sue battute. Parliamo di tutto un po’, meno che di lavoro, dev’essere per forza una serata rilassante, è obbligatorio!
Un po’ brilli per colpa delle birre doppio malto usciamo e cambiamo locale. Andiamo a spararci in vena un paio di bottiglie di Morellino di Scansano in un localino vicino, mi sembra un pub.
Marco sceglie i posti dove andare, anche perchè è lui che gioca in casa.
L’euforia aumenta, Marco parla con gli occhi lucidi a Francesca, mentre io a Barbara.
Le coppie, ipotizzo, si sono formate.

Francesca è una spilungona di un metro e ottantacinque, se poi si mette i tacchi come stasera, dal mio metro e ottanta devo guardare all’insù. Diciamo che è abbastanza coperta questa sera, lei soffre molto il freddo, ma ha un modo di coprirsi che acchiappa lo sguardo ugualmente. Poi con quegli occhialini da universitaria mi fa tanto sesso, non so. E’ castana, occhi marroni, un trucco ineccepibile e dei capelli molto lunghi, bah, non so se sono suoi o se ha usato dei barbatrucchi.
Comunque sta di fatto che è molto bella, quella bellezza semplice ma curata.

Barbara invece è bionda e se è vero che gli uomini le preferiscono, io sono tra quelli. Ha gli occhi verdi, fisico snello e atletico, abbigliamento provocante giusto per farmi agitare, e un carattere, da quello che ricordo, dolcissimo, infatti ho bisogno di serenità in questo periodo.

Sono entrambe vestite griffate da quello che riesco a scorgere, gli accessori poi urlano.

Mentre tengo abbracciata a me Barbara, le osservo il seno, mi pervade un senso di leggerezza, finalmente un contatto con una donna, un brivido ed un’emozione continua ormai quasi dimenticati. Ho un po’ di torpore addosso causato dall’alcool, mi sento bene, i problemi non esistono e ho gli occhi lucidi.


Barbara mi appoggia una gamba sulla coscia, dalla sua minigonna spunta l’autoreggente a rete.
Santa Madonna!
Quando vedo calze a rete, il mio cervello va in tilt e non capisce più nulla. Mi parla all’orecchio, si ricorda di quando mi si strusciava in auto.
Parliamo allora di quell’episodio, mentre la mia mano sfiora i forellini delle sue calze a rete. Le aveva fatto uno strano effetto, ad ogni curva, strusciarsi contro di me. Voleva quasi allungare una mano nel buio, mi guarda negli occhi confidandosi. Il potere dell’alcool che toglie i freni inibitori.
Mi toglie un attimo la parola, mi dò una scantata e le propongo di recuperare il tempo perduto, il tutto mentre un’ottima musica di sottofondo fa da contorno. Non perde tempo e mi appoggia una mano sull’interno coscia mentre Marco vede tutto, mi sorride, come per dire: “Oh, ci siamo”.
Siamo comunque tutti e 4 seduti vicini, il clima si è scaldato, la prima bottiglia se ne è andata tutta e la seconda è già a metà. Le ragazze bevono, io e Marco pure, ricordiamo l’ultimo nostro incontro di un paio di anni fa circa, suggerisco a Marco di chiedere a Francesca riguardo le fragole, non appena fatto lei mi guarda ed inizia a ricordarsi. Mi racconta la situazione nella sua pur poca lucidità causata dal Morellino che va alla grande.
La cosa che mi aveva eccitato di quel giorno era stato l’aver sentito le sue dita nella mia bocca, un gesto così generoso da un lato ma così sensuale se visto con altri occhi.

Per fortuna che non guidiamo, altrimenti ad un controllo, la nostra patente verrebbe stracciata davanti ai nostri occhi. Usciamo quindi dal locale e c’indirizziamo verso casa di Marco.
Mentre Barbara si veste le guardo il seno, eh si cazzo, non resisto, ha sicuramente un’ottima terza e io per il seno prosperoso ho un debole. Lei intravede il mio sguardo porco sulle sue tette, mi viene vicino e mi chiede di abbottonarle il cappottino. Cristo Santo!
Però a casa te lo tolgo io, ok? Le chiedo.
Lei sorride e mi chiede, cosa?.
Francesca sta ascoltando e s’incuriosisce, chiede cos’è che le voglio togliere poi. Marco sorride e la rassicura che a casa vedrà. E tu Marco cosa mi toglierai a casa? Chiede Francesca.
Piccantine le ragazze, mi sto divertendo un mondo, devo recuperare.

Le due ragazze camminano abbracciate, si guardano indietro e ci sorridono, poi mentre siamo nell’androne di casa di Marco, Francesca tocca il sedere a Barbara, osservando la nostra reazione.
Sorridiamo e saliamo in ascensore che è strettissimo guardacaso. Io e Marco entriamo per ultimi e per farci spazio le spingiamo contro la parete opposta, ridono come delle matte, intanto palpiamo il culo a tutte e due.
Mi diverto sempre di più.
Barbara spinge indietro verso di me, mentre l’ascensore tra sobbalzi vari arriva al piano.
Esplodiamo fuori non appena si aprono le porte al piano e tra palpatine e strusciate varie c’infiliamo in casa di Marco.
Tengo Barbara per mano, la guardo negli occhi, penso che non ci sia bisogno di parole e come promesso le sfilo il cappotto standole dietro mentre lei mi guarda con la testa girata all’indietro. Mi avvicino al suo collo e sottovoce le sussurro che ha un bel fisico, lei poi si gira e sfila il mio piumino non prima, anche lei da dietro, di avermi accarezzato il petto e gli addominali.

Sentire mani di donna addosso dopo tanto tempo mi fa agitare, la prendo per mano e ci avviciniamo a Francesca alla quale togliamo insieme il cappotto. Ci osserva in maniera felina e accarezza in viso Barbara.
Sono di una dolcezza disarmante due donne che si scambiano effusioni.
Guardo Marco rapito dal loro comportamento, mi avvicino a lui e ci godiamo lo spettacolo.
Francesca mette le mani sotto al maglione di Barbara e osservando me e Marco, le palpa il seno.
Vedo la Madonna scendere con tutta la sua luce.

Prendo l’iniziativa, mi avvicino a loro, mentre Marco fa girare della musica rock. Francesca mi osserva incuriosita, le sfilo la pashmina di seta nera e bendo Barbara. Nell’orecchio le sussurro che senza la vista, gli altri sensi saranno amplificati, soprattutto quello del tatto. Le tocco il seno anch’io, chiedendole se ha capito di chi erano le mani. Sorride, mi chiede di riprovare perchè non è sicura. Uno sguardo a Francesca d’intesa ed è il suo turno. Come lo palpa bene, lo prende in mano, dleicatamente, per poi schiacciarlo contro di lei. Nei miei pantaloni succede di tutto e penso bene di mettermi dietro Barbara bendata per renderla partecipe strusciandomi contro al suo sedere. Lei sorride e allunga una mano. Mi tocca, ri-vedo la Madonna.
Faccio un cenno a Marco e sorridendo si avvicina per partecipare al tocco libero.
Le palpa il sedere, Francesca le chiede se ha capito di chi sono le mani, lei non risponde, non ci sta capendo più nulla, sa solo che 6 mani la toccano. 2 uomini e una donna.
Francesca le toglie il maglione, la temperatura interna lo consente, rimane in reggiseno, un bellissimo balconcino che offre una scollatura più che sensuale, direi da tuffarsi dentro subito.
Mi metto dietro di lei e le palpo il seno ancora prendendole tra le dita i capezzoli, apre la bocca per lasciare uscire un sospiro.
Barbara è agitata, si gira verso di me e alla cieca mi bacia, così di getto, appoggiandosi poi al mio pacco duro sorride, mi slaccia la cinta, apre i bottoni e inizia a cercare. Trova subito l’oggetto della sua ricerca. Non provo vergogna, il mio esibizionismo è marcato e abbondante.
Francesca le toglie il reggiseno, le attenzioni di tutti sono verso di lei. Marco le toglie il resto, partendo dalle scarpe, rimanendo in slip di pizzo. Le infila una mano dentro, da dietro, e inizia a masturbarla, mentre fa lo stesso con me.
Marco si dedica allora a Francesca e da dietro la spoglia lentamente, lasciandola nelle stesse condizioni di Barbara, in slip. Ci mettiamo allora, noi uomini, tra loro due da dietro, invertendo la mano che masturba negli slip. Mi sento Francesca che spinta da Marco mi viene addosso, sento il suo seno che mi tocca la schiena, il suo bacino contro i miei lombari. L’altra mano la usiamo per palpare sempre da dietro loro il seno.
L’eccitamento è altissimo, io e Marco ci spogliamo e lasciamo liberi i nostri arnesi di ergersi.
Le mettiamo spalle contro spalle, le sfiliamo gli slip e iniziamo a leccare loro gli umori, rispettiamo le coppie da poco formate e cerchiamo d’infilare la lingua più in profondità possibile per sentirle mugolare. Non parlano perchè mentre le lecchiamo si stanno baciando. Io e Marco ci godiamo lo spettacolo ai loro piedi, intenti a bere il più possibile tutto quello che l’eccitazione produce loro.
Barbara ha un sussulto, ha raggiunto l’ogasmo, mi prende la testa tra le mani e mi ferma, ha bisogno di una pausa. Marco è ancora intento a leccare Francesca. La mia intenzione sarebbe di andare a baciarla mentre Marco la lecca, ma vengo fermato da Barbara che mi chiede di scoparla, me lo chiede in un modo sornione, sottovoce, ma deciso, non posso dirle di no. Mi corica sul divano, non c’è bisogno di aspettare che io sia pronto, ho un’erezione poderosa, me lo succhia per qualche secondo e poi salendomi come su un cavallo, mi comincia a cavalcare.
Non so se sono in paradiso o cosa, ma sentirmi amato o cosa realmente sia, mi fa stare bene. Mi abbandono al suo ritmo, mentre vedo Francesca venire verso di me e con le ginocchia sul divano le vedo luccicare quello che Marco ha gustato sino ad ora. Con le dita si apre le labbra, me la fa vedere bene da vicino senza permettermi di avvicinare la bocca o la lingua, quasi sgocciola.
Barbara poi si ferma un attimo di cavalcarmi e la bacia, tutto questo con me sotto.
Prendo io il ritmo e la frugo con tutta l’asta, dentro e fuori. Non mi ricordavo fosse così bello.
Francesca poi si abbassa e mi regala il suo frutto bagnato dove infilo la lingua facendola sussultare.
Barbara poi riprende ad andare su e giù lungo la mia asta dura mentre mi gusto Francesca.
Ma Marco? Dove sarà? Ho una frazione di tempo per chiedermelo. Forse ho capito, ecco cosa sono quei bip e rumori metallici vari. Si, ho inteso bene, ci sta filmando.
Mi sento quasi un attore porno, mentre Marco cambia inquadratura e c’indica le posizioni migliori da tenere in modo che la luce possa impressionare la cassetta minidv.
Francesca poi chiede il cambio a Barbara, lo ottiene a fatica, non vorrebbe abbandonare la mia asta, ma è decisa e riesce a mettersi sopra di me. Se lo fa entrare poco alla volta, vuole godersi il momento, ma non riesco a vedere molto di tutto ciò, perchè Barbara mi si siede praticamente sulla bocca. Bello il face-sitting, mi è sempre piaciuto. La mia lingua è stanca, mi fa male, sono giù d’allenamento, ma cerco di resistere mentre mi prende i capezzoli in mano e io le abbraccio il bacino. Francesca è più stretta di Barbara, sento la differenza. Infatti ha fatto fatica ad infilarselo. Ha continui gemiti di piacere che Marco non perde di filmare.
Ci chiede di cambiare posizione, s’informa se resisto un altro po’ e mi sorride. Fa coricare Barbara sotto e sopra le fa accomodare Francesca, tutte e due con le gambe aperte. Non gli chiedo cosa vuole che le faccia, ci arrivo da solo, mi dice solo di dare 10 colpi loro a vicenda e di farglieli contare a voce alta. Sono brave, si fanno filmare mentre contano i colpi che dò loro mentre tengo a vicenda le caviglie prima di una e poi dell’altra. Questo per circa 100 colpi. Poi mi faccio notare dicendo che sto per venire, mi fa mettere in piedi, mentre loro le mette in ginocchio davanti a me con la bocca aperta. Mi toccano dappertutto mentre i miei schizzi volano qua e là per la stanza, un po’ in bocca a Francesca e un po’ a Barbara. E’ un orgasmo che non dimenticherò mai, ma anche un orgasmo che non ricordavo.
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Ho pensato di scrivere questo post, almeno per spiegare in parte la mia assenza da più di un anno da queste parti.
Ho avuto una buona occasione lavorativa che mi ha tenuto molto impegnato e molto lontano dal miei pc preferiti.
Non potevo non sfruttarla, sono stato ben retribuito....e non nego che il soldo mi piace.
So che non è una scusa buona, ma è stato così.
Ho anche conosciuto una ragazza con la quale sono andato a vivere insieme, la quale ho assunto nella mia ditta per toglierla dai problemi della sua ex azienda e con la quale ho avuto parecchi problemi.
Ora lei è malata, non sto lì a spiegare cosa le sia capitato, ma assicuro a tutti che è veramente difficile starle vicino. Gli sbalzi d'umore sono all'ordine non del giorno ma delle mezze giornate. I più arguti sapranno già di cosa sto parlando. Comunque sta di fatto che di comune accordo, diciamo più da parte di lei, abbiamo deciso di lasciarci e che ognuno possa vivere la sua vita come dovrà essere.
Continueremo a lavorare insieme, non più come conviventi ma come colleghi di lavoro....diciamo così.

Voglio ringraziare una cara amica che in questo lungo periodo mi è stata vicino con le parole:
"Grazie Akaisuisei"
La Tua vicinanza mi è servita tantissimo in questo brutto periodo e non so davvero come ringraziarti.

Questo Vi dovevo
Piattocaldo
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Chiusi in ascensore

Ormai sono quasi 10 anni che abito in questo condominio, sono in affitto e da quando sono arrivato ne sono cambiati di inquilini, io e un altro siamo gli unici ad essere rimasti....i più pirla? Forse si, comunque da italiani che eravamo 10 anni fa, sono oggi egiziani, tunisini, marocchini e neri.
Sapete tutti i problemi che ho avuto con i tunisini sotto al mio appartamento, come sapete bene che alla proprietaria interessa battere cassa, fregandosene alla grande della gente che si tira in casa....si, visto che in questo condominio abita anche lei, ovviamente all’ultimo piano, dominando metà dello stabile. Ho dovuto romperle i coglioni per circa un mese, tutti i giorni per avere un po’ di pace durante la notte dai tunisini sotto di me.....
L’ho odiata parecchie volte la Natalia, ho però anche saputo che l’appartamento sotto al suo, anni fa ebbe la Sfortuna di averlo affittato a dei neri che la tenevano sveglia dalle feste che facevano in casa ad orari impensabili. Vedi che la giustizia a volte esiste, comunque rimane il fatto che l’ho odiata e la odio tutt’ora, non tanto per chi si tira in casa, visto che è sua, ma invece per il modo di fare che ha quando ci sono dei problemi...praticamente è inesistente, come lo è l’amministratore che poverello, è buono come il pane ma deve sottostare al volere della proprietaria...lui, è razzista, odia veramente tanto gli extra-comunitari e quando andavo giù da lui tutti i giorni a lamentarmi, li chiamava “Animali” perchè davano sempre problemi in questo e altri condomini che la Natalia ha concesso in affitto. Si, la Natalia, da quando è morto suo padre, ha ricevuto in eredità circa 200 condomini in città..è praticamente miliardaria in vecchie lire.....
E’ divorziata, con due figli ed è una gran bella donna di 34 anni che gira sempre in minigonna per evidenziare le belle gambe che ha. Quando m’incontra, mi saluta sempre caldamente ma tra noi non c’è mai stato nulla, neanche un’espressione di sfuggita, il nulla di nulla.
Il giorno della mia partenza per la montagna è successo che siamo arrivati insieme a casa verso le 11.00, mi ha aperto la porta del palazzo, visto che avevo due borse della spesa per avere qualcosa da mangiare al mio ritorno, ed ha chiamato l’ascensore.
Io abito al 4° piano, mentre lei al 5°, siamo disassati uno dall’altro.
L’ascensore è stretto, entriamo tutti e due e mi schiaccio contro la parete laterale per darle spazio e non intralciare la fotocellula. Mentre saliamo, dallo specchio, di riflesso le osservo le gambe, parliamo del caldo che fa... Terra, primo, secondo, terzo piano e l’ascensore si blocca di colpo.
Un anno fa mi era successa la stessa cosa, però ero da solo, non mi ero fatto prendere dal panico visto che era agosto e c’era un caldo della madonna ed avevo per fortuna nella rubrica del cell il n° del pronto intervento che segue la manutenzione dell’ascensore regolarmente. Mi spiegò come fare per uscire.....
Cerchiamo di capire cosa sia successo, trascorrono secondi e ci osserviamo sorridendo, le sfugge un “Porca troia”, ma la colpa è dell’ascensore da pochi soldi, visto che suo padre, pace all’anima sua, ha risparmiato non poco nella costruzione di questo palazzo.
Appoggio le borse a terra e apro a forza la porta interna, ma la sfortuna ha voluto che non siamo al piano ma tra il 3° ed il 4° e davanti all’uscita ci troviamo quasi due metri di soletta di cemento armato. Ogni volta che apro la porta interna, suona l’allarme, quindi per non perdere l’uso dei timpani le lascio chiuse.....in pochi secondi la temperatura all’interno diventa alquanto calda ed iniziamo a sudare...nessuno è accorso al suonare dell’allarme..inutile chiedersi il perchè.
Decidiamo di disattivare l’illuminazione interna, sfilando i 4 faretti che scaldano...rimaniamo al buio e mentre mi rialzo dopo aver posizionato a terra i faretti le prendo contro ad un gomito. Mi esce uno “Scusa”, ci diamo del tu da sempre.
Mentre pensiamo a cosa fare, tiro fuori dalla borsa una bottiglia di spremuta presa dal frigo della conad....la offro prima a lei...la beve a collo, mi chiede se mi fa schifo e le dico di no, anche se la odio e meriterebbe di soffrire...ne bevo poi anch’io mentre lei mi guarda.....ormai gli occhi si sono abituati al buio e vediamo abbastanza distintamente le nostre ombre compiere anche il più piccolo movimento.
Le racconto che sarei dovuto partire per le vacanze e che la sera mi aspettano in hotel in alto adige
Lei invece mi racconta che in ferie ci andrà in settembre....non abbiamo un gran dialogo, non vediamo l’ora che l’ascensore si sblocchi e torni al piano, come aveva fatto tempo fa: di solito si surriscalda, si blocca e poi torna al piano -1 a riposo... questo ascensore ha una vita tutta sua, l’unica cosa che mi fa paura è poter precipitare nel vuoto..non ci penso e mentre cerco di sfatare le mie paure, mi chiede se nelle mie borse della spesa avessi qualcos’altro di fresco....le rispondo di no.
Nella penombra noto con mio stupore che osservandomi, si alza la minigonna...sa che la sto guardando..e mi dice che il posto più strano per scopare, secondo lei, è proprio l’ascensore. Senza nemmeno chiedermi nulla mi abbassa i jeans ed i boxer, iniziandomi a succhiare l’uccello che diventa duro in pochi secondi... fa un caldo della madonna e mentre godo delle sue labbra e lingua, penso che strane coincidenze si siano susseguite. Poi si rialza, le tolgo la shirt, slaccio il reggiseno, e le palpo la terza di seno che porta....mi piego e le succhio i capezzoli, mentre i minuti trascorrono velocemente, poi mi chiama alla sua altezza e mi bacia con la lingua in modo deciso mentre il mio uccello duro le strofina il perizoma e l’inguine....mentre ci baciamo le porto le mani ai fianchi, scendo, scosto il perizoma, la prendo per le chiappe e la sollevo. Lei collabora e avvinghia le gambe intorno alla mia vita e senza pensarci su tanto la penetro con durezza.......la sento gemere, mentre conduco la scopata...è una posizione che mi permette di andare in profondità ed a ogni affondo Natalia si lascia scappare un grido, mentre mi ansima addosso, le nostre lingue s’incontrano calde bollenti. I colpi continuano, siamo sudati, Natalia non parla, urla, geme ed ansima mentre la scopo cambiando ritmo, prima piano poi forte, poi forte ed ancora piano....mentre mi urla che sta per venire mi affonda le unghie sulle spalle, lasciandomi il segno. L’orgasmo la fa urlare, tanto non sente nulla nessuno qui...la bacio poi mentre la rimetto in piedi, noto che le tremano le gambe.....si riprende e dopo qualche secondo si piega davanti a me, prendendosi in bocca il mio uccello e masturbandolo mentre tiene in bocca la cappella. La tengo per i capelli, ma la odio ugualmente mentre le sborro in bocca.
Mentre mi riallaccio i bottoni dei jeans mi accorgo che la sua mano, nell’ombra, sblocca lo stop dell’ascensore e lo fa ripartire...faccio finta di non accorgermene, non le dico nulla mentre la porta si apre al quarto piano ed esco con le mie borse della spesa..solamente un ciao...la continuo ad odiare, però tra me e me penso che me la sono scopata quella stronza....mentre infilo la chiave nella serratura, Natalia si sporge e mi sussurra: “Al prossimo black-out” e si richiudono le porte dell’ascensore con il suo sorriso sulle labbra
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Il Paradiso e l’Inferno
 
Qui a Parma, o meglio in prima periferia, c’è un famosissimo centro commerciale dedicato all’abbigliamento sia per uomo che donna e bambino.
Si trovano marche delle più famose e oggetti a volte rari, tipo il giubbino da motociclista della Gas acquistato un paio di anni fa, ma che non ho mai visto addosso a nessuno in città. Figo come pochi, rude quanto basta che persino la guardia all’uscita della mediaworld mi chiese qualche mese fa dove l’avessi acquistato.
 
C’è di bello che il personale è sempre quello in ogni settore, nessuna sparizione dopo tre mesi o che altro, quindi una sicurezza, almeno per come la penso io.
 
Una volta al mese mi dedico allo shopping sfrenato, difficile resistere a tutto questo ben di Dio, ma alquanto difficile resistere allo sguardo di Michela.
Tale splendore l’ho potuto notare meglio del solito, un mese fa quando ho accompagnato un mio carissimo amico, Andrea, che doveva fare un regalo a sua sorella, Cinzia...si, Michela lavora nel settore giovane femminile, quindi jeans, magliette pinko, play-boy, guru ecc...una vera esperta nel suo settore, non sbaglia una taglia osservandoti. Peccato che però lavori nel femminile e peccato che nel maschile ci sia un ragazzo che se non erro, visto che sono abbastanza sensibile nel mio genere, supporrei che sia un tantino gay...a parte i suoi gusti sessuali che non mi toccano assolutamente, il suo lavoro lo sa fare benissimo, gentile e simpatico...un piacere vestirmi da lui.
 
Torniamo a Michela, non è altissima, anzi direi nella norma e cioè 1,63, ma con un fisico che ti lascia senza parole, con occhi azzurri e colpi di luce sui suoi lunghi capelli a metà schiena.
Quel giorno non potrò mai scordare com’era vestita e cioè in jeans attillati che facevano risaltare la forma delle sue gambe così sensuali, come il suo culo tonico e sporgente quanto basta ed una camicetta bianca con frange lungo i bottoni che svolazzavano ad ogni suo movimento, il seno che per conseguenza dei 3-4 bottoni aperti permetteva la vista del suo ben di Dio (direi una terza abbondante!!) qualche anello e chincaglieria varia al polso destro e quel suo viso così dolce....
Insomma un colpo di fulmine quel pomeriggio, visto che poi è anche molto spigliata nel parlare e la lingua non le manca, non è stato difficile entrare in sintonia e scherzare anche sulle taglie della Cinzia, mentre Andrea non sapeva spiegare com’era fatta sta benedetta sorella. L’ho dovuto aiutare io poverello e ricordargli che taglia aveva non è stato poi così difficile con l’aiuto di Michela.
Ricordo che ogni tanto, mentre aspettava risposte da Andrea, mi guardava, diciamo meglio mi squadrava da capo a piedi, come l’ho beccata a guardarmi l’addome mentre ero impiccato a prendere un jeans su di uno scaffale alto dove lei non arrivava, visto che la maglietta fuori dai pantaloni permetteva quella sbirciata. In quel momento ho sentito le sue mani che virtualmente mi entravano su per la shirt.
Come ricordo le sue mani così affusolate con le unghie ricostruite con french-manicure che si muovevano tra un capo e l’altro sino a che quell’indeciso di Andrea non fece la sua scelta.
Michela poi ci accompagna alla cassa e ci saluta, io e Andrea sorridiamo come per dire “Visto che gnocca?”
Andrea mi sussurra che si è accorto che mi guardava e confermo che me n’ero accorto anch’io divertito.
L’accompagno poi a casa, visto che ha esaurito i punti sulla sua patente per cazzate varie e ci salutiamo che poi avevo una partita a squash verso l’ora di cena con un socio della palestra.
Faccio un salto veloce a casa, raccolgo le mie cose e le butto nel borsone fiondandomi in palestra a giocare a squash senza pietà, martellando il mio partner con tiri a destra e sinistra.
Poverino, non riesce mai a vincere con me, s’impegna sempre tanto, ma il mio colpo proibito lo frega sempre..pochi riescono a capirlo.
Mentre poi l’acqua della doccia degli spogliatoi scorre sul mio corpo nudo mescolandosi alle bollicine del bagnoschiuma, chiudo gli occhi e penso a Michela, Dio com’è bella.....devo averla.
Quella notte l’ho persino sognata..uno di quei sogni erotici che rischiano di farti bagnare il letto dall’adrenalina, infatti mi sveglio con una potente erezione, le mani scendono poi nei boxer attillati  e si sbizzarriscono masturbando l’asta dura e ben sveglia.
Quella mattina avevo in mente solo lei...lei che riempiva i miei pensieri e mi distraeva dal lavoro.
Ormai era passato un mese circa e la voglia di vederla, dopo quel sogno segreto, era diventata tanta.
 
Quella stessa mattina, mi reco in cantiere a saldare una quota dell’avanzamento lavori della mia nuova casa; il geom. mi comunica poi che i lavori proseguono nel migliore dei modi e che sarà pronta a marzo 2008: non vedo l’ora di andarmene da dove abito ora per poter poi mandare affanculo tutta quella feccia che ci abita.
Felice come una farfalla libera, vado in centro, prima di tornare a casa, a procacciarmi un pranzo fresco visto che oggi fa caldo. Purtroppo la pasta fredda di Cristina non è più buona come una volta e visto che la roba non te la regalano, penso bene di cambiare strada, recandomi presso un’altra gastronomia del centro.
Una volta dentro, mi lascio ammaliare come un bambino piccolo dietro al vetro del bancone, da tutto quel ben di Dio: spaghetti freddi con i pomodorini, riso freddo, pasta fredda, verdura mista con mozzarelline e pomodorini, tortelli d’erbetta da orgasmo solo a guardarli ma ero in cerca di cibo freddo.
Non mi accorgo che c’era da prendere il numero e nel frattempo entra una signora che mi sorpassa. Pace, così mi sveglio, dico tra me e me...al turno della signora, mi guarda e mi dice che c’ero io, le spiego allora che non avevo visto il numero ed è giusto che passi lei...no , no prego prego mi fa lei... no no ci mancherebbe le dico io...e andiamo avanti alcuni secondi a giocare a ping-pong.
Vince lei e ringraziandola, ordino le prelibatezze fredde....
Come commesse ci sono tre donne all’interno, tutte estremamente gentili...mi cade però l’occhio su una delle tre, avrà un 37-38 anni, una tipa interessante.....mi fa il conto e mi reco alla cassa, dove m’incrocio con un’altra signora che convintasi di essermi passata davanti mi continua a chiedere scusa, io sto al gioco e le dico ci mancherebbe, ma scherza signora, ma non lo pensi nemmeno.
Insomma, mi sembra di essere al luna park del divertimento, fino a che la tipa che reputo interessante sbotta dicendo:
“Beh, ma è da quando entrato questo signore (cioè io) che sento dirgli solamente “Prego, passi lei..no no ci mancherebbe eccc. Sempre col sorriso sulle labbra (trapela la mia felicità sulla casa)...una gentilezza unica, prendendomi la mano mentre le do i soldi....rimango un attimo colpito da quel gesto e la lascio fare, tenendomi la mano che stringo di conseguenza....una pelle sottile e morbida al tatto, lei mi sorride in modo galante e non viscido, io contraccambiando e le faccio presente che ho dei limiti di pazienza anch’io, ma che oggi è una giornata speciale per me.
Ma guardi, mi fa lei, è un piacere ogni tanto avere a che fare con persone gentili, nel mentre mi pianta un sorriso a 500 denti....
Tra me e me penso che qui ci sia da fare qualcosa e spudoratamente le prendo la mano e sussurrandole che persone come lei è un peccato vederle una volta sola, le faccio intendere che se vuole uscire con me sono disponibile....infatti lei non tarda a reagire, dicendomi che smette di lavorare alle 21.00 questa sera e che se mi va potrei accompagnarla a casa a piedi visto che abita a poche centinaia di metri dal negozio. Le confermo, sorridendo, che ci sarò.
Ed infatti quella sera alle 21.00, discretamente, mi metto in attesa a qualche passo dal negozio, del suo arrivo che dopo aver salutato le sue colleghe, non tarda. Le vedo che sbirciano, curiose, mentre lei le saluta.
Mi presento mentre i nostri passi appaiati scorrono lungo le piastre di marmo del marciapiede, lei si chiama Manuela ed ha un paio di jeans neri, con una shirt nera che mette in risalto il seno abbondante. Ha i capelli alle spalle, castani e mossi, occhi castani e dei bei lineamenti dolci sul viso, il quale è ornato da un paio di occhialini tipo universitaria che mi fanno perdere la testa, adoro quel tipo di montatura; magrina come piace a me, ma con le forme al punto giusto.
Mentre l’accompagno a casa mi parla un po’ di lei, della sua attività, visto che è la proprietaria e delle soddisfazioni che le dà quel negozio.
E’ molto stanca, ma contenta di avermi incontrato mentre ci salutiamo sotto casa sua. Le chiedo se sarà possibile rivederla, magari per bere qualcosa, sempre in modo estremamente cortese, visto che era quello che l’aveva colpita di me. Mi tiene un attimo sulle spine, poi mi dà appuntamento dopo due giorni visto che aveva la chiusura pomeridiana e mi chiede se mi vada di andare ad un’inaugurazione di un negozio di profumeria di una sua amica commerciante del centro.
Come dirle di no? Accetto, le sfioro la mano con le labbra e la saluto augurandole una buona nottata. Lei si lascia sfiorare dalle mie labbra con un sorriso che lascia trapelare quanto mi goda.
Ci scambiamo i relativi cellulari e ci salutiamo sorridenti.
Il mio sguardo penetrante, si scontra col suo e ci allontaniamo, lei verso la porta ed io verso l’auto.
Siamo forse tutti e due un tantino imbarazzati e il cuore va a mille dall’emozione dei pochi minuti passati insieme..
 
Il giorno dopo mi giungono un paio di suoi sms alquanto imbarazzanti di come le piacciano i miei modi e che spera che queste poche ore che ci separano, trascorrano il prima possibile.
Le rispondo che è una bella persona e che pure io non vedo l’ora di stare con lei...
 
Giust’appunto avevo bisogno di aggiornare il guardaroba per l’inaugurazione e così nel tardo pomeriggio mi reco lì, nel mondo di Michela con una precisa tattica.
Parcheggio l’auto, entro e mi lascio smarrire nei sentieri dei vari reparti, arrivo poi in quello dove Michela lavora e non c’è nessuno...cazzo dico tra me e me, che sfiga che ho....
Disarmato mi dirigo verso la meta e cioè il settore maschile, cerco il tipo per chiedergli un abito importante ma che non invecchi troppo ed anche qui a prima vista, il deserto.....uffi, oggi butta male, nel frattempo all’esterno è in atto un potente nubifragio.
Mentre osservo, in attesa di qualcuno, il settore che m’interessa e scartabello vari capi, sento da dietro una voce che mi chiede se avessi bisogno di aiuto, subito non faccio caso che era femminile e continuando a scartabellare senza guardare l’addetta in faccia, chiedo se i capi di questo tipo che hanno, siano tutti lì, poi collego i neuroni rimasti attivi che hanno percepito qualcosa di anomalo e mi giro....
Michela è lì a pochi cm che mi osserva, dicendomi che per il momento ci sono solo quelli.
Lo dice però in quel modo che farebbe sciogliere chiunque, cerco di raccogliermi col cucchiaino per reagire alla sua vicinanza e cercando di nascondere la mia emozione, le chiedo di provare quello...
Si anche secondo me, dice Michela, quello è il più adatto per te, provatelo dai che sono curiosa di vedere come ti sta addosso....
Mi lascio dirigere come una trottola verso il camerino e mentre mi vesto, dalla tendina, dialoghiamo.....utile per sciogliere la tensione del momento. Le chiedo cosa ci faccia nel settore uomo e mi risponde con un bel: “Curioso che sei, Marco ha preso una storta, roba da 15 giorni poi l’avremo ancora qui tra noi”....poverino, le rispondo, ma se devo essere sincero, anche se mi dispiace per lui, visto che l’ho provata anch’io una storta con relativa incrinatura del malleolo peroneale, in quel momento ero l’uomo più falso della terra.
Esco dal camerino e Michela è lì che mi attende con il suo sguardo interrogativo, mi guardo allo specchio e mi piaccio, e anche lei dicendomi che col fisico e l’altezza giusta che ho, sto da Dio, mi dà il suo benestare. Lusingato, le dico di non farmi arrossire..lei sorride.
Sarò sincero con te (e qui mi sbilancio e mi arrischio), “Oggi non sono venuto qui solo per l’abito, ma anche per rivederti, ricordi che sono passato con il mio amico un mese fa per quel regalo che doveva fare a sua sorella....ricordi che abbiamo tribolato non poco per trovarle una taglia?
Secondi di silenzio e di completo suo imbarazzo........
 
Mi sento di chiederle scusa, non volevo importunarti le sussurro, ma adoro essere sincero, adoro esternare quello che provo alle persone che conosco..magari domani non potrei più farlo e me ne pentirei.....
Comunque, non ti devi preoccupare, sono completamente innocuo (mi si allunga il naso), amici come prima, preparandomi all’eventuale due di picche.
 
No, mi fa lei, sorpendendomi, apprezzo le persone sincere e senza mezze misure e visto che l’hai fatto tu, lo farò anch’io: “Speravo tornassi a prendere un altro paio di jeans per poterti almeno rivedere, ma non sono di certo la persona che fa il primo passo.
Mentre parla mi perdo nel suo sguardo e ricordo il sogno erotico.....come la vorrei importunare all’interno del camerino e metterle le mani dappertutto...Dio come lo vorrei...sarà che in questi giorni sono eroticamente molto agitato.....sprizzo libidine da tutti i pori.
 
Visto che tutti e due siamo in stand-by, le chiedo di prendermi l’orlo ai pantaloni con le scarpe che ho al momento, al chè, da brava, prende il porta-spilli e s’inginocchia al mio fianco iniziando a spillare l’orlo, che gioia vederla inginocchiata....poi mi rimanda in camerino per cambiarmi (chissà se anche a lei è passata per la mente l’idea d’importunarmi dietro la porta..)
 
Esorcizzo poi il diavolo che è in me e da bravo angioletto le chiedo un’uscita a cena che lei accetta immediatamente senza pensarci su....
Pensavo, sempre che ti vada, di andare da Ceci, a Collecchio (circa 10km da parma ), sai che è un cibo un tantino corposo, ma se sai questo, saprai anche che le porzioni sono alquanto tranquille, ne troppo, ne poco.
 
Non c’è problema, sono di bocca buona e qualcosa che mi piacerà, lo troverò sicuramente...sei gentile a premurarti per me.
Ci mancherebbe, tu vieni per prima, le rispondo.
 
Se mi lasci il tempo di terminare il mio orario di lavoro e di andare a casa per farmi una doccia volante, ti dico subito che sarò pronta verso le 21.30......scrivendomi il suo indirizzo su di un foglietto volante per andarla a prendere a casa.
Le lascio allora il mio cell in caso sorgano problemi.
 
Ok, allora prenoto per le 22.00, la saluto e la ringrazio per l’assistenza al vestito, ricordandole che mi servirebbe per il giorno dopo e mi accompagna poi alla cassa che è abbastanza alta, si sporge verso la direttrice consegnandole il pantalone da riparare, mettendo in evidenza il culo sodo che ha.....il diavolo ritorna in me e m’istiga a piantarle una mano nel culo....esorcizzo a fatica il secondo tentativo d’impossessarsi del mio braccio, la saluto facendo finta di essere un normale cliente, ci scambiamo uno sguardo di passione, pago alla cassa il dovuto e mi butto sotto l’acqua scrosciante fino all’auto. Mi fiondo dentro e con le mani attaccate al volante mi guardo allo specchietto e sorrido soddisfatto..il diavolo è sempre dentro di me.
Prenoto al cell, da Ceci un tavolo per due nel sontuoso giardino esterno di Villa Maria Luigia e mi tuffo nei vari allagamenti stradali per portarmi verso casa e farmi bello per la serata.
Uno scenario alquanto apocalittico accompagna il mio viaggio fino a casa, pezzi di rami qua è la divelti, pali della luce crollati appesi ad un filo, alcuni camion fermi in mezzo alla strada....insomma un rientro difficile.
Nulla però in questo momento mi può fermare, sono troppo galvanizzato per l’appuntamento di stasera e mi rendo poi conto a casa che ero l’unico a guidare in quel macello sull’asolana. Il diavolo era davvero dentro di me.....
 
Mi riguardo Michela mentalmente, sarà sui 35 anni circa, una leggera peluria biondiccia sulle braccia, le sue ballerine argentate, i suoi jeans attillati e la sua shirt play boy a mettere in evidenza il seno ed il resto della parte alta del corpo.....Michela è minutina, magrina e armoniosa nell’insieme, ma il suo sguardo è da donna, da donna mediterranea passionale, lo sento e su questi dettagli sbaglio poche volte.
Mentre parlavamo, ho fatto caso alle chiavi che portava attaccato con una spilla ai jeans una bestiolina, tipo topolino, minuscola di peluche....pensavo di prenderne uno da regalarle questa sera. Poco impegnativo per lei, per non metterla in imbarazzo, ma di sicuro effetto.
 
Le prenderò poi, in un centro commerciale vicino alla tangenziale un carinissimo topo della trudi, alto 15 cm con le orecchie rosa, il muso bianco e grigio e la pancia bianca...tenerissimo...me lo incarta poi con una bella carta colorata, così da dare un colore alla nostra serata.
 
Lungo il tragitto, sono ormai le 21,15 arriva un suo sms dal quale estrapolo subito il numero e lo salvo nella rubrica, nel quale scrive che tra 10 minuti sarà pronta.
Giusto il tempo di fare gli ultimi km e giungo al suo civico...Le suono e aspetto....
Quando esce, rimango senza parole per alcuni secondi per come si è vestita... no, nessun vestito imbarazzante ma al contrario veramente sexy:
un completo nero fino a metà coscia, avvolge il suo fisico snello e magro, la scollatura è giusta e non volgare, mentre i capelli sono liberi. Quei colpi di luce le danno un tocco in più, rendendole l’espressione ancora più solare.
Ai piedi delle gambe ben abbronzate, un paio di sandali argentati con i lacci che s’intrecciano e risalgono lungo la caviglia ed una parte di polpaccio (penso si chiamino alla schiava se non ricordo male). Quei lacci mi lasciano senza parole e smettendo di sognarmici legato ai suoi voleri, l’accolgo con un bacio sulla guancia sussurrandole che è bellissima.
Lei, “Dai, dai, sto morendo dalla fame, dopo ci faremo i complimenti” scherzando ovviamente.
 
Una volta giunti nel parcheggio, lasciamo l’auto e ci dirigiamo all’entrata, in quella piccola porticina, dove ci aspetta il proprietario seduto dietro la cassa.
Questa Villa di collina della Regina d’Austria, Maria Luigia, ora ristorante, è sempre affascinante e il giardino esterno non sbaglia mai. Qui i piatti più invitanti li abbiamo presi tutti e scopro con mio grande compiacimento che Michela ha uno stomaco senza fondo..(non glielo dico esplicitamente, magari si offende)...prende gli stessi piatti che prendo io e godiamo insieme di questa cucina fuori dal mondo.
Un patè di fegato di maiale come antipasto spruzzato di aceto balsamico, qualche goccia, non troppo.
Piatto forte del luogo, pappardelle al ragù di vitello ovviamente con parmigiano reggiano.
Maialino laccato al miele con tortelli d’interiora..da orgasmo.
Come vino, ricordavo dall’ultima volta che c’ero stato, un fantastico, superbo Barolo di Mascarello del 2000.....un piacere tenerlo in bocca, annusarne il profumo e masticarlo deglutendo.
Come dolce, un freddo gelato allo zabaione....visto che dicono che il freddo faccia digerire.
Il tutto a lume di candela, scopro poi che Michela è interessata al mio lavoro, quando le spiego cosa faccio. Vuole capire come funzioni Ebay ed io sono la persona giusta al momento giusto.
Ho aperto tanti di quegli account, ovviamente per lavoro, non per divertimento, che ti so rendere operativo in poche ore.
Vuole sapere tutto visto che mi racconta che a tempo perso produce, con le sue manine, bestioline di ogni tipo in terracotta che poi dipinge a mano e che vorrebbe trovare la maniera di metterle sul sito di aste on-line. Sa dei feedback, ossia i voti o pagellina che ogni utente ha nel suo profilo, ma non sa da che parte s’inizi.
 
Bene, penso tra me e me, questo è un ottimo gancio per trattenerla.
Ovviamente pago io il conto, sui 100 € a testa circa....
Quella sera la riporto a casa, l’emozione è forte e prima di salutarla, visto che mi trattengo dal saltarle addosso con quel vestito che ha e quei sandali da schiava, le consegno prima che mi scenda, il topo.
Le dico che è un pensiero per ricordare la bella serata passata insieme, al chè si scioglie del tutto e mi dà un bacio sulle labbra. Sentirle addosso è come essere collegati alla corrente, ti dà una scossa. L’abbraccio con dolcezza e contento per aver colpito nel segno, le chiedo intanto che è calda, un prossimo appuntamento.
Michela sarebbe la ragazza giusta da portare in Provenza ad osservare la fioritura della lavanda, non ci sono mai stato, ma ricordo di aver sentito che il clou sia ai primi di luglio..chissà se a metà giugno si potrà trovare un campo già fiorito....
Provo a proporlo e lei è entusiasta, adora il suo profumo come me, che ho il sapone liquido in bagno per lavarmi le mani che sa appunto di lavanda.
Mi dice che anche se sarà presto, sarà ugualmente una bella gita.....
Ci lasciamo così, lei con un topo in mano, io col suo bacio sulle labbra ed il virtuale profumo di lavanda che ci aleggerà intorno durante questo week-end.
Mi piace Michela, rispetterò i suoi tempi e sono sicuro che questo darà il profitto sperato.
 
Il giorno dopo sono con Manuela, tutto bello elegante, all’inaugurazione di questa splendida profumeria in città. Faccio conoscenza con la sua amica Andrea e mi perdo a parlare con lei delle varie profumazioni e marche esistenti in commercio. Su questo argomento ho buone basi e nozioni, visto che ho un’amica profumiera che tiene profumi particolarmente rari e sconosciuti ai più. Andare da lei è come andare a pranzo, si mangia a suon di essenze particolari.
Ma di questa mia amica non faccio cenno, mai parlare della concorrenza in questi casi, visto poi che sta aprendo un nuovo negozio e che dovrà ingranare.
Manuela è lì che mi ascolta mentre parlo con Andrea, intervenendo su certe essenze, visto che anche lei di profumi se ne intende..diventiamo un animato terzetto, facendo a gara a chi conosce questa marca o essenza particolare.
Mi spiega, mostrandomi i ripiani stipati di tantissimi profumi, che ha voluto coprire un po’ tutti i vari nomi, più o meno noti e che poi col tempo si allargherà e dedicherà ad ognuno il giusto spazio che si merita, visto che secondo lei questi sconosciuti, grazie a lei, diventeranno presto ornamento in casa dei parmigiani. Le credo, visto che il sottoscritto ha solo marche strane sulla mensola del bagno, ben istruito da quell’altra profumiera del centro.....
Manuela, mentre beviamo da un flutes di champagne, mi sussurra che è contenta che mi sia integrato così bene con la sua amica....mi fa una confidenza, è bisex.....sai lei, e qui comincia una sorta di novella 2000, preferisce di gran lunga le donne agli uomini....
Ascolto senza proferir parola ma dentro di me sale l’eccitazione a sentir parlare di donne che vanno con donne..amo il sesso saffico, eccome se lo amo.
Il racconto su Andrea si fa sempre più piccante e vistomi così interessato mi confida che una volta anche lei ha ceduto alle sue proposte....lo champagne mi comincia ad andare di traverso, mi trattengo dal berlo.
“Si” sento sottovoce Andrea dietro alle spalle, “E sapessi che fatica ho fatto, ma alla fine...” mi lascia capire che le sia piaciuto, dando un bacio sulla guancia a Manu, notando come sia ancora coinvolta dalla sua presenza.
Visto che queste due sante mi hanno fatto confidenze particolari e così inaspettate, le abbraccio e le tiro in un angolo, confidando ad entrambe sottovoce, di alcune mie passate avventure con due donne protagoniste.
Riesco a spiazzarle finalmente ed a stupirle al punto giusto che s’incuriosiscono sulle mie doti amatorie che Andrea poi invita me e Manuela nella sua villa fuori Parma.
Io e Manu ci guardiamo, sorridiamo, e capendoci senza parlare non ci tiriamo indietro all’invito di Andrea.
“Tesori miei” ci fa Andrea, questa sera, tra un’oretta e mezza siete liberi per una cenetta nella mia villa?...che ne pensate?”
Per me non ci sono ostruzioni, per Manu nemmeno, quindi è tutto confermato, salutandoci, ringraziando e uscendo fuori dal negozio, visto che oramai è arrivata l’ora di chiusura, ci allontaniamo abbracciati con i doni della profumiera ricevuti.
 
“Cosa ne pensi di Andrea? Eh?” mi fa Manuela.....
“Direi una tipa interessante, ma la vorrei conoscere meglio” le rispondo.
 
Manu, mi racconta che ha una villa sontuosa, sicuramente è una miliardaria (in vecchie lire), ma è una vera amica in tutti i sensi, visto che in certo momenti down della mia vita mi ha aiutato sempre volentieri.
“Mi accompagni un attimo a casa che mi dò una sistematina? Tanto abbiamo un’ora di tempo ancora” mi chiede Manu.
Una volta saliti, mentre Manu è in bagno a sistemarsi, mi guardo il suo appartamento, caspita, ha pure affreschi sul soffitto.
Poi, d’improvviso mi si presenta in autoreggenti a rete fina, perizoma e reggiseno chiedendomi se mi piacesse la scelta....cerco di non raccogliere la sua provocazione e le chiedo cos’altro abbia a disposizione nonostante stia da Dio così, allora mi chiede di seguirla in camera che mi fa vedere cos’altro ha. Mentre cammina, da dietro le guardo il culo e le gambe...sono perfette, farà sport sicuramente, ha un culo così sodo.....
Poi dal cassetto mi tira fuori altri completi dai quali scelgo una guepierre nera che s’infila rimanendo di spalle e chiedendomi di agganciare ogni gangetto, procurandomi una forte erezione che senza volere la metto a contatto al suo culo. Lei si gira e guarda laggiù, sorride e si rigira visto che la sgrido che devo finire di ganciarla.
E’ sexy vederla da dietro, la schiena è bella dritta, con le chiappe che formano curve e linee arrapanti. Alla fine le dò una sculacciata e la spingo davanti allo specchio a vedere come sta.... intravedo i capezzoli dal pizzo della guepierre....mhhhh
“Mi piaci rude...mi piacciono le mani addosso...” mi confida sussurrando.
Cerco di trattenermi visto che stava venendo tardi per l’appuntamento e non so come abbia fatto a resistere alla tentazione di buttarla contro il muro e scoparmela senza pietà..... sarà che forse il diavolo in me era distratto.
Si rimette il vestito lungo e ci dirigiamo verso la sua auto..”Guido io” mi dice sorridendo.
Dal suo garage esce una bmw z4 e un bel “Cazzo che macchina” tra me e me, mi scappa detto.
Mi lascio trasportare su questa stupenda auto sino alla villa di Andrea, si apre il cancello automatico, percorriamo 200 mt circa di viale tortuoso per giungere davanti all’entrata dove c’è il maggiordomo che ci aspetta. Ci accompagna nel grande salone dove Andrea ci attende sorridente, mentre mi guardo intorno per gustarmi l’arredamento ultra moderno che contrasta appieno con l’antico della villa.
Andrea ci fa poi un tour guidato tenendoci per mano, per tutta la villa e devo dire che non avevo mai visto nulla del genere......trattengo alla fine un “Porca troia” tra me e me.
Ritorniamo poi nel salone per accedere al giardino esterno dove c’è apparecchiata una tavola sontuosa e dove ci attende un fresco e ghiacciato cocktail...un brindisi a tre e giù tutto in un colpo.
Andrea con un movimento distratto lascia cadere il suo tovagliolo e Manu si china subito per raccoglierlo, osservandola dal basso negli occhi: sembra che tra le due ci sia quasi un rapporto di schiava-padrona...mah staremo a vedere.
Andrea la ringrazia con un bacio sulla bocca.....
Indaga poi sulla mia attività, visto che è molto particolare e vuole che le racconti i dettagli.
Ci sediamo con vista giardino e le spiego gran parte del mio lavoro.
“Avevi ragione Manuela cara, il lavoro del nostro amico è alquanto interessante, ma non meno della sua persona...mi raccontava Manu che l’hai colpita per la tua gentilezza”, mi sussurra tenendomi la mano.
Si, le dico sorridendo, quella mattina sembrava di essere su candid camera, non mi ero divertito così da tempo, le confido.
Veniamo interrotti dal maggiordomo che ci notizia della cena pronta che scorre via tra chiacchiere e confidenze varie di Andrea, anche molto piccanti che mi agitano un tantino.
Andrea è molto spigliata e aperta a tutto, da quello che ho potuto assorbire dai suoi discorsi, sono proprio curioso per come si evolverà la serata.
Mentre Manu è in bagno, Andrea mi sia vvicina confidandomi che preferisce molto di più le donne che gli uomini, anche se qualche volta una scopatina non se la fa mancare.
Magari cerca di farmi arrossire o imbarazzarmi, ma reggo bene il confronto raccontandole qualche mia avventura: riesco a catturare la sua attenzione e la vedo perdersi nelle mie parole, sprofondare direi.
Ritorna poi Manu, la cena ormai è finita e posso cominciare ad immaginare come andrà a finire, ma mi sbagliavo.
 
Andrea ci accompagna per mano in una delle tante camere da letto con baldacchino in ferro ed una poltrona rivolta contro.
Mi viene vicino e mi comincia a spogliare.....
 
-Mi sembra di vivere in un sogno, non dico altro....
 
Mi toglie tutto, facendomi sedere ed ordinandomi di non muovermi per qualsiasi motivo, mentre spoglia Manuela, lasciandola in guepierre, perizoma e calze a rete e ordinandole con uno “Sbrigati” di mettere in ordine i miei vestiti caduti a terra. Ordine che esegue dicendo “Certo Mistress”
 
-Non mi sbagliavo sul loro rapporto schiava padrona e penso che ne vedrò delle belle...
 
Andrea poi ordina a Manu di attenderla, mentre si va a cambiare, nascondendosi dietro al paravento a pochi metri da noi per uscirne poi in completo latex rosso. Ha un fisico prorompente, rotondità giuste ma ben piazzata..diciamo che non è gracilina. Cerco di rimanere tranquillo mentre Andrea bacia con la lingua Manu davanti a me. Lo fa apposta per mettermi alla prova, ne sono sicuro....
L’unico che non riesco a dominare è il mio uccello che duro, si fa notare inesorabilmente.
Andrea se ne rende e sorride, mentre mette il guinzaglio a Manu e la fa camminare per la stanza a 4 zampe, per poi accompagnarla davanti a me e metterle il viso dal mio uccello.....
 
-Non mi era mai capitata una situazione del genere e sinceramente mi sta bene che faccia tutto Andrea, cerco di starmene buono come desidera lei....a fatica però.
 
Andrea poi chiude a chiave la stanza, tira Manu sul letto a baldacchino e mettendola a pecorina, la lega per i 4 arti.
Prende una frusta a nove code e spiegandomi che Manuela è una gran puttana che ha bisogno di essere raddrizzata, la colpisce una volta.
Manuela urla, mentre il colpo le ha segnato le chiappe.
Un secondo colpo si abbatte sempre sulle chiappe...Manu urla ancora più forte e s’inarca in avanti stringendo gli occhi dal dolore.
“Dillo che sei una troia, dillo” ordina a Manu, mentre sferza un terzo colpo senza pietà che le segna ulteriormente le chiappe sode.....
Manu esegue l’ordine e si dà della troia, piangendo dal dolore e pregandola di smettere.
 
-Io sono lì, inebetito dalla scena che mi si presenta con un uccello che sta per esplodere
Penso anche se poi toccherà a me quel trattamento e se saprò sopportarlo.....eccitante.
 
Le frustate poi si abbattono lungo tutta la schiena, mentre Manu la implora di smettere, la sua schiena diventa rossa come il culo....passa poi dietro alle cosce e dopo diversi colpi anche quelle sono tutte rosse....Manu piange, ma è un pianto sottomesso e mi accorgo dal perizoma bagnato, che sta godendo.....
Andrea appoggia la frusta, si dirige verso di me, (io tremo) e mi chiede di accenderle la candela che ha in mano, mentre Manu sculetta come per dirle di rovesciarle la cera bollente addosso.
Andrea l’accontenta, sempre davanti ai miei occhi, e le fa cadere sul culo e sulla schiena sgocciolate di cera bollente. Manu urla, la sua pelle arrossata dalle frustate è ormai coperta di cera bollente per poi ripassare a frustarla facendole schizzare via i pezzi di cera raffreddata attaccati alla pelle.
Manu ad ogni colpo s’inarca in avanti dal dolore, il mio uccello sta per scoppiare....in un momento di pausa chiedo ad Andrea se mi è permesso toccarmi, al che mi chiede se voglio aiutarla, passandomi la frusta in mano e sussurrandomi all’orecchio che Manu è abituata a questo esercizio...
Andrea prende la candela e le continua a scottare la pelle mentre mi ordina di colpirla.
 
-Sono lì di fronte ad Andrea ed a fianco di Manu con l’uccello duro e sto per frustare quel corpo ormai martoriato ma così voglioso.......direi da sballo
 
Accetto di partecipare ed inizio a colpirla, mi dice che ho la mano più pesante, mentre Andrea mi dice di non ascoltarla e che è solo una puttana da frustare. Estremamente eccitante frustarla, ci prendo poi gusto e mi diverto nel sentirla urlare e piangere dal dolore, colpo dopo colpo, mentre Andrea continua con la cera bollente e mi chiede di fare una pausa e concedere un po’ di piacere a quella povera schiava.
Capisco cosa voglia dire e mettendomi a 90° dietro a Manu, inizio a leccarle la figa.
I suoi gemiti di dolore si trasformano immediatamente in gemiti di godimento e dopo varie leccate esplode il suo orgasmo...
Andrea mi prende per mano e sussurrandomi che ci so fare con la lingua, mi chiede di leccarla...m’inginocchio ai suoi piedi e mentre Manu ci guarda come per dire mi avete lasciata sola, scosto il sottile perizoma e affondo la lingua nell’apertura del latex rosso incontrando una figa completamente depilata e fradicia di umori che raccolgo, assaporo e deglutisco...continuo poi con lo scoparla avanti ed indietro fin dove la lingua riesco a farla arrivare, mentre mi tiene per i capelli e mi fa cadere sulla schiena una sgocciolata di cera bollente...arghhhhhh che dolore.....continuo però da bravo a leccarla, Andrea mi confida che sono bravo e tirandomi via prima di venire, mi porta davanti al viso di Manu alla quale ordina di farmi un bel pompino...
Ordine che esegue senza farselo dire due volte e mentre Manu ha la bocca piena e la tengo per i capelli per scoparle la bocca, dietro di lei ci si scaglia Andrea con altre frustate sul culo......
Manu riesce ad urlare anche con il mio cazzo in bocca ed è estremamente eccitante tutto ciò.
 
-Faccio veramente fatica a scrivere le emozioni provate per quei momenti così forti che ho passato......
 
Andrea mi dice che Manu vorrebbe essere scopata, pertanto non si farà, lei è solamente una schiava in questa sessione e tale deve rimanere per essere umiliata e trattata male.
Andrea viene da me, siamo di fronte a pochi cm dalla bocca di Manu e mi ordina, alzando una gamba e ponendola sul bracciolo della seggiola, di scoparla.....Manu,al chè piange di disperazione, vorrebbe essere scopata lei da me, ma lei, le ricorda Andrea, è solo una lurida schiava puttana e non ha il permesso di fare richieste.
Prendo sotto il ginocchio la gamba di Andrea e miro la sua figa con l’uccello che fa tutto da solo e che entra abbastanza bene. Devo essere sincero, la figa di Andrea è un po’ stretto e con un colpo secco ed un suo gemito mi faccio strada e gliel’allargo.....segue un suo urlo guardandomi subito come guardava Manu per poi tramutare la sua espressione in godimento puro e farsi scopare in piedi come una troia.
Mentre la scopo con un ritmo deciso, Andrea dall’eccitazione mi lascia partire una frustata sul culo, dio che male, ma che ben presto si trasforma in piacere.....Manu le fa notare come si veda il colpo che mi ha appena dato ed eccitata me ne dà un altro a fine schiena....altro urlo di dolore e piacere....
La continuo a scopare, mentre la sua espressione è di puro piacere abbandonato e la sua figa è un fiume in piena di umori che sbrodolano lungo l’interno coscia, fino a che stringendomi un capezzolo mi sussurra da cattiva che sta per venire.....la lascio venire ed approfittando poi della sua rilassatezza, la faccio inginocchiare e mi faccio spompinare.... Manu inebetita da come potessi aver avuto un’idea del genere, cioè di dominare Andrea, rimane sconvolta come per presagire una sua ira funesta su di me....
Non m’interessa in quel momento, voglio sborrarle in bocca, non resisto più e così faccio....fiotti di sperma bollente le allagano la bocca, e le ordino di deglutire, cosa che lei fa senza problemi guardandomi da troia.
Mi abbandono esausto sulla seggiola, Andrea si ripulisce e cerca di riprendersi, mentre slega Manu.
Conscio di averla sottomessa, le dico di togliersi il latex che la voglio vedere nuda e le chiedo di poter passare al posto di Manu, ma con cognizione visto che non sono abituato a queste frustate..... le confido che sopportorei una sodomizzazione senza problemi, ma le frustate e la cera bollente non le ho mai provate a parte quelle di prima.......
 
Andrea sorride, le ritorna quell’espressione da sadica e tremo all’idea...mi chiedo perchè abbia avuto un’idea del genere........
 
Fa coricare a pancia in su Manuela sul letto, poi mi ordina, tutto nudo di coricarmi sopra di lei, mi lega i 4 arti al telaio del baldacchino e mi comincia ad accarezzare il culo.....bello sodo mi dice.....mi mette di fronte una sveglia di quelle antiche che fanno tic e tac e la imposta per suonare tra 45 minuti...saranno i miei peggiori 45 minuti della vita, lo so già........
Sono comunque a contatto con Manuela, ma non la posso baciare e devo stare fermo in quella posizione, questi sono gli ordini di Andrea. Sento comunque il mio uccello già duro che poggia sulle sue labbra fradice.....Manu mi sospira addosso paroline eccitanti, mi dice che i primi colpi sono i peggiori, opi dopo arriva il piacere e lei sarà lì vicino a me in quel momento di disperazione....
Andrea, scartabella dentro al suo mobile privato e trova qualcosa, una frusta diversa da quella usata su Manu, mi spiega che farà meno male ed è da principianti.......dopo il primo colpo tra me e memi scappa un bel “sto cazzo che fa meno male”...mi fa vibrare le chiappe e dopo qualche centesimo di secondo arriva il dolore tagliente..il suo picco dura qualche secondo per poi affievolirsi ma continuare a bruciare come una ferita aperta....Andrea mi chiede, è gentile la stronza, se mi sia piaciuto.....Manu da sotto mi confida di essere super eccitata e non vede l’ora di scoparmi...mi consolo....ho le chiappe che bruciano, ma pian piano questo bruciore si trasforma in godimento che va nella punta dell’uccello.
Non faccio in tempo a trarre il godimento che un’altra frustata si abbatte sulle mie chiappe..dio come brucia.......mi scappa un urlo mentre Manu sotto di me sorride visto che il suo corpo si muove come il mio ma è protetto.....i minuti non passano e i colpi ormai sono arrivati a 10.....Andrea mi accarezza il culo, me lo massaggia, mi dice che sto assorbendo bene i colpi e che me ne infierirà altri, vuole che mi ricordi di lei....dice che ogni segno che mi rimarrà sarà un suo ricordo indelebile sulla mia pelle che guarderò allo specchio una volta a casa.
Mi spiega che ho il culo rosso dai colpi e che cambierà zona....non so se mi colpirà la schiena o le gambe, da brivido, ma godo come non mai....presto detto, i colpi arrivano sulla schiena e fanno un male cane, tempo i soliti secondi diventa tutto piacere e via colpo dopo colpo sono tutto un bollore di dolore e piacere..se non svengo è un miracolo.
Andrea si lascia prendere la mano e mettendosi davanti a noi mi fa vedere che prende la candela...nooooo, la candela noooo, brucia....
Il tempo di lasciarla sciogliere ed un fiume di cera si abbatte sul mio culo...godimento puro..muovendomi struscio sempre l’uccello contro la figa di Manuela ed è un paradiso..mi accontento di poco in fondo.
Sbrodolate di cera poi sulle gambe che fanno un male cane e sulla schiena già super sensibile dai colpi appena ricevuti....
Andrea poi viene a vedere come sto e mi fa notare che manchino solo 20 minuti alla fine della mia sessione....mi fa i complimenti, le piaccio come schiavo e mi propone d’incontrarci più spesso.....
Non le rispondo.....sto soffrendo troppo in quel momento e non riesco a ragionare.....
Mi concede un regalo, si mette dietro di me e con una mano, facendomi alzare il bacino, mi fa scopare Manuela.....ahhhhh il paradiso quando il mio uccello la penetra scivolando dentro come una saponetta.....è sospetta questa sua larghezza....secondo me c’è puzza di fisting tra loro due......mentre la scopo glielo chiedo e infatti mi confida che spesso la penetra con le mani durante le sessioni.
 
-Dio come è Padrona la cara Andrea
 
Mi dice sempre da dietro che è una piccola concessione vista la prima volta..cazzo com’è umana Andrea.
Ma questa concessione si rivela presto una scusa....mi fa rallentare i colpi, mentre Manu stava per godere fino a fermarmi.....mi dice che lei rimane sempre una puttana e decide lei se e quando farla godere. Mi comincia a leccare il buco del culo divaricandomi le chiappe, per poco non sborro dentro a Manu......
Sento la sua lingua dura e calda penetrarmi diversi cm, come una trivella per diversi minuti che riusciamo a rubare alla sveglia....mancano poco più di 12 minuti alla fine e dopo qualche istante mi sento spargere del lubrificante all’entrata del culo e spinto dentro dalle sue dita.....scende dal letto e mi passa davanti facendomi vedere la realtà......aveva indossato uno strap-on, non lunghissimo per fortuna ma grosso come diametro..non so se l’avrei preferito lungo o largo.....ma qui gioco in casa e so come comportarmi....
 
-fingo di esserne spaventato ma lei lo intuisce, avendole detto prima che la sodomizzazione l’avrei accettata più volentieri.
 
Si corica poi sopra di me, mentre ho conficcato l’uccello ormai marmorizzato nella figa di Manuela che la muove per quel che può per cercare godimento, facendomi strusciare il suo cazzo di lattice nero lungo il perineo e le palle.......momenti eccitanti, poi s’inarca e mi sento puntare contro....spingo in fuori per sentire meno dolore fino a che non entra, cosa che non tarda a sopraggiungere e con suo stupore per come lo avessi accettato volentieri senza fare tante smorfie di dolore la destabilizza e la fa arrabiare aumentando l’intensità dei colpi....devo dire che è un signor strap-on quello in suo possesso, mi ha dilatato parecchio, ma mi ha fatto godere anche molto quando bloccatasi tutta dentro mi ordina di scopare avanti e indietro Manuela cosicchè mentre la penetro quasi mi esce e mentre esco vengo a mia volta scopato dal suo cazzo...mi dice di continuare così che si vuol riposare e faccio allora tutto da solo godendo come un riccio....mancano ormai pochi minuti, Andrea lo sa, Manuela lo intuisce e io vedo la sveglia sempre li davanti a me.
Andrea mi ordina di sborrare dentro a Manu, lasciandole la libertà di venire pure lei......
Aumento l’intensità dei colpi, visto che ormai sono vicino all’orgasmo devastato da quel cazzo nel culo che mi ritrovo e tempo un paio di minuti allago la figa di Manu con fiotti di sborra bollente, mentre dopo pochi secondi anche Manu raggiunge il suo orgasmo urlando, mentre la sveglia trilla finalmente.
Andrea, dopo che sono venuto, esce dal mio culo, mi accarezza le chiappe, si corica di fianco a me e baciandomi mi confida di averla fatta divertire. Mi slega e fa levare da sotto di me Manu, mi fa coricare al suo posto e si siede sulla mia bocca dicendomi di farla godere, di leccarla e di scoparle con la lingua sia il culo che la figa.......
Mi ci perdo nei suoi buchi, mentre sento che Manu armeggia col mio uccello devastato da un secondo orgasmo.....non so se riuscirà a resuscitarlo, ma l’eccitazione di quell’esperienza è talmente tanta che una terza erezione non tarda ad arrivare dopo i giochini di lingua di Manu...
 
-Cazzo come è brava Manuela con la lingua
 
Ho la schiena che ancora è in fiamme, come il culo sia dentro che fuori.....non appena Andrea si rende conto della mia erezione, si stupisce e ne approfitta per scoparmi, montandomi sopra e cavalcando l’uccello che è ormai in fiamme, mentre Manu prende il posto di Andrea e si fa leccare per benino la sua topa calda e vogliosa...
 
-Cristo santo, queste due sono ninfomani....mi faranno morire, lo so
 
Vedo in primo piano le chiappe di Manu, mentre la mia lingua la scopa sia nella figa che nel culo....ormai ho perso sensibilità nell’uccello e fatico a venire, non capisco più niente, ma non so come mi rimane sempre duro come marmo, visto che Andrea raggiunge un altro orgasmo, quindi uscendo propone a Manu di goderselo quell’uccello favoloso che a fatica si trova in giro
 
-Rimango inorgoglito dal suo complimento
 
Manu non se lo fa dire due volte e ne approfitta subito facendoselo sprofondare nei suoi meandri vaginali, continuando per minuti interminabili mentre Andrea sta seduta sopra di me a prendere altre leccate ed io a bere i suoi umori che scendono copiosi e caldi.....mentre sono sotto di loro mi confidano che si stanno limonando, che Andrea ha in mano le tette di Manu che vede godere come non mai....... il suo racconto live è eccitante ma non abbastanza per farmi venire, Andrea allora prende la candela ancora accesa e mi versa alcune gocce sulla pancia e sui capezzoli mentre Manu urla di godimento dallo spettacolo sotto di lei.....il bruciore mi fa sussultare e riesco ad urlare con la figa in bocca di Andrea che continua a dire di non smettere di leccarla che sta godendo un’altra volta ed infatti dopo altre leccate mi viene in faccia dicendomi che la sto facendo morire.
Andrea ordina a Manu di continuare a farsi scopare ma di buttarsi in avanti che ora le farà il sandweech......si infila di nuovo lo strap-on e mettendosi dietro lei, le mira l’entrata del culo penetrandola poco alla volta...la piccola parete che separa la vagina dal culo mi permette di sentire sul mio uccello lo strap-on che scopa il culo di Manu che urla come una pazza dal dolore nel culo e dal godimento che il mio cazzo le dà.
Questo sandweech è fantastico, vedo l’espressione Di Manu che non è descrivibile, godimento e dolore allo stesso tempo le procurano un orgasmo totale, mentre anch’io stimolato dallo strap-on che mi sfrega il cazzo, le sborro dentro.....
Manu si accascia su di me sfinita per poi mettersi al mio fianco coricata, io che sono mezzo morto e Andrea che si corica all’altro mio fianco libero, formiamo un trio devastato.... le abbraccio tutte e due e le tiro verso di me sul mio petto baciandole a vicenda, sentendo il loro seno appoggiare su di me.
Manu mi mette una gamba sulla mia coscia, Andrea fa altrettanto e tutti e tre in questa posizione ci parliamo, vedo i loro due culi sporgere, come vedo finalmente Andrea soddisfatta ed abbandonata e Manu sorridente e contenta. Anch’io sono rimasto soddisfatto dell’esperienza forte che ho appena vissuto, mi mancava da un pezzo un gioco di potere del genere.
 
Ci addormentiamo in questo lettone che sa di noi, per risvegliarci poi il mattino successivo dal maggiordomo che vede ma non parla e che ci comunica che la colazione è pronta.......
Dò il buongiorno con un bacio a tutte e due e accappatoio addosso,  ci abbuffiamo nelle paste, torte e spremute fresche che Alberto il maggiordomo, ci ha preparato......
 
-Com’è dura la vita dei ricchi penso tra me e me....
 
Poi dopo una doccia ci dirigiamo tutti e tre a lavoro, Andrea nella sua nuova profumeria, Manuela nella sua gastronomia ed io nel Mio-Ebay, promettendoci di rivederci quanto prima per divertirci ancora.
 
Quel giorno faccio fatica a concentrarmi sul lavoro, sono un po’ tutto dolorante, faccio fatica a stare seduto, ma non è tanto per quello ma per l’emozione passata insieme a quelle due donne assatanate. Penso che le andrò a trovare  più spesso.
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Anna dal meccanico

“Cazzo” !!!!Ops.... Esclamo di colpo. Ma tu sei........
 
 
 
Tutto nasce qualche giorno fa alle 18.30 nell’officina meccanica dove porto l’auto a fare la revisione.
E’ una giornata afosa, umida, il termometro all’entrata segna una 30ina di gradi c° e mentre sto aspettando fuori dal gabbiotto della cassa per pagare, arriva con un rumore sordo una ragazza con una smart roadster nera e giallo fosforescente, abbandonandola davanti al passaggio delle auto in entrata ed uscita.
Il capo meccanico butta fuori la testa, io sorrido per la scenetta alquanto comica e le intima che quello è il passaggio principale e non può essere impegnato.
La tipa scende presentandosi nel suo splendore, scarpe rosse a punta con tacco 8, minigonna a balze e camicetta a fiorellini con generosa scollatura accentuata dal reggiseno push-up che le comprime il seno verso l’interno.
L’espressione del capo cambia immediatamente a tale vista, e gentile le chiede se può aspettare un secondo che ha due persone da far pagare.
Lei con lo sguardo alquanto sconvolto, immagino per l’auto che dà problemi, acconsente scusandosi per l’inconveniente dell’auto che impegna il passaggio che non si sa come abbia fatto ad arrivare sino a lì.
Fa pagare quello prima di me e mi chiede se mi scoccia attendere che sente la ragazza che ad occhio e croce avrà un 35 anni. Gli rispondo che non ho fretta e lo lascio fare gustandomi la scenetta e la tipa alquanto appariscente.
Lui le apre il cofano, del motore, cercando il problema, chiedendole in seguito di mettere in moto, ordine che lei esegue dall’interno dell’auto, lasciando fuori una gamba....sexy visione.
Ha le gambe lunghe ed è già abbronzata la tipa ed a ogni movimento, la folta chioma sino a metà schiena, si muove sinuosa ondeggiando come ondeggiano le balze della gonna mostrando le cosce.
Decisamente un’ottima visione e da lì non mi muovo, mi voglio godere il tutto con tranquillità.
Il meccanico dopo attenta visione, esprime la diagnosi: problema grave all’alternatore, deve lasciare l’auto in officina che provvederà a smontare il pezzo prima che sia troppo tardi.
Lei con lo sguardo perso inizia a chiedere quando sarà pronta ed il meccanico, spiegandole che questa settimana (oggi è lunedi) è oberato di lavoro, le comunica che non potrà metterci le mani prima di giovedì....
La ragazza sbianca, le serviva per domani per andare ad una festa di compleanno di una sua amica in valle d’aosta.
Il meccanico ha tutte fuori le auto sostitutive quindi non può essere d’aiuto e mentre le spinge in un angolo dell’officina l’auto appiedata, faccio due conti veloci col lavoro che ho da fare, lo posso fare benissimo in giro col portatile..... io ci provo.....tentare non costa nulla.
Mi avvicino all’appariscente tipa e presentandomi, mi offro di accompagnarla di persona.
Anna rimane un attimo di stucco per la proposta azzardata e portandosi gli occhiali da sole sopra la fronte all’attaccatura dei capelli per osservarmi negli occhi (gesto carino, odio parlare con le persone che portano gli occhiali da sole, non si sa mai dove guardano) e facendo la battuta, sorridendo mi dice che sua madre le consiglia sempre di non accettare caramelle dagli sconosciuti, però in questo caso il passaggio lo accetta più che volentieri, per finire accarezza il mio cagnolino che ho in braccio dalla testa sino alla coda toccandomi la mano......mhh
Anna mentre mi parla, mi fa i raggi x sorridendo e per non farmi scandagliare tutto subito, scusandomi, mi assento per andare a saldare la revisione alla mia auto. Le dico di attendermi che poi l’accompagnerò a casa o dove era diretta.
Mentre striscia la carta di credito, il capo meccanico mi osserva sorridendo, gli faccio l’occhiolino e lo saluto stringendogli la mano, non prima di essermi raccomandato per l’auto di Anna. Gli ricordo il mio cell nel caso sorgano problemi seri durante la nostra assenza.
Ritorno da Anna, sorridente e contenta per aver trovato la mia disponibilità, mi chiama il suo angelo custode.
Le dico di non preoccuparsi per l’auto e che è in buone mani: Alberto non ha mai sbagliato una diagnosi, sappilo, la rassicuro ancora. Mentre usciamo e ci dirigiamo verso la mia macchina, la vedo che si gira e la saluta muovendo la manina con unghie lunghe e smalto rosso.
Le apro la portiera e la faccio accomodare, salgo poi io e le chiedo dove vuole che la porti.
Mi chiede unicamente di portarla a casa visto che non ne può più e che questo guasto le ha lasciato dell’amaro in bocca.
Le spiego allora di quella sera che ero sotto il ponte della tangenziale a mangiarmi un panino, era inverno quindi motore acceso al minimo per rimanere caldo dentro, quando ad un certo punto mi si è spento il motore in maniera violenta: era grippato l’albero a camme piegando le valvole.
Fai te, 2500,00 € di danno così in un attimo e rimanere a piedi lo posso capire, non è bello, considera poi che in quel momento non c’era un’anima viva a cui chiedere aiuto, solamente il n° dell’aci per farsi venire a prendere.
Sinceramente non so quanto possa costare la tua riparazione, ma dubito ciecamente che spenderai una follia, poi hai avuto la fortuna di arrivare dal meccanico e di risparmiare la spesa dell’aci.
Si aggiunge lei, poi ho avuto la fortuna d’incontrare un angelo custode come te, mi sviolina.
Le parlo un po’ di quello che faccio e che domani lo potrò fare tranquillamente al portatile rimanendo fuori sede, basta solo che trovi un collegamento internet da qualche parte per scaricare il tutto sul mio server.
Le chiedo dettagli per domani, orari, luoghi e quant’altro così da organizzarmi e trovare un alloggio per la notte visto che non amo fare andata e ritorno in giornata. Preferisco poi ripartire al mattino, fresco di sonno e ben riposato, tanto non cambia nulla per me ed il mio lavoro.
Ogni tanto mi cade l’occhio sulle sue cosce nude, sono belle abbronzate e toniche; mentre guido, tiene accavallate le gambe, poi prende il cell dalla borsetta e mi spiega che manda un sms alla festeggiata avvisandola che ci sarà un invitato in più. Mi guarda, io la guardo girandomi e mi dice che è il minimo per quello che sto facendo per lei.
La ringrazio, le feste sono sempre interessanti, peccato che non conosco nessuno, ma non è un problema, faccio presto a socializzare, le spiego.
Si, me ne sono accorta prima in officina che non pensi ma agisci d’istinto...
E’ vero, sono un impulsivo, le dico, mi piace vivere l’attimo senza pensare troppo....
 
Ma un ragazzo interessante come te non ha famiglia a casa? Mi chiede....
Le rispondo negativamente, le spiego che amo essere single e che adoro la mia libertà...
Uhm, mi guarda e mi spiega che la mia vita è la stessa che fa lei ultimamente, in quanto il lavoro la tiene impegnatissima anche fuori dagli orari canonici e non le permetterebbe di stare in famiglia come una persona normale.
Incuriosito, le chiedo che lavoro faccia e mi risponde che fa l’avvocato per uno studio legale che segue assicurazioni auto e cause civili. Da lei dipendono 4 ragazze che l’aiutano e collaborano a risolvere i casi che si presentano.
Interessato, le chiedo per quale o quali assicurazione/i lavori e mi spara la mia............
!!!
“Cazzo” !!!!Ops.... Esclamo di colpo. Mai tu sei........
No, è impossibile una coincidenza del genere, le dico sbarrando gli occhi e facendo 2+2, ma tu non sarai l’Anna che segue le cause dell’axa, non è vero...?
Si, mi conferma lei, sono io, come fai a sapere di me, incuriosita?
Non è possibile, ma che assurda coincidenza e le spiego che quando ho avuto circa un anno fa quell’incidente con l’extra comunitario che aveva compilato in maniera illeggibile la constatazione
amichevole, avevo parlato al telefono con lei ed aveva risolto il caso, concedendomi il risarcimento dei danni. Non ci credo, sei tu l’Anna, guardandola con un sorriso a 400 denti, la mia salvatrice.
Oltre a te non c’era riuscito nessuno a tradurre quei geroglifici, per me sei un mito.
Mentre parlo mi osserva attenta e sorride soddisfatta, le piace risolvere i casi, ma le piacciono anche molto i miei complimenti.....
Comincia a ricordarsi del mio caso, che c’eravamo sentiti per telefono tramite la mia assicurazione.
Pensa, guarda, ti avevo talmente tanto goduta ed avevo apprezzato il tuo operato che mi era venuta l’idea di farti recapitare in studio un mazzo di fiori come ringraziamento, ma poi non volevo che tu pensassi che magari volessi provarci con te e pertanto mi ero limitato ai ringraziamenti telefonici.
Sai a volte ho dei comportamenti esagerati anche con persone che conosco poco, ma quando una di queste mi aiuta ed anche se il suo compenso è compreso in quello che pago all’assicurazione, sento che sprizzo generosità da tutti i pori della pelle e devo fare qualcosa per ringraziarla.
Mi guarda e sorride facendomi notare che sono veramente generoso visto che l’accompagnavo domani fino in valle d’aosta.
Mi giro pure io e osservandola negli occhi le faccio notare che col mio gesto la sto ringraziando, senza volere, per quello che aveva fatto per me all’epoca
Poi per telefono avevi questa voce così sensuale, si sei tu l’Anna ora ti riconosco.
Ah si? Ho la voce sensuale dici? Chiede interessata.
Dico dico e che voce.....sorridendo e guardandola fissa negli occhi.
Non mi distrarre vah che mi vado a schiantare contro un albero, le dico. Va beh che ci sei tu a difendermi poi, però preferisco avere la ragione dalla mia parte.....
 
Cazzo l’Anna, ma che assurda coincidenza, penso tra me e me. Ha una voce molto sexy effettivamente ed i fiori veramente li avrei mandati se il mio assicuratore qualche giorno dopo, mentre spettegolavamo qui nel mio ufficio non mi avesse raccontato che aveva una mezza storia con uno e che si era appena lasciata con un altro.....troppo incasinata e delicata la situazione all’epoca, quindi avevo lasciato perdere....
Ecco, questi li chiamo segni del destino e soprattutto se arrivano così com’è arrivato questo ci dev’essere un motivo...sta a me scoprire quale.
 
Sai, io di te mi ricordo, ora che mi hai rinfrescato il caso, la gentilezza e la pacatezza con la quale mi parlavi, è stato un dettaglio di te che ho tenuto in mente e che ora posso esternarti, mi confida Anna.
Penso anche di potermi fidare quasi ciecamente di te, visto il nostro passato, anche se sinceramente quando mi hai fatto quella proposta dal meccanico ho titubato un attimino, ma ero così disperata e appiedata che non potevo non accettare, in fondo il rischio è il mio mestiere no?
 
Bene, sorridendo e allungandole la mano...”Amici allora?”
“Amici sicuramente” porgendomi la sua.
Ci stringiamo le mani in maniera decisa quasi a giocare a chi stringe più forte, e devo dire che la sua è un’ottima stretta. Mi piacciono le strette decise, e banno sicuramente quelle gelatinose.
In psicologia leggevo che dalla forza della stretta di mano si può capire qualcosa della persona che abbiamo davanti, una stretta decisa dimostra dominanza, una stretta troppo vigorosa dimostra aggressività ed esibizionismo, mentre una stretta molliccia e magari sudata dimostra timidezza e diffidenza.
Direi che il nostro caso si possa trovare alla voce 1, quindi due caratteri dominanti..... ci sarà da ridere, sarà uno scontro duro.
 
Sono circa le 19.00, giungiamo sotto casa sua e la saluto con baci sulle guance e confermando che domani mattina alle 09.00 puntuale si dovrà far trovare pronta per la partenza.
Anna, mentre mi rimetto al volante si piega verso di me attraverso il finestrino, il seno compresso è vicino ai miei occhi e me lo guardo, mi confida che vorrebbe ancora la mia compagnia e se chiede troppo per stasera a cena.
Le spiego però che stasera devo organizzare il mio lavoro per domani nelle pause che troverò e che prima delle 23.00 non avrò finito.
Ti aspetto allora dopo le 23.00, tanto io non mi posso muovere da      qui, ci conto, non tirarmi il bidone. Facciamo quattro chiacchiere che ti spiego meglio per domani tutto quello che c’è da sapere.
Ok, le dico, verso le 23.00 aspettami.
 
Torno a casa e penso ad Anna ovviamente, a quanto corre ma che è una bella corsa al contempo. Ragazza intraprendente e decisa allo stesso tempo, non voglio farmela scappare e anche se in verità avrei declinato il suo invito per stasera perchè sono molto stanco, faccio uno sforzo per starle vicino. Ho capito che ci tiene e mi sembra anche una persona molto sola.....a volte la solitudine porta a fare le scelte sbagliate e non vorrei in alcuna maniera ferirla, ma da quello che mi ha spiegato, se è vero, al momento è single convinta come me, pertanto abbiamo tutto da guadagnare dal nostro incontro.
 
Giunto a casa, mi faccio una bella doccia rinfrescante, mi metto in libertà, mangio un’insalata con un bicchierino di vino rosso e mi preparo il lavoro per domani.
Verso le 22.30 ho preparato tutto, rimane però un dettaglio da organizzare per il sottoscritto: dove dormire a Champoluc?
Mi viene un flash, un bel flash, ricordo che sopra il paese immerso nel verde c’è un piccolo villaggio Walser a circa 2000 mt con una stupenda suite, la “Suite monterosa” per l’appunto,
un vecchio fienile completamente ristrutturato ricco di ogni ben di dio, lussuoso come piace a me ma allo stesso tempo rustico quanto basta. Il complesso è denominato Hotellerie de Mascognaz e fa parte di una catena che comprende un hotel giù in paese a Champoluc.
C’ero stato un paio di anni fa a soggiornare d’estate tirato dentro da un meeting di un mio amico che lavora per una grande catena informatica e ne sono stato rapito all’istante, anche se costa una follia, qualche volta nella vita lo sforzo si può fare. Il problema è avere il contatto per prenotare, qui a casa internet non l’ho, opto quindi per chiamare l’892424 e farmi passare direttamente la telefonata all’hotel in paese. Suona 1, suona 2, suona 3 volte ed alla quarta risponde la centralinista che mi conferma la disponibilità della suite per domani sera, la prenoto al volo ricordandole che tempo fa c’ero già stato.
Lassù siamo nella valle d’Ayas e all’interno della suite c’è un magnifico camino che a richiesta viene acceso mentre sei a cena, così quando torni in suite, hai gli scoppiettii della legna che ti fanno compagnia col calore che un fuoco può generare sia fisicamente che psicologicamente. Adoro il fuoco, ne rimango sempre rapito dalle sue fiammelle ed è allo stesso tempo tremendamente romantico.
Poi spiegherò ad Anna, che mi aveva dato disponibilità per dormire via che nella stessa suite oltre al letto matrimoniale ed il bagno al pian terreno, c’è un fantastico spaziale soppalco con un altro letto matrimoniale e bagno indipendente dal mio, tutto questo sotto l’enorme tetto dei 150mq e passa dell’ambiente.
 
A casa di Anna poi spiego tutto ciò, mentre parlo è rapita dal mio racconto, mi sembra di essere già là mi confida, l’hai raccontata così bene che non vedo l’ora di arrivare, poi mi dici quanto ti devo per il soggiorno.
 
Mi parla poi della festeggiata, mentre è sul divano in pantaloncini corti turchesi che mostrano le sue stupende cosce e maglietta succinta attillata bianca che mette in evidenza il suo seno che ad occhio e croce dovrebbe essere una terza abbondante: è una grande amica la Roberta, eravamo a scuola insieme, lei ora lavora là come cameriera in paese in un hotel del centro ed è sposata con un locale conosciuto a sciare, visto che fa il maestro di sci. Devo dire che è anche un bell’uomo, infatti le ho fatto i complimenti per l’ottima scelta.
Andavamo sempre in vacanza insieme, ne abbiamo fatto di tutti i colori quando andavamo al mare...
Scusami queste sono chiacchiere da donna, parliamo di altro,mentre si rannicchia e nasconde i piedini sotto i polpacci. Da quello che ho visto sono carinissimi e piccolini, sapete che adoro i piedi, sono un estimatore, peccato li nasconda.
Mi offre qualcosa da bere, in casa sua c’è un caldo tremendo. Chiedo allora una birra fredda, mi porta una carlsberg alla quale faccio subito la festa bevendone metà in un colpo solo.
Parliamo poi di noi, della nostra vita da single, argomento che Anna continua a tenere in piedi parlandomi della sua vita privata, lasciandosi andare forse dai fumi dell’alcool della birra che anche lei si è aperta.
Mi confida che si sente sola si, ma allo stesso tempo non se la sente d’intraprendere una storia seria
che la vincoli troppo.
Le piacerebbe a volte tornare a casa e trovare il suo uomo che l’aspetta...la guardo sorridendo ed intervenendo le racconto che anche al sottoscritto piacerebbe quello che piace a lei, cioè di trovare la tua donna a casa che ti aspetta, ma è impensabile realmente in quanto sia io che lei abbiamo degli orari impossibili e pertanto non fattibile. Poi egoisticamente parlando, adoro la mia libertà e i vincoli per me sono forzature a cui col tempo non riesco a resistere.
 
Si è fatta ormai l’una di notte, la saluto e alzandomi dal divano le ricordo che domani si parte alle 09.00 precise e di portare con lei il necessario per una notte.
Prima di lasciarmi andare mi dà un paio di baci sulle guance in punta di piedi, tirandomi a lei, visto che la batto in altezza di circa 10 cm e mi ringrazia per quello che sto facendo per lei.
Ci scambiamo la buonanotte, le dò un bacio sulla fronte, mentre lei mi prende la mano e appoggia un bacio all’interno del palmo chiudendomi poi le dita e facendo pugno: mi spiega che poi mi farà dormire bene a casa e di tenerlo stretto sino a che non sarò arrivato.
La saluto, sorrido ed esco dal portone di casa soffiando un bacio verso di lei con l’altra mano. Prima di lasciarmi andare mi confida sotto voce che ha apprezzato la mia compagnia non invasiva ma presente.
 
Interessante l’Anna, decisamente da approfondire...ha fatto molto per me e chi mi aiuta non lo dimentico facilmente..... mi auguro anche che domani sia una bella festa e che non sia noiosa soprattutto. Ma visto come è coinvolgente l’Anna penso proprio che ci sarà da ridere.
 
Il giorno dopo la vado a prendere sottocasa, scende con un trolley giallo che spacca gli occhi di quel giallo fosforescente che se lo metti in una stanza di notte te la illumina a giorno.
Mi scappa da ridere, quindi Anna mi chiede cos’abbia il suo trolley che non va....ridendo e scherzando le spiego che ha un giallo ultra-potente.
Si come la mia personalità, modestamente parlando, mi spiega che lei ama i colori forti e intensi, ama tutto ciò le dia colore e vita.
Si sono d’accordo le dico, mentre le carico il trolley nel baule della mia volvo familiare posizionandolo a fianco del mio blu elettrico, facendole notare come anch’io ami i colori intensi.
Un altro punto in comune, mi dice sottovoce accarezzandomi la mano, ghignando e salendo in auto.
Il viaggio dura circa 4 ore accompagnati dalle istruzioni del tom-tom che ho nel cellulare che ci porta sino a destinazione in periferia di Champoluc all’indirizzo di Roberta che compie 34 anni e che abita in una stupenda casetta indipendente immersa nel verde.
Sono circa le 13.00 e da quello che mi ha spiegato Anna, Roberta ha in programma un pranzo nel giardino di casa. Ho una fame tremenda e non vedo l’ora d’iniziare, mentre scendiamo dalla macchina e Anna si butta tra le braccia di Roberta come una sorella che non vede da anni. Sento che confabulano mentre si girano verso di me e alquanto incuriosito, sorridendo mi avvicino per farmi presentare.
 
E’ una giornata stupenda, un cielo azzurro che in città lo posso solo sognare e un clima mite con circa 14 gradi a fare da contorno a questa festa.
Anna si dirige verso di me, mi bacia sulla bocca, dicendomi sottovoce di stare al gioco e mi presenta a Roberta dicendole che sono il suo angelo custode che l’ha salvata dal meccanico cattivo che le ha ricoverato l’auto.
 
E’ tutto così veloce che faccio fatica a metabolizzare ma cerco di far finta di nulla sorridendo, ma dentro di me sono emozionatissimo per il bacio di sfuggita e così inaspettato.
Rimango un attimo senza parole e attonito mi lascio osservare da Roberta, mentre assaporo il gloss che Anna mi ha lasciato sulle labbra al sapore di fragola..... le scappa detto che Anna aveva ragione a parlare bene di me, al chè la buttiamo sul ridere per evitare imbarazzi vari, mentre consegno a Roberta una bottiglia di spumante millesimato come ringraziamento per l’invito, consigliata dal mio salumiere di fiducia.
Roberta mi guarda e mi ringrazia emozionata, baciandomi sulle guance.
Mentre entriamo chiedo sottovoce sorridendo ad Anna se sia pazza o meno e lei mi risponde che la è di me...
Alè, altra steccata che incasso e metto in tasca.
 
Penso che ormai Anna ha fatto tutto da sola e sto al gioco, non ho nulla da perdere, anzi meglio di così non potevo chiedere.
 
Anna oggi indossa scarpe superga rosa, un paio di pinocchietti bianchi con una t-shirt rosa fucsia di playboy ed un tranch bianco, mentre il sottoscritto porta delle sneakers bianche e marrone chiaro hogan, un paio di pantaloni sportivi grigio scuro armani con t-shirt guru bianca con maniche grigie, cintura nera gucci e giubbino nero Gas estivo, modello motociclista che fa tanto rude a completare l’opera.
Mentre Roberta ci mostra la sua abitazione, io e Anna siamo sempre per mano a seguirla. Saliamo poi delle scale che portano in camera da letto lungo le quali c’è uno specchio enorme....Roberta ci guarda di riflesso e commenta con un “State bene insieme, formate una bella coppia!”
“Dici davvero? Effettivamente Anna è una ragazza stupenda ed ha un sacco di qualità che escono giorno dopo giorno” sviolino io osservandola con sguardo da leopardo che scruta la sua preda....
Anna mi dà un bacio mentre proseguiamo a visitare la mansarda provocandomi un’altra scarica di adrenalina dall’emozione del contatto delle sue labbra sulle mie.
Torniamo poi in giardino, arrivano gli ultimi invitati e la festa inizia tra palloncini colorati sparsi dappertutto, ospiti deliziosi con cui si parla tranquillamente del più e del meno e tanto cibo su cui abbuffarsi seduti comodamente sotto al bersò imbandito.
A fine pranzo ci alziamo un po’ tutti per aiutare la digestione, visto che siamo pieni come i tacchini e passeggiando nel grande giardino di casa ci soffermiamo ad osservare, sporgendoci dalla staccionata, un ruscelletto che confina col prato; in faccia abbiamo già un colorito rosino dal sole che picchia senza sosta sulle nostre teste. Anna mi guarda e mi chiede se mi abbia dato fastidio il suo comportamento un po’ sfacciato, la osservo e la rassicuro che so apprezzare la sua decisione in questa situazione, anzi le confermo che ha contribuito a rompere il ghiaccio tra noi.
Torniamo poi al tavolo visto che è giunta l’ora della torta e dei regali, cerchiamo di mangiarne una fetta e poi Roberta inizia a spacchettare i 10 regali degl’invitati.
Al loro interno trova di tutto e di più, rimane poi per ultimo proprio quello di Anna nel cui interno trova una bellissima felpa grigia metallizzata Kappa di mascalzone latino.
La festa poi volge al termine, abbiamo socializzato un po’ con tutti e siamo stati bene aiutati anche dalla giornata stupenda che il cielo ci ha regalato.
Sono ormai le 17.30, Anna ed io decidiamo che è ora di abbandonare la festa come altri già stanno facendo, salutiamo Roberta ringraziandola per l’ospitalità e augurandole altri 1000 di questi giorni.
Risaliamo in auto e guardandoci negli occhi ci abbandoniamo ad un lungo ed appassionato bacio: tutti e due non vedevamo l’ora, mentre Anna mi prende una mano e me l’appoggia sul seno, al chè le faccio notare che siamo in pubblico e le dico che è meglio che rimandiamo a più tardi quando saremo arrivati in suite.
Un filamento di saliva unisce le nostre labbra che si allontanano affamate una delle altre che prontamente Anna prende tra le dita e lecca con la lingua guardandomi negli occhi come per dire che in questa maniera leccherebbe la punta del mio uccello.
 
Madonna penso tra me e me mentre metto in moto e ci portiamo verso l’hotel in paese, Anna è veramente prorompente, un fiume in piena che ti travolge senza pietà con la forza della sua corrente. E’ un misto di sensualità allo stato puro, come un cavallo di prateria libero e difficile se non impossibile da domare. Poi quando penso alle sue cosce abbronzate dentro alle quali mi ci perderei anche ora,  impazzisco e non vedo l’ora di arrivare in suite.
 
Mentre guido gli ultimi 300 mt perchè poi so già dov’è l’hotel, la stuzzico confidandole che ha delle cosce che mi fanno impazzire e che osservavo ammaliato ieri dal meccanico....Anna mi guarda con un’espressione che parla da sola e mi sussurra, sporgendosi verso di me, all’orecchio mordicchiandomi il lobo, che non vede l’ora di rimanere sola con me e che mi potrò gustare le sue cosce che tanto mi danno da pensare.....
 
Siamo tutti e due un fuoco che arde in sintonia ma cerchiamo di calmare i bollori perchè siamo arrivati all’hotel in paese nel cui parcheggio lasciamo l’auto che poi verrà ritirata dall’addetto e messa in garage sino a domani, si perchè qui ti accompagnano loro, su per una mulattiera impervia con il fuoristrada dell’albergo per arrivare nel paradiso del villaggio Walser.
Ed infatti eccoci a bordo del fuoristrada col direttore dell’hotel come autista, mentre ci attende lo staff su alla suite monterosa.
15 minuti di strada tortuosa per giungere infine nel silenzio più assoluto del piccolo villaggio Walser. Unico rumore in lontananza, i campanacci del gregge di mucche al pascolo.
Ahhhhh, scendiamo e ci godiamo lo spettacolo, Champoluc dall’alto ed il verde della vallata che circonda noi due da soli, abbandonati a queste poche ore da trascorrere insieme nel paradiso del silenzio e della buona cucina.
Infatti il direttore dell’hotel a Champoluc, dopo essersi congedato da noi, ci passa nelle mani del capo di questo complesso che ci porta subito a visitare la nostra suite.
Anna è emozionata, lo confida al simpatico capo-guida, gli racconta che è come se avesse in testa la planimetria della suite da come gliel’avevo descritta per filo e per segno, ma vissuta sulla propria pelle in questo momento è ancora meglio e da sogno.
Sul lugno tavolone al suo interno dove possiamo scegliere se farci portare la cena e la colazione si erge in bella mostra uno stupendo mazzo di fiori offerto gentilmente dalla direzione che Anna subito si accinge ad annusare rimanendo senza parole.
Il clima è freschino, ricordo che siamo a 2000 mt circa e faccio presente subito al capo che questa sera desideriamo che venga acceso il camino. Le pareti sono tutte in sasso a vista...una delle 4 ha appeso a se un enorme plasma sul quale gira musica di violino
 
Tra me e me penso che la televisione sarà l’ultima cosa che guarderemo......
 
Sono circa le 18.30 ed il capo ci ricorda che della cena ne possiamo approfittare fino alle 22.30 senza problemi e per qualsiasi bisogno è a nostra disposizione.
Lo ringraziamo e attendiamo il suo congedo per rimanere da soli, finalmente.
 
Mi guardo un attimo intorno, ricordo quella credenza che dev’essere all’altezza giusta...si eccola lì ed infatti alta quanto basta....
Prendo Anna per mano e la trascino dalla credenza, lei si lascia trasportare senza paura, le cingo la vita con le braccia, la sollevo e l’appoggio seduta sulla credenza. Le tengo i fianchi con le mani, lei sta al gioco e mi tira verso di se la testa per baciarmi. Sento la sua lingua calda entrarmi in bocca, giocare con la mia in un bacio passionale e violento allo stesso tempo. La nostra bestialità si sta scatenando e ad un certo punto tenendomi le braccia sulle spalle mi chiede cosa stia aspettando a sbottonarle i pinocchietti per godermi le sue cosce.
La guardo allupato e mi dirigo laggiù, mentre una mano s’infila sotto la shirt per andare a palpare il seno che al tatto è bello carnoso e sensuale da maneggiare.
Anna butta la testa all’indietro mentre le palpo le tette, quindi mi soffermo qui per un po’ per farla godere ed eccitarla quanto basta. Le sollevo la shirt e la sfilo, per poi sganciarle il reggiseno e godermi il panorama delle sue tette in libertà. Mi avvento con la bocca su quella alla mia sinistra mentre all’altra dedico le attenzioni della mano che la palpa delicatamente ma fermamente stringendo poi il capezzolo tra le dita.
Anna ansima stringendomi al suo petto, m’intima di mordicchiarle il capezzolo, prima uno poi l’altro mentre le graffio la schiena salendo e scendendo con le mani.
Mi confida che mi sente molto animale, ciò la fa eccitare tantissimo. Mi dice di farle quello che voglio, mi prega di controllarle le cosce se tutto è ok. Vuole che le faccia il tagliando, mi chiede se le tette andavano bene e la rassicuro con voce da porco che erano ok, forse quella sinistra avrebbe bisogno di una bilanciatura che lascerò a dopo, ora le sussurro, devo controllare la convergenza delle cosce. Abbandonandoci a questo gergo da meccanici, le sbottono la cerniera dicendole che dovremo ingrassarla in quanto dura e rigida da slacciare. Le sfilo poi i pinocchietti lasciandola in perizoma bianco con roselline in rilievo ed iniziando a fare la giusta convergenza alle sue cosce da sogno, prendendole le ginocchia, aprendole e godendomi lo spettacolo del suo pube che spunta dal perizoma, mentre lei s’infila la mano dentro inserendo un dito all’interno della sua figa e chiedendomi di controllare con la mia asta il livello dell’olio.
Erezione da paura che dà un fastidio essendo intrappolata nei pantaloni che decido quindi di sbottonare, mi tolgo le scarpe e sfilo i pantaloni rimanendo in boxer, mentre lei mi osserva e guarda lì, verso il mio uccello che vorrebbe bucarli. Si piega in avanti e me li sfila, mi dice che deve controllare il pistone se è ben lubrificato, rimango denudato solo con la shirt che mi tolgo al volo lanciandola per terra, lei si sfila il perizoma, me lo passa tra le labbra chiedendomi se sia ben lubrificato ed al mio cenno di si, mi chiede di controllare il suo livello dell’olio con l’asta, non prima però di averla tirata giù dalla credenza e fatta inginocchiare davanti al mio uccello e averglielo ficcato in gola tenendola per i capelli muovendole la testa avanti ed indietro. Sai, le dico mentre me lo succhia, i diesel vanno scaldati prima di tirarli, non trovi, quindi, le ordino, scaldami il pistone che poi con l’asta ti controllo fino in fondo.
Dall’alto la osservo mentre ingoia il mio cazzo duro, prima la cappella e poi via tutto in gola, facendo quasi fatica a farlo arrivare fino in fondo...vederla con la bocca piena mi fa impazzire di piacere e mentre lo ingoia le chiedo se il pistone è posto o meno, se le piace la cilindrata e se gl’interni in pelle sono di suo gradimento.
Mi conferma, facendo uscire il pistone ehm l’uccello dalla bocca che gira benissimo come la pressione interna che è alquanto alta a questi giri ma ok, la cilindrata le piace eccome anzi, fa fatica ad ingoiarlo tutto e l’interno in pelle cioè le palle che mi palpa con la mano mentre ingoia hanno la dimensione che l’aggrada.
La faccio poi alzare e la porto sul divano a quattro posti davanti al plasma e la corico dicendole che devo ora controllare la sua lubrificazione prima di accelerare a fondo, godendomi lo spettacolo delle sue labbra dischiuse e gonfie di piacere che si presentano ai miei occhi. Le apro le cosce, le accarezzo finalmente e dentro di me penso che sia un sogno, solo ieri non sapevamo neppure chi eravamo ed ero lì a godermi le sue cosce che spuntavano dal gonnellino a balze....le osservo, le palpo e le accarezzo per poi avvisarla che vado a controllare la lubrificazione interna del suo motore......lei mi ordina di fare un bel lavoro, di lubrificarla per benino ed alla fine di controllare i livelli con l’asta....
La rassicuro che farò un lavoretto sublime e leccando dal ginocchio per continuare nel suo interno coscia, giungo dalla sua figa fradicia di piacere nella quale mi faccio strada con la lingua, scopandola avanti ed indietro per tutta la sua lunghezza, leccando ed ingoiando i suoi succhi che scendono copiosi. Il sapore m’inebria la mente, mentre il suo bacino si dimena come impazzito ai miei affondi di lingua.....mi chiede di scoparla che vuole essere controllata dalla mia asta, non resiste più, lo vuole dentro tutto....Mi stacco dalla sua figa, le prendo una gamba e l’appoggio sulla mia spalla, mi avvicino a lei e dirigo la cappella verso le sue labbra, mentre con uno scatto felino Anna lo prende in mano e lo tira a se ordinandomi di scoparla con violenza stringendomelo forte per farmi capire che non scherza. Appoggio allora la cappella all’entrata delle labbra e con un colpo deciso le affondo l’asta tutta in un colpo dentro, sino in fondo per tutta la sua lunghezza.
“Dio come ti godo, hai un uccello stupendo, scopami così, controllami i livelli e fammi impazzire mio meccanico preferito” esclama a gran voce, godendo come una pazza.
Le dò quindi una serie di affondi da farla urlare, tutti senza pietà come mi aveva chiesto e tutti per la lunghezza intera del mio cazzo duro e pulsante mentre lei mi tiene le chiappe nelle quali affonda le unghie affilate, gioia per me e godimento per lei.....
Le confido che il sedere è il mio punto più sensibile, quindi provando a capire al volo cosa mi piace mi dà qualche sculacciata per testarmi, la guardo negli occhi dicendole che del mio culo può fare quello che vuole.....
Continua a scoparmi così, amo gli uomini rudi e violenti, non avere pietà di me.....le faccio poi presente che i livelli non erano subito a posto ma con i miei colpi li metterò a posto nell’arco di questa seduta...per la mano d’opera mi pagherai poi in natura in seguito, le ricordo.
Tutto quello che vuoi, l’importante è che mi fai un bel tagliando con i fiocchi.
Prendo poi l’altra sua gamba e me la metto in spalla, ora le ho tutte e due e l’avviso che andrò alla massima profondità a controllare la coppa dell’olio che mi sembra che perda dalla guarnizione. Anna conferma che si è accorta del problema e sa che adesso le arriverà fino nello stomaco il mio uccello duro ed infatti in questa posizione riesco ad affondare colpi ben mirati che le fanno mettere le mani nei capelli dagli urli che echeggiano nella suite. Tutto dentro, sino in fondo nei suo meandri della figa più nascosti a ritmo sostenuto che le regalano un devastante orgasmo, rallento allora per farla riprendere, e le confermo che non ho ancora finito la manutenzione ordianaria al suo motore.
Lei sorride, mi dice che ci so fare in officina e che avrei un futuro davanti...se le ripari tutte in questa maniera, avrai la fila fuori mi dice sottovoce sorridendo con espressione porca.
Anna, poi stravolta mi fa sedere sulla poltrona che fa pendant col divano e si siede sul mio cazzo dandomi le spalle. Su e giù con movimento ritmico mentre si masturba il clitoride, lo sento visto che mi viene naturale cingerla per la vita e allungare la mano verso il suo pube. Ricomincia il ritmo indiavolato, da dietro vedo le sue labbra ben lubrificate che ad ogni colpo sfregano sul mio cazzo scendendo e risalendo lungo di esso.
E’ brava e mi fa sar godere, regalandomi attimi indimenticabili: se lo sfila leggermente per poi riaffondarlo in tutta la sua lunghezza. Dopo diversi colpi, le dico che devo metterla sul ponte per controllare le minigonne e la metto quindi a pecorina cingendola per la vita, affondando le unghie nei suoi fianchi. Appoggio la cappella contro le sue labbra e con un colpo deciso da strapparle un urlo acuto le riaffondo l’uccello dentro fino a toccarle le viscere.
Le prendo poi i capelli da dietro e li arrotolo facendone una treccia la quale tiro ad ogni colpo, dicendole che sto controllando il freno a mano....mi confida che è arrivata ad un punto che non  capisce più quello che sta succedendo da quanto la faccio godere e che sta per venire un’altra volta.
Tutti questi colpi però fanno avvicinare anche il sottoscritto all’orgasmo, l’avviso che presto la pressione al suo interno potrà salire di giri per la revisione che le sto facendo ed infatti dopo il suo orgasmo che le strappa una serie di urletti, le sborro nella figa inondandola......
Ci accasciamo sulla poltrona abbracciandoci, mentre i nostri corpi sudati e profumati di sesso si strusciano a contatto tra loro.
Anna mi accarezza l’asta, me la bacia delicatamente sapendo che è molto sensibile in questo momento dopo l’orgasmo. Una delicatezza che mi ricorderò per sempre, ne troppo, ne poco e glielo faccio notare. Lei mi guarda e mi mette una mano sulla sua figa che inizio ad accarezzare contraccambiando il favore per poi piegarmi verso di lei baciadola sulle labbra ancora dischiuse e leccandola delicatamente con la punta della lingua.
Intanto mi godo le sue cosce che accarezzo continuamente, ricordandole che sono da urlo come lo è il suo culo da dietro che mi sono goduto prima mentre era a pecorina.
 
Anna però la vedo che non è ancora a posto, le leggo negli occhi che ha ancora voglia di qualcosa da un attento esame al suo sguardo,è strano, mi guarda come per dirmi qualcosa ed infatti da seduta sulla poltrona mi fa scivolare a terra, m’indica, mentre apre le gambe davanti ai miei occhi, di guardarle la figa che è ancora dischiusa e che reclama qualcosa:
“Voglio la tua mano dentro” mi dice sottovoce titubante ma vogliosa, con quell’espressione da gatta a cui non sai come dire di no.
 
Il fisting l’ho praticato qualche volta e non tutte le donne amano farsi dilatare in questa maniera, poi addirittura al primo appuntamento...questa è una femmina senza ritegno, sogghigno tra me e me.
Ma è una Femmina con la F maiuscola, una che la sua sessualità la sa esprimere nel migliore dei modi
 
Come dirti di no, le sussurro facendo il gesto di attraversare la mia mano con l’altra...lei sorride ed allarga ancor di più le gambe, mostrandomi le cosce che tanto mi fanno impazzire.
Le accarezzo al loro interno mentre lei si sfiora il clitoride con il dito medio che poi fa scendere e si va ad infilare dentro le labbra.
Cosa aspetti, mi chiede..che faccia da sola?
L’assecondo ed infilo prima l’indice e lei sussurra: ancora
Infilo poi il medio e lei: ancora ancora
Poi l’anulare facendo entrare ed uscire le tre dita, mentre con l’altra mano le masturbo il clito.
Penultimo è l’indice che si accoda alle altre 4 dita che si muovono dentro e fuori bloccando la mano all’altezza del pollice.
 
Rimango impressionato da come sia ben lubrificata, non c’è nemmeno bisogno di usare saliva o quant’altro.
 
Le sussurro che ora verrà il bello, che le darò la cera dentro, così per completare il tagliando, tornerà a casa ben lubrificata e lucidata.
Anna adora questo gergo da officina che abbiamo intavolato e gli umori sgorgano copiosi lungo le 4 dita che stantuffano la sua figa vogliosa...me ne bagno anche il pollice ed il dorso per iniziare ad entrare, operazione che faccio delicatamente e millimetro dopo millimetro per dilatarla poco alla volta. Anna mi lascia fare mentre si palpa le tette e le masturbo il clitoride. Aumenta la frequenza del respiro ad ogni cm che avanza. Vederla così piena e così zoccola mi eccita da morire...mi sento il vero animale in questa posizione a penetrarla in questo modo.
Sono giunto al punto cruciale, quello dove c’è la massima dilatazione, rallento, le muovo le dita all’interno accarezzandole le pareti vaginali per poi sprofondare delicatamente dentro.
Le sussurro che le vorrei dire una parolaccia, ma non vorrei offenderla...Anna non vedeva l’ora e incuriosita mi chiede se le volevo dare della puttana in questa posizione. Le rispondo che mi ha letto nel pensiero. Mi chiede allora di dirglielo senza timore, che la eccita...
Le faccio allora un bel discorsetto volgare:
“Sai Anna, (intanto stantuffo la mano avanti ed indietro fino al polso) con le gambe così divaricate, tu che ti palpi le tette e la mia mano dentro di te a sfondarti mia fai molto Puttana, ma di quelle con la P maiuscola”
-“Cazzo come mi ecciti, dimmelo ancora che sono la tua puttana”
“Sei la mia puttana, sono pazzo della mia puttana, ora ti sfondo del tutto” e affondo la mano fino a farla urlare, più di così non riesco ad avanzare...
“Ecco vedi Anna, puttana mia, ora ti ho sfondato, hai la figa completamente piena, sei contenta....? Le chiedo...
“Eccome, mi sento piena e godo come una maiala..ti avviso che sto per venire, mi hai lavorata per bene e questo è il risultato”
Rimango in silenzio per poi incitarla mentre mi viene sulla mano dentro di lei, penso che sia stato uno dei suoi orgasmi più intensi da come me l’ha descritto poi dopo da coricati a letto.
Esauriti gli spasmi dell’orgasmo le tolgo la mano delicatamente, mi abbraccia e ci corichiamo a letto, ci mettiamo sotto il piumino visto che fa freschino e ci sbaciucchiamo dolcemente.
 
E’ notevole il cambiamento da come era animalesca prima e come è agnellina ora che è soddisfatta.
Stiamo poi coricati una mezz’oretta, tanto da riprenderci per andare a cena visto che tutto questo movimento ci ha messo appetito.
Indossiamo una felpa, sopra ai nostri vestiti della festa di compleanno e mano nella mano per poi abbracciarci lungo il sentiero esterno, ci trasferiamo nella saletta per cenare dove sono collocate le cucine.
Ceniamo a base di cacciagione, egregiamente cucinata dai fantastici cuochi che lavorano qui, il tutto accompagnato da uno speciale vino rosso di un vitigno della zona a bassissima tiratura.....
Scherziamo un tantino col capo del posto che è un simpaticone per poi abbandonare il tavolo e uscire all’esterno e goderci il cielo stellato...Anna mi ringrazia per averla portata qui, le piace molto come ringrazia la sua smart per essersi rotta proprio in quell’istante che le ha permesso di conoscermi e la mia impulsività ad offrirmi di accompagnarla.
Rientriamo poi in suite, nella quale hanno già acceso il camino come da mia richiesta mentre eravamo a cena, ci corichiamo sull’altro divano per goderci le fiamme e gli scoppiettii abbracciati stretti stretti, non prima di esserci messi in libertà in pigiama.
Ci baciamo ancora avidamente, mai stanchi di farlo, visto che le nostre bocche non possono rimanere senza l’una dell’altra per più di tanto tempo.
Le confido che per me lei è una calamita di sesso, di passione e di coinvolgimento e che faccio fatica a farne a meno, al chè Anna mi fa coricare mi si corica sopra ed inizia a sfregarsi sul mio cazzo che si sta indurendo...mi osserva, e mi chiede se vogliamo fargli fare gli straordinari..le rispondo che fino a che non sarà completamente morto, si può scordare di addormentarsi..sorride e le torna quello sguardo da sorniona, gattona.....
Le metto le mani sotto la maglia del pigiama per prenderle le tette in mano e palparle, mentre lei si sfila i pantaloni, sotto non ha nulla ne perizoma ne reggiseno, io sono nelle sue stesse condizioni, mi scosta i pantaloni e i nostri sessi ritornano vicini...struscia la sua figa sul mio sesso, me lo bagna per poi scivolare giù, mordicchiarmi i capezzoli per finire poi all’altezza dell’uccello che le scivola in bocca duro e gonfio: mi succhia la cappella mentre con la mano mi masturba su e giù con movimento ritmico chiedendomi se di mio gradimento.
Le rispondo di si e con sguardo porco le faccio notare, anzi la invito ad infilarmi un dito nel culo se vuole farmi godere veramente tanto.
Mhh, un uomo che non si vergogna a farsi inculare dalla propria donna, interessante direi.....
Dovremo approfondirlo in seguito questo discorso, m’interessa davvero tanto mi dice, facendomi eccitare ancora di più ed iniziando a farmi viaggi mentali.
Stanne certa, lo approfondiremo sicuramente, interessa molto anche me....
Intanto si è bagnata il dito e me lo sta infilando dentro, m’inarco e le faccio ingoiare più cm di cazzo mentre m’incula. Sto godendo mentre mi succhia la cappella, veramente tanto, ho il cazzo duro come il marmo e lei se ne rende conto, dicendomi che il dito nel culo ha  realizzato degli ottimi effetti.
Anna poi mi chiede cosa succederà se dentro ne mette un altro, la guardo con fare interrogativo ma voglioso...”Provaci, non si sa mai” le dico, magari ti vengo in bocca se ti va......
“Magari” mi risponde rimettendosi l’uccello in bocca e ricominciando a stantuffarlo dentro e fuori mentre le due dita nel mio culetto mi violentano a dovere, con sguardo da porca.
Ed infatti così ben stimolato, il mio orgasmo non tarda a sopraggiungere inondandole la bocca di sperma caldo che con sguardo maialesco, deglutisce da brava senza farne fuoriuscire una sola goccia, facendomi notare per benino ogni ingoio.
 
-Effettivamente Anna è molto attenta ai bisogni del suo partner e riesce in maniera così semplice ma efficace a farmi perdere la testa comprendendo velocemente quello che vorrei che una donna mi facesse, cosa non da poco-
 
Rimango svuotato e un attimo stravolto, tutte le volte che ho delle penetrazioni anali, mi lasciano poi senza forze,ma soddisfatto della sua messa a punto che le faccio notare molto ben riuscita, confidandole le mie sensazioni che lei ascolta in silenzio ma con attenzione.
 
Rimanendo sul divano, Anna vuole tornare, altamente interessata, sull’argomento del mio piacere anale e delle mie perversioni sessuali sulla sodomizzazione:
Guarda, ti spiego subito, voglio sottolineare (come avevo già fatto nel primo post del mio blog) che sono assolutamente etero, mai riuscirei a fare l’amore con un uomo, mai, ma se avesse sembianze femminili allora il discorso cambierebbe, qui emerge la mia passività nel contesto e nell’elenco di quello che accetto come eventuale partner per una scappatella tanto per togliermi una fantasia sessuale che mi accompagna da tutta la vita non fanno parte i travestiti, quelli sono uomini veri e propri che si travestono da donna, ma entrano i transessuali che si sono per esempio rifatti il seno e operati in viso per assomigliare ad una donna e diciamo che questi forse sarebbero difficili da trovare, ma non mi ci sono mai messo sinceramente,
e come ultimo nell’elenco ma non come precedenza, anche se so che è praticamente introvabile, farei l’amore con un’ermafrodite...hai presente? Sono quei personaggi assolutamente femminili ma con due sessi: si ritrovano con un pene senza testicoli e con una vagina con tanto di clitoride se non ricordo male... da un video che avevo affittato tanto tempo fa nel quale ce n’erano due che immagino gemelli in quanto completamente uguali e ad un certo punto della visione, avevano assunto una posa che mi si era conficcata nel cervello, in pratica riuscivano a scoparsi contemporaneamente, cioè con i due peni dentro le due vagine.....dio come mi aveva sconvolto quella visione.
Poi rimane il soggetto più facile da trovare (si fa per dire)e cioè la donna che s’infila uno strap-on e mi sodomizza, (vedasi primo post del mio blog......)
Se vuoi che ti faccia un ordine di preferenze lo potrei riassumere così:
al primo posto delle mie fantasie c’è fare l’amore con l’ermafrodite
al secondo la mia partner con lo strap-on
ed al terzo il trans con sembianze assolutamente femminili dal quale vengo sodomizzato.
 
“Ecco, ti ho sconvolta? Me l’hai chiesto tu, ricorda ed io non mi vergogno ad esternare il tutto, anzi.”
 
“Rimango basita, è la prima volta che il mio partner si confida con me in questa maniera così fresca e genuina allo stesso tempo” mi fa Anna soddisfatta per la fiducia che ripongo in lei a raccontarle le mie fantasie sessuali più ricorrenti.
“Sai, avrai notato che ho una certa nota attiva nel rapporto, prendo facilmente l’iniziativa e devo confidarti che sino ad ora un uomo che mi racconta queste fantasie, non l’ho ancora trovato, ma sono contenta perchè mi hai aperto nuovi sbocchi sessuali. Sodomizzare il mio uomo è una pratica che m’interessa in maniera forte ed è una fantasia sessuale che a volte mi è passata per il cervello, in quanto sono bisex (e qui mi stende) attiva, ma non ho mai trovato il soggetto disposto al tipo di rapporto....
Ho avuto una storia, due anni fa con una ragazza conosciuta in ufficio, passiva ovviamente nel rapporto...abbiamo giocato con falli e vibratori, con i nostri corpi ma non ho pensato allo strap-on per scoparmela.
Mi hai aperto un mondo caro mio, ti ringrazio e ti prometto che la cosa non finisce qui.....”
 
Quel “Non finisce qui” mi fa agitare e mi fa correre forte il cuore dall’emozione, cerco poi di reagire e le chiedo, oltre ad essere bisex che è il sogno di parecchi uomini vedere due donne far l’amore (io mi aggiungo all’elenco) e sodomizzare il tuo uomo, quali altre fantasie pervadono la tua mente?”
 
“Ok, visto che ti sei aperto completamente a me, farò altrettanto con te:
adoro il Pissing, sogno di avere il mio uomo sotto di me, e da questo si ritorna sempre alla mia personalità attiva, con la bocca aperta o con il suo corpo pronti a ricevere la mia pioggia dorata; vederlo lì tutto bagnato della mia urina, mi farebbe raggiungere l’orgasmo senza neppure toccarmi.
Ecco questa fantasia non sono ancora riuscita a realizzarla, non trovo un uomo a cui piaccia farsi pisciare addosso o addirittura berla.
Se devo farti una classifica metterei
al primo posto il pissing in quanto non sono ancora riuscita a realizzarla
al secondo posto sodomizzare il mio uomo con lo strap-on
al terzo amore lesbo.
 
“Caspita! Il pissing...qui penso potremo trovare un punto di accordo, anni fa mi era capitato di provare questa emozione di urinare sulla mia donna e lei fare altrettanto, ma berla non mi era passato per la mente........”
Nel frattempo mi dirigo verso il frigo-bar, chiedo ad Anna se abbia sete e le vada una bottiglia di champagne per festeggiare le nostre fantasie sessuali.....
 
-La mia mente maiala mi sottolinea che lo champagne fa fare tanta pipì e non voglio farmi scappare questa opportunità di accontentarla e quindi dopo averla stappata, ne verso subito un paio di flutes. Via uno dietro l’altro mentre ci osserviamo e facendo continui brindisi al nostro incontro...........
Anna, penso che stia cominciando a capire qualcosa, ma fa finta di nulla e mi asseconda.
Bere davanti al camino è così romantico, baciarci ad ogni flutes svuotato è tremendamente eccitante e sapere che a breve una fantasia di Anna potrò realizzarla mi restituisce tanta emozione e timore allo stesso tempo magari per non essere all’altezza delle sue aspettative.
 
E così, con la legna che brucia e riscalda i nostri spiriti, alle nostre eccitazioni si aggiungono i fumi dell’alcool che ci fanno perdere un tantino la cognizione. La bottiglia finisce, rimaniamo quindi sul divano, poi Anna mi chiede di coricarmi su di lei a sedere per aria, mi confida che le piace, che lo vuole palpare ed accarezzare. Ubbidisco quindi e nudo eseguo l’ordine offrendole la mia parte più sensibile del corpo, che lei inizia ad accarezzare, palpare ed impastare provocandomi una scarica continua di eccitazione che porta poi ad una nuova erezione. Continua poi graffiandomi leggermente le chiappe, le faccio capire che mi piace e di continuare.....mi mette le mani dietro la schiena e me le tiene ferme, iniziando a darmi qualche colpo di sculacciata, mi giro e la guardo, lei mi guarda, le sorrido e le dico che mi può fare quello che vuole...le sculacciate quindi aumentano di numero e d’intensità, mentre di tutto questo dolore e piacere il mio corpo offre il risultato....un’altra erezione intensa e devastante che non ho maniera di portare al culmine avendo le mani bloccate da Anna. Poi mi stuzzica, mi chiede se mi voglio masturbare mentre mi sculaccia, le rispondo di si e poi mi nega l’azione.....i colpi continuano a devastarmi più dentro che fuori...
“Hai delle belle chiappe bordeaux, ora basta, ti ho conciato per bene” mi fa Anna..
 
Mi alzo con l’uccello in fiamme dall’eccitazione e prendendola per mano la porto in bagno dicendole di seguirmi che la farò divertire. Entriamo nello stupendo bagno con i sassi a faccia vista, accendo le varie luci ed entriamo nella vasca idromassaggio. Mi corico sotto di lei chiedendole di sedersi sul bordo della vasca e di realizzare la sua fantasia più estrema, la prima nella sua classifica...
 
Dentro di me sono emozionato, ma l’eccitazione dei colpi al sedere e i fumi dell’alcool non mi fanno ben rendere conto di quello che sto facendo, l’unica cosa di cui sono sicuro è che voglio Anna felice, le chiedo quindi aprendo la bocca d’inondarmi di pioggia dorata....Anna mi dice che è emozionante vedermi lì sotto pronto a ricevere la sua pioggia dorata, mi vede mentre mi masturbo e questo la eccita ancor più...la osservo mentre si prepara e così nuda a cosce aperte sopra di me mi porta a 1000 come godimento mentre mi continuo a masturbare con una mano e con l’altra a massaggiarmi le palle completamente abbandonato ai voleri di Anna.
 
Anna si allarga le labbra della figa, mi avvisa e dopo qualche secondo una pioggia di liquido caldo m’inonda il viso, non chiudo gli occhi, non voglio perdermi questa visione e dirigendomi verso il getto che aumenta di pressione le dico che la voglio bere.....Anna non crede ai suoi occhi e mi dice che le sto regalando il momento più bello della sua vita vedendomi bere la sua pioggia dorata...un po’ riesco a deglutirla ma è talmente tanta che non riesco a starle dietro quindi ne faccio uscire una parte che m’inonda il corpo, lei poi ferma il getto e mi fa riposare, mentre avvicino la bocca alla sua figa e infilo la lingua dentro scopandola avanti ed indietro, poi esco e le chiedo altra pipì, al chè mi prende la testa tra le mani e mi dice di aprire la bocca....tempo qualche secondo me la inonda nuovamente e ancora giù a bere il possibile mentre Anna ansima e mi sussurra che le sto facendo perdere il senno e che non capisce più un cazzo, mentre parte mi si riversa addosso...sento i rigagnoli caldi che mi scorrono sulla pelle come se fossi ad una sorgente...non smetto di masturbare il mio uccello che è pieno della sua pioggia dorata....ormai nessuna parte del mio corpo è rimasta asciutta dalla sua pioggia e mentre la pressione scende, cerco di non perdere altre gocce e di deglutire quello che riesco, attaccandomi direttamente alla fonte e appena finisce di pisciarmi addosso ricomincio a leccarle la figa, stuzzicandole il clitoride per poi finire dentro e scoparla con la lingua a fondo...tempo pochi secondi e scoppia in un devastante orgasmo che la fa sussultare ad ogni spasmo facendole vibrare la pelle del ventre.....
Appena ripresa, mi fa alzare in piedi nella vasca e mi prende l’uccello in bocca, me lo spompina con una foga da maiala e mi fa venire quasi subito eccitato da tutte queste emozioni che le sculacciate ed il pissing mi hanno regalato. Deglutisce il poco sperma che ormai è rimasto non prima di avermi aperto la bocca e avermelo fatto vedere scendere in gola.....
 
Dio che donna da sesso, dio che Donna con la D maiuscola penso tra me e me....
 
Sai Anna, mentre facciamo la doccia tra le pareti trasparenti ed il sasso vivo della stanza da bagno, non ho mai provato tante emozioni come oggi, mi hai devastato sia fisicamente che mentalmente.
Sono stato veramente bene con te, mi hai messo a mio agio e mi hai portato al settimo cielo.
 
Sai, mi fa Anna, sono contenta e soddisfatta, mi hai fatto godere come una matta e il finale di poco fa, sempre che tu questa notte non mi regali altre ore di piacere, mi ha portato in paradiso. Quando ti vedevo lì sotto pronto a ricevermi, mi facevi perdere la testa, non mi facevi capire più nulla come se fossi in un’altra dimensione.......poi mi hai realizzato la fantasia numero 1, non lo dimenticherò.....
 
Ci asciughiamo poi negli enormi e spessi accappatoi e ci corichiamo a letto addormentandoci all’istante, ormai devastati e soddisfatti mentre il camino scoppietta gli ultimi fuochi.
 
Il mattino seguente, verso le 06.00 mi sveglio, faccio mente locale nel capire dove sono trovandomi con una classica erezione mattutina. Abbraccio Anna, avvicinandomi a lei e stuzzicandola si gira sorridendo....il suo sorriso parla chiaro, le metto le mani sotto la maglietta toccando tutto quello che trovo, le palpo i seni per poi scendere e sfilarle i pantaloni a metà coscia e toccarle il pube per poi masturbarla delicatamente, per poi scendere sotto il piumino, divaricarle le cosce e infilando la lingua tra le sue labbra carnose per strapparle mugolii di piacere appena sveglia....la metto poi sul fianco e da dietro la penetro poco alla volta facendo l’amore dandoci il buongiorno dolcemente..........
 
Ci alziamo poi verso le 09.00 ci sistemiamo in bagno, mentre in camera arriva la colazione su due vassoi enormi: marmellatine fatte al momento, torte, biscottini di ogni tipo, succhi di frutta e spremute fresche, ornano l’immensa tavola.
Ci abbuffiamo visto che tutto il movimento di ieri ha portato appetito, in seguito sbaciucchio Anna e l’avviso che mi ritiro nel tavolo in giardino a fare i miei lavoretti al pc per circa un’oretta, lei ricambia il bacetto e mi tiene compagnia in giardino studiando una causa che l’aspetta la mattina dopo.
Verso le 11.45 finiamo i nostri doveri, scarico il lavoro fatto via web dalla connessione in camera, ci guardiamo negli occhi e decidiamo di pranzare qui per poi ripartire nel pomeriggio. Liberiamo la suite ancora impregnata dei nostri profumi, prepariamo i trolley fuori dalla porta, facciamo una passeggiata in zona, mano nella mano per goderci gli ultimi momenti di questo paradiso immerso nella verde valle d’Ayas con i campanacci delle mucche in distanza ad echeggiare come a salutare la nostra presenza.
Facciamo poi ritorno verso il villaggio Walser per accomodarci al tavolo da pranzo e gustarci un altro giro a base di cacciagione come la sera prima, con contorno di formaggi fusi fatti proprio dietro al villaggio dal casaro che vive lì........sublimi.
Il capo è gentilissimo e ci offre una bottiglia di quel vino rosso che tanto ci era piaciuto ieri sera, senza farcela pagare nel conto finale che pago senza nulla chiedere ad Anna.
Dopo il pranzo ci corichiamo sui lettini nell’immenso giardino che sovrasta l’entrata della suite e chiacchierando dei nostri affari lavorativi, attendiamo l’ora della partenza, tanto per smaltire l’alcool dei 4 bicchieri di vino bevuti a tavola.
Verso le 16.00 il capo ci porta giù in paese col fuoristrada e salutando la combriccola, con una lacrima ripartiamo verso Parma.
 
Prima che la porti a casa, mi chiede di fermarmi al sexy shop, l’unico che c’è in città, che deve fare acquisti....ma questa è un’altra storia.
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Maldive...continua
La mattina dopo, verso le 08.30, siamo già in piedi a passeggiare sulla battigia di quest’isola ancora incontaminata, mentre il sole inizia ad alzarsi; cerchiamo di schivare le varie conchiglie che la notte ha depositato e notiamo che sta arrivando lo staff per portarci la colazione.
Sbarcano con i loro cubi ermetici pieni di ogni ben di dio (prenotato la sera prima)e c’imbandiscono la tavola in riva al mare,
mentre un airone zampetta a pochi metri da noi incuriosito per questo movimento...
Non sembra reale tutto ciò, un’isola a questi livelli di servizi non mi era mai capitata, anche se l’anno scorso ero stato in un’altra 5 stelle, questa ne dovrebbe portare 8 senza problemi.
Dopo aver mangiato frutti di ogni tipo, respirando le poche onde che s’infrangono sulla spiaggia, Michelle ed io ci raccontiamo esperienze su altre isole sempre qui alle Maldive. Nessuno dei due ha visitato la stessa isola più di una volta e nessuno dei due ha visitato l’isola in cui è stato l’altro, quindi abbiamo argomenti sui vari paragoni, ma anche lei in fondo considera questa al top dei top sino ad ora visitata.
Alle 09.30 finisce la magia dell’isola deserta, un po’ come la carrozza che torna zucca e ci trasbordano sull’isola principale. Lì ad aspettarci, il direttore, che s’informa se tutto è stato di nostro gradimento... e come dirgli di no?
Lo salutiamo, dopo avergli fatto i complimenti per l’esperienza regalataci e saluto Michelle con un tenero bacio, le dico anche di passare dalla mia spiaggia, di farlo pure senza timore, ho un lettino in più, sa che adoro la laguna, mentre lei adora la parte opposta col reef ed il suo casino di onde che scrosciano come sa che da qui non mi muovo.
 
Nella villa c’è il room-boy che sta pulendo, gli dico che mi cambio in 4 secondi e lo lascio lavorare in pace. M’incremo bene di attivatore e solari per poi spaparanzarmi sul mio adorato lettino al sole e godere delle mie adorate vacanze, si perchè il leone astrologico che c’è in me, ha bisogno di sole e caldo.
La mia laguna mi sta attendendo con le sue più svariate sfumature di turchese e la sabbia bianca che abbaglia.
Verso le 11.30 quando il sole è quasi a picco sulla mia pelle, inizio a fare foto con la mia digitale a raffica: è una canon ixus 700, un po’ datata (due anni) ma fa foto splendide che tutti poi a casa m’invidiano, anche perchè poi conta dove le fai stampare...ho un posto segreto su internet dove le invio, praticamente hanno poi gli stessi colori della foto originale, quindi un capolavoro.
Ho con me 3 memory card, una da 2 giga, una da 1 giga e una da 512 mb, direi che ne ho a sufficienza.
 
Mentre vado poi a pranzo, seguendo il sentiero interno in mezzo alle palme, mangrovie, bouganville e altri fiori bianchi profumati che utilizzano nella spa per riempire piatti ramati con acqua e le vasche ornamentali, mi fermo un secondo alla reception a prenotare un’uscita di pesca al bolentino per questa sera.
Per chi non sapesse cos’è, ti portano col dhoni in mare aperto in una secca di 40 50 metri di profondità, ti consegnano un rocchetto di filo da pesca al quale è attaccato un piombo ed un amo ovviamente, e tu srotolandolo lasci che l’esca sfiori il fondale e appena un pesce abbocca, lo tiri su a mano.
Alla sera alle 18.30 si parte, per stare fuori due ore circa e tornare quando il sole è già tramontato.
Quest’attività la trovo estremamente rilassante, di solito mi approprio della punta del dhoni così da avere le gambe penzolanti sull’oceano e godermi l’infinità che ti avvolge, mentre il sole scende sulla linea dell’orizzonte per regalarti un tramonto indimenticabile.
Mentre ho il filo in tiro e osservo l’infinito, il mio braccio prende un contraccolpo deciso e cerca di essere trascinato in basso, cazzo che pesce e come tira... faccio fatica a tenerlo, ha una forza tremenda. Il capitano arriva curioso a controllare....dai dai m’incita, mi chiede se voglio aiuto ma cerco di farcela da solo, lo lascio stancare cercando di non dargli troppo filo e dopo circa 10 minuti provo a tirarlo su, guadagno qualche metro, cerco di non tagliarmi le dita col filo così in tiro, aiutandomi con le braccia attorno alle quali avvolgo il filo guadagnato.
Spero che il filo, l’amo soprattutto, reggano al duro lavoro del recupero, mentre la bestia non molla.
Il capitano mi chiede ancora una volta se ho bisogno di una mano, mentre il pescione si nasconde sotto il dhoni, ma ormai è mio e con una tirata decisa lo porto a pelo d’acqua dalla parte dell’entrata cosicchè il capitano lo possa prendere e issare a bordo.
E’ fatta, ho le mani segnate ma ci sono riuscito, è la prima volta che ne prendo uno così grosso, chiedo poi al cap. che pesce sia e mi spara il nome in maldiviano....pace.
Qui il pesce pescato te lo cucinano alla griglia nel ristorante a buffet la sera stessa, quindi la cena è assicurata e da bravo robinson crosuoe mi godo il rientro verso l’isola, 15 minuti di navigazione, seduto sul fianco del dhoni sporgendomi, notando quello che puoi vedere poche volte nella tua vita: il mare ricchissimo di plancton che durante la giornata si carica di luce del sole per poi restituirla la sera nella scia d’acqua agitata che lascia il dhoni navigando, praticamente un turbinio di acqua fosforescente al buio, una meraviglia della natura. Mentre osservo la scia fosforescente che lasciamo durante la navigazione mi emoziono, come quando atterro e approdo qui. Mi sento un puntino fortunato in mezzo all'oceano indiano.
La brezza che accarezza il viso, asciuga velocemente le lacrime di gioia, facendole scivolare lungo le guance per poi disperderle nell’oceano indiano.
Approdati all’isola, sbarchiamo, io e un paio di americani che hanno pescato bene e anche loro avranno la cena assicurata, sorrido.
La luce arancione del pontile, illumina il nostro passaggio, mi fermo nel bagno della reception, per darmi una rinfrescata, visto che le mie mani sanno di pesce e vado a godere a cena del mio pescione fresco fresco con una bella bottiglia di vino bianco africano in riva al mare, sfiorato da una lieve brezza che solletica la fiamma del lume sul tavolo.
Mi reco poi a prendere un dolce al buffet, scegliendolo tra i tanti a disposizione, ovviamente al cioccolato, prendo anche tre badilate di gelato fresco e me ne ritorno al tavolo.
 
Finita poi la cena, sazio, mi vado a fare un giro alla boutique dell’isola, sono curioso di vederla, ne parlano tutti molto bene qui. Seguo i cartelli disseminati lungo i sentieri, arrivando poi a destinazione aiutato dalla luce segnapasso dei lampioncini lungo il percorso. Dentro oggetti molto ricercati, curato soprattutto l’accessorio femminile e sulle varie mensoline troneggiano infradito con brillantini, pochettine di ogni tipo e sbrillantinio, vestiti, camicie, maglie con i colori più sgargianti e paillettes qua e là. Anche candele in stile maldiviano con sabbia e conchigliette che acquisto al volo da portare a casa per fare un paio di regali ad amici.
Prendo anche una bellissima rubrica fatta in paglia a mano con in copertina sabbia incollata e conchiglie pure lei, questa la voglio regalare alla mia profumiera di fiducia.
Prendo poi anche le cartoline con i francobolli, notando che l’addetto della boutique stava impacchettando un regalo di un altro ospite.
Mmmm, me li faccio impacchettare a regalo anch’io, sperando che nel viaggio di ritorno non si danneggino troppo.
Intanto che ci sono, prendo in mano la pochettina tutta tempestata di brillantini, sarà lunga 15 cm a forma di cilindro, Michelle me ne aveva parlato e avevo capito che averla tra le mani, l’avrebbe fatta felice. Diciamo che non è regalata visto che costa 345 $ Usa, consolandomi col cambio in euro che poi ci guadagno, ma Michelle è una donna speciale, merita questo ed altro.
Penso che ritornerò qui, ho altri regali in mente, ma visto che per impacchettare un regalo ci mette 10-15 minuti (si sa, qui il ritmo è così) firmo il check e faccio accreditare tutto sulla stanza.
Mentre me ne ritorno in camera prenoto una seduta di stretching mattutino con una famosa insegnante thailandese, notizia carpita dal notiziario quotidiano dell’isola che ti stampano e diffondono in camera appoggiato sul letto.
Mi fermo in camera ad appoggiare i regali e lo shopping, quindi faccio un salto sulla punta dell’isola al club notturno, dove gira musica fino a tardi. C’è già molta gente, sono quasi le 23.30, tra la quale intravedo Melissa.. Sempre più abbronzata e sempre più con abiti succinti. Porta un’abitino intero a minigonna nero con striature bianche, che con il neon del club diventano fosforescenti.
I nostri sguardi s’incrociano di nuovo e mi avvicino al suo tavolo, notando che è in compagnia di una ragazza che magari, penso io, è la sua compagna di stanza. L’amica porta dei pinocchietti rosa fucsia, infradito ed una canotta nera con paillettes a formare un disegno di ciliege, e da quello che vedo sembra anche carina.
Melissa, realizzato che sono io, mi corre incontro e mi salta in braccio di peso avvinghiando le gambe intorno alla mia vita, dandomi un bacio caldo e sensuale fatto di labbra bagnate e felicità per essere di nuovo vicini.
Senza perdere tempo, Melissa prende la mia mano contemporaneamente a quella della sua amica di tavolo e ci trascina fuori dal casino, catapultandoci nel silenzio della spiaggia e delle stelle che c’illuminano. Mi chiede se mi va di andare da lei, presentandomi Claudia, la sua amica, tenendomi la mano e portandosela al seno con sguardo felino e direi alquanto porco.
Melissa è così, non mi stupisco nemmeno più, so che è diretta e non le piacciono i giri di parole, lei passa subito ai fatti e da quanto mi pare di capire, comanda a bacchetta Claudia.
Le abbraccio tutte e due mettendomi tra loro, dirigendoci verso la loro villa. Dopo lungo camminare, visto che la loro villa è dalla parte opposta, Melissa, strisciando la smart-card, mi palpa il sedere e ci trascina dentro, mi fa accomodare sulla loro poltroncina di fronte al letto chiedendomi di attendere mentre si cambiano di là in bagno.
Le lascio fare, anche perchè non ho scelta e me ne sto buono buono sulla seggiola.
Dopo circa 5 minuti Melissa e Claudia si presentano in maniera estremamente sexy:
Claudia con una culotte di seta rosa ed una canotta di seta sempre dello stesso colore che Melissa mi  presenta facendole fare un giro su se stessa davanti ai miei occhi intimandomi di non muovermi e di non toccarla.
Claudia è estremamente passiva, esegue gli ordini di Melissa e parla pochissimo, quasi fosse timida, ma tutto quello che fa, lo fa senza battere ciglio. E’ anche molto carina, ha i capelli alle spalle leggermente mossi color castano con colpi di luci, mi accorgo anche che ha degli occhi azzurri da lasciare senza fiato.
Melissa invece ha una guepierre nera con calze a rete autoreggenti e perizoma dello stesso colore, trasparente, porta sempre i suoi braccialettini di pietre colorate che tintinnano mentre si passa le mani nei capelli
Cazzo, e ora che succederà? Mi chiedo...
Melissa mi dice di rimanere dove sono che ora mi regaleranno uno spettacolino:
la prende per la vita cingendosela a lei per baciarle il collo, risalire ai lobi per poi prenderle il viso tra le mani e sprofondare la sua lingua dentro le sue labbra. Vedere questo bacio saffico così da vicino mi procura un’erezione immediata e sinceramente non capisco più nulla.
Nella vita mi è capitata poche volte una situazione del genere e devo dire che fa il suo effetto.
Mi perdo nel loro spettacolino, si avvicinano a me e si strusciano contro la spalla facendomi sentire il sedere di Claudia bello sodo nascosto dalla coulotte. Approfitto e le appoggio una mano sulla chiappa, mi guarda per poi dire qualcosa sottovoce a Melissa....incuriosito, attendo e Claudia, dopo aver ricevuto il permesso di Melissa si stacca e mi si avvicina, mi sale sulle cosce a cavalcioni e da dietro il cuscino della poltroncina, estrae una striscia di tessuto nero che utilizza per bendarmi, mentre le mie mani approfittano della sua vicinanza per toccarle il sedere ed i fianchi.
La benda non è del tutto nera, ma abbastanza trasparente, permettendomi di vedere le loro sagome muoversi nella stanza vicino al mio corpo.
Mi fanno alzare in piedi e iniziano a danzarmi intorno, mi sento circondato, vedendo queste due ragazze seminude passarmi davanti a vicenda. Sono eccitato, sono incuriosito ed emozionato per la strana esperienza che sto vivendo...
Siamo sempre in piedi, mi mettono poi in mezzo, Claudia dietro e Melissa davanti: sento Claudia toccarmi il sedere palpandolo, come sento il suo profumo fiorito penetrarmi nei polmoni, mentre le mani di Melissa si appoggiano delicatamente sul pacco duro massaggiandolo. M’inziano poi a sbottonare i pantaloni neri elasticizzati per lasciarli poi cadere a terra, rimanendo in boxer. Claudia da dietro infila dentro una mano prendendomi l’asta dura per masturbarla qualche secondo e lasciarla poco dopo...tortura..
Melissa invece m’inizia a sbottonare la camicia per poi sfilarmela e appoggiare il suo corpo al mio, sentendo il suo seno e i suoi capezzoli induriti spingere contro di me.
Mi prende le mani e me le appoggia sopra le sue tette intimandomi di palpargliele, comando che eseguo stando al gioco, visto che sono in minoranza....
Claudia ricomincia a masturbarmi tenendomi ben stretto l’uccello in mano per poi smettere dopo qualche secondo, bastarda, mentre vedo Melissa inginocchiarsi per poi sentire le sue labbra avvolgere la cappella rossa pulsante di piacere. Dieci secondi nella sua bocca, mentre Claudia mi abbassa del tutto i boxer a terra e mi palpa le chiappe, dicendomi nell’orecchio che ho un bel culo.
Sono le sue prime parole che sento.....
Attimi d’intenso godimento al quale mi abbandono senza pensare a nulla ma solamente a godermeli appieno..ho la fortuna di essere capitato tra le loro grinfie e sicuramente non ne fuggirò.
Sento sempre Claudia mordicchiarmi le chiappe per ritrovarmi la sua lingua all’entrata dell’ano, al chè inarco la schiena per facilitarle l’entrata e lei puntuale e stronza, interrompe l’azione.
Non dico nulla, non voglio dare soddisfazioni a queste due pazze che si stanno divertendo con me, voglio lasciarle fare, mi sto divertendo come non mai e più i tempi saranno lunghi, più ne godrò appieno.
Mi tolgono ora la benda e mi fanno coricare sul letto, con l’asta dura in bella vista, mi rendo anche conto che nel frattempo si sono completamente denudate e per me è una sorpresa visto che prima della benda erano in lingerie; ora le posso vedere mettendole a fuoco e rendendomi conto di come siano belle mentre sopra di me giocano con le loro lingue in bocca.
Claudia è sopra il mio torace rivolta verso i miei piedi, le vedo benissimo il culo e le labbra della figa quando s’inarca per andare verso Melissa che si trova sopra le mie ginocchia e sfiora l’asta per succhiare la lingua di Claudia.
Mi stanno stuzzicando a puntino e non resistendo prendo per i fianchi Claudia da dietro per poi far scivolare le mani lungo le cosce fin dove arrivo per poi risalire lungo l’interno senza riuscire ad arrivare all’inguine....mi lascia fare ondeggiando e mettendomi il culo davanti al viso, movimento ordinato da Melissa.
Mi dice di leccarle le chiappe, indicandomi poi dove devo leccare Claudia.... mi chiede meglio di lei chi la conosca e di ubbidire e rispettare i comandi che mi darà.
Inizio allora a leccarle le chiappe, mordicchiandole leggermente, la sento rantolare, per poi eseguire l’ordine di Melissa e ritrovarmi la sua figa bagnata in faccia. Melissa mi ordina di scoparla con la lingua, dentro e fuori, dentro e fuori, tenendomi in mano l’asta sempre più dura senza masturbarla, un delirio resistere in queste condizioni.
Da bastarda che è, Melissa, mentre ho le chiappe in faccia di Claudia, mi racconta cosa le sta facendo: le sta palpando le tette, ma me lo dice sottovoce in tono caldo, facendomi perdere il lume della ragione, per poi raccontarmi che le ha preso in bocca il capezzolo destro, infatti ho sentito Claudia sussultare per questo. Continuo a scoparla con la lingua, dentro e fuori, dentro e fuori, mentre Melissa si congratula con me dicendomi che la sto facendo venire e di continuare senza smettere.
Melissa nel frattempo sento che si dedica al mio uccello duro, prendendo la cappella in bocca, regalandomi un godimento di cui avevo bisogno, dopo aver tanto atteso. Gioca con la cappella, la ingoia e la succhia dolcemente, sento le sue labbra bollenti avvolgerla e la punta della lingua spingere nel buchino, sempre tenendomi l’asta in mano senza muoverla, per poi uscire dopo una decina di secondi, bastarda come sempre.
Mi chiede se ho voglia che mi scopi, se la desidero, ma non posso risponderle in quanto Claudia è praticamente seduta sopra di me a farsi scopare la figa dalla mia lingua, cosa che continuo a fare con gusto, visto che gli umori che scendono mi piacciono da morire e li ingoio avidamente, ma quello che mi fa godere di più è sentire il corpo di Claudia sopra il mio viso, sopra di me, sentirla rantolare dal piacere che le procuro e attendendo il suo orgasmo.
Senza dirmi nulla, sento Melissa che si adagia sopra di me, come sento la sua figa calda che fa scomparire la mia cappella al suo interno, un altro delirio, per poi pian piano lasciarselo scivolare tutto dentro. D’istinto mi viene da inarcarmi verso l’alto per scoparla in profondità, cosa che mi lascia fare iniziandomi a scopare a ritmo lento. La sua figa fradicia,  scivola sul mio cazzo duro, lentamente, sembra quasi una danza. Parla poi con Claudia dicendole che le piacerà, che è grosso come piace a lei, che la riempirà per bene...Queste parole mi fanno iniziare a viaggiare, effettivamente non vedo l’ora di scopare Claudia, penso di meritarlo dopo averle leccato la figa per così tanto tempo.
Mentre sto facendo i miei viaggi, sento Claudia urlare a Melissa che sta per venire, aumentando la danza del suo bacino sopra la mia testa, togliendomi il respiro, mentre mi conficca le sue unghie nei fianchi, abbassandosi verso Melissa. Durante gli spasmi dell’orgasmo continuo a scoparla con la lingua cercando di non uscire vista che si agita in maniera violenta, per poi leccarle dolcemente le labbra non appena ha finito e si è calmata..le piace, mi lascia fare, per poi accasciarsi al mio fianco e permettermi di vedere Melissa sopra di me che mi continua a scopare lentamente.
Vedo poi Claudia mettersi dietro Melissa e da dietro abbracciarle il seno prosperoso, palpandoglielo in senso circolare per poi finire a spremere delicatamente i capezzoli e notare come Melissa si abbandona mentre ha il mio uccello dentro. La vedo estasiata dal tocco di Claudia, le piace farsi scopare mentre si fa palpare le tette.
Questa scena che si propone davanti ai miei occhi, mi porta in estasi e questa danza lenta di Melissa è una lunga tortura studiata a puntino. Dopo altre palpate, Claudia le si mette di fianco e si lasciano andare ad un altro lungo bacio....le vedo di profilo, vedo le loro lingue attorcigliarsi, le loro labbra unirsi e staccarsi con i filamenti di saliva a coronare il tutto.
Ad un certo punto Melissa chiede il cambio a Claudia, e vai dico tra me e me, dicendole di scoparmi al ritmo che preferisce. Melissa scende e si avvicina verso di me col bacino fino ad arrivarmi alla bocca e ordinarmi di leccarla come so fare io che la faccio godere, non prima di avermi lasciato guardare Claudia infilarsi il mio cazzo dentro poco alla volta e sentirla parlare con Melissa dicendole che aveva ragione.
“Inizia a leccarmi, forza, vedrai che ti piacerà come scopa Claudia” mi ordina Melissa e non mi rimane da fare altro che assecondarla...cosa chiedere di più?
Claudia ha davvero un bel ritmo ed è un piacere farsi scopare da lei, lo fa entrare ed uscire per tutta la sua lunghezza ad un ritmo che non è ne troppo lento, ne troppo veloce, mi piace e mi fa godere mentre assaporo il succo di Melissa. Anche con lei adotto lo stesso metodo che utilizzavo con Claudia, la scopo dentro e fuori con la lingua, le piace così tanto che è lei a chiedermelo.
Siamo tutti e tre al settimo cielo, Claudia che ansima ogni volta che si abbassa e si riempie, Melissa che sta per venirmi in bocca ed io tra due fuochi incandescenti.
La prima a venire è proprio Melissa, la prendo per i fianchi e la tiro ancor più verso il mio viso per affondare i colpi di lingua e regalarle un orgasmo da ricordare, mentre lei mi prende i capelli e li  tira verso di lei. Sento i suoi spasmi in profondità e la vedo accasciarsi distrutta chiedendo “Time” per riprendersi, mentre rimaniamo io e Claudia in un turbinio di godimento.
Mi dice che vuole cambiare posizione e la prenda a pecorina, così che si possa divertire a leccare e baciare Melissa che si prepara a gambe aperte di fronte al suo viso. Questo è troppo, vederla leccare la figa di Melissa mi fa andar via di testa, vedere la sua espressione mentre Claudia la lecca, è indescrivibile. La tengo per i fianchi e affondo in tutta la sua lunghezza il mio arnese duro e provato, mentre dopo qualche minuto di leccata, Melissa scivola sotto il corpo di Claudia e mi chiede di scoparla.
Cristo Santo, non me lo faccio chiedere due volte e uscendo da Claudia, apro le gambe di Melissa per scoparla mentre Claudia la bacia con la lingua abbracciandola. Affondo diversi colpi, per poi di mia iniziativa uscire e rientrare da Claudia che non se l’aspettava e contenta dello scambio la sento ansimare chiedendomi di scoparla così che le piace. Eseguo poi questo scambio di fighe diverse volte e ad ogni penetrata è un godimento per me e per ognuna di loro. Melissa da sotto, quando rimane a bocca asciutta di cazzo, mi tocca le palle per poi punzecchiarmi l’ano con la punta dell’indice. La lascio fare e le dico che mi può fare quello che vuole a questo punto.
Melissa allora infila un dito dentro la figa di Claudia mentre la scopo e bagnata del suo umore inizia a titillarmi il buchetto, facendo entrare la prima falangetta e giocare così con le mie prime pareti anali.
Questa è la goccia che fa traboccare non il vaso ma il mio uccello, avviso Claudia che sono vicino a venire e Melissa, odendo ciò, mi chiede di aspettare che lei da sotto si vuol divertire col mio buchetto e le mie palle che massaggia mentre m’incula.
Claudia chiede a Melissa se può venire, Melissa le dà via libera, abbandonandosi ad un altro orgasmo sul mio uccello per poi uscire e lasciarmi con Melissa che ricomincio a scopare con foga, mentre mi tiene le chiappe con le mani e mi dirige i colpi nella sua figa fradicia.
Esplodo poi, finalmente, in uno di quegli orgasmi che mi ricorderò per tutta la vita e inondo di sperma la figa calda di Melissa, sperma che Claudia raccoglie con un dito da un rigagnolo che fuoriesce, portandoselo alla bocca assaporandolo. Sorride, le piace, ne prende ancora dentro la figa di Melissa e ripete il gesto.....non ho più parole per descrivere l’esperienza vissuta.
Melissa però vuole venire e prende per i capelli Claudia dirigendola verso la sua figa per farsela leccare: è a gambe aperte, con Claudia impegnata a leccarla, mi metto al loro fianco per godermi lo spettacolo e vedere la lingua di Claudia uscire per poi rituffarsi tra le sua labbra vaginali, tutto questo ad un ritmo ben scandito, molto simile al mio di prima.
Approfitto e per non rimanere a mani libere, le uso per palpare le tette di Melissa, gesto che apprezza notevolmente, per poi prendere in bocca i capezzoli per mordicchiarli e notare i tremiti che il suo corpo inizia ad esternare. Melissa chiede ad entrambi di continuare cosi che la stiamo facendo godere come una puttana e che non vuole venire subito perchè le piace troppo. L’accontentiamo e le regaliamo minuti indimenticabili di godimento, fino a che non esplode in un orgasmo che poi ci confiderà, indimenticabile.
Mentre Melissa è devastata sul letto dal piacere e dai tremiti ancora presenti nel suo corpo, io e Claudia ci guardiamo e ci abbandoniamo ad un lungo bacio, io sopra di lei e lei sotto di me. Tutto questo leccare, succhiare e mordicchiare Melissa ci ha riacceso il desiderio e vista l’erezione con cui mi ritrovo nuovamente ne approfitto per affondarla nel suo corpo. Melissa ci lascia fare, sorride dicendo che non siamo mai sazi, ma ci incita a fare l’amore come desideriamo mentre lei si riprende. Mentre affondo i colpi dentro la figa di Claudia, Melissa, ravvivata, le succhia i capezzoli, invertendo così la situazione precedente. La tengo per le caviglie, aprendole le gambe per avere più spazio per affondare per poi portarmi le sue ginocchia sulle mie spalle e darle i colpi di grazia in profondità mentre Melissa è sempre impegnata a tormentare i suoi capezzoli.
Agitata, Melissa si siede sopra la bocca di Claudia per farsi leccare la figa in maniera delicata, come le chiede di fare, mentre i nostri visi s’incontrano mentre sto scopando Claudia, rallento e ne approfitto per mettere la lingua in bocca a Melissa che si offre a me. Giochiamo, mentre da sotto Claudia mi chiede perchè ho rallentato e Melissa le dice di tacere e leccarla senza smettere, schiacciando il bacino su di lei non permettendole di parlare ma solamente di leccare.
Nel baciare Melissa, sapendo che una donna le sta leccando la figa, provo un godimento esagerato che si protrae sul mio uccello che sta scopando Claudia.
La sento agitata, mi prende per i fianchi ed esplode in un altro orgasmo senza dire nulla e uscendole mi corico sul letto, prendo la testa di Melissa per i capelli e la dirigo verso il mio uccello duro e voglioso per farglielo succhiare. S’impegna e utilizzando un ritmo molto veloce, con una mano mi palpa le palle, l’altra la usa per masturbarmi l’asta per poi dopo pochi minuti farmi esplodere in un secondo orgasmo tutto nella sua bocca, deglutendo ed ingoiando i miei flutti caldi.
 
Siamo tutti e tre senza forze, ci guardiamo, ci baciamo, ci abbracciamo ed ognuno ha in bocca il sapore di uno dei tre e devo dire che questa esperienza mi ha lasciato segnato per diversi giorni.
Ho ancora in mente gli occhi azzurri di Claudia, la sua lingerie, Melissa che le dà gli ordini, le due che si leccano la figa e si baciano, ho i loro culi stampati in fronte che non dimenticherò mai, ho i sapori, umori ben distinti ancora in bocca sia di Claudia che di Melissa, estremamente diversi ma alquanto buoni e indimenticabili.
Ho tutto qui nel cuore e non li lascerò mai scappare via.
 
Quella notte poi torno nella mia villa, saranno state le tre di notte, nel silenzio più assoluto striscio la smart-card e mi tuffo a letto a dormire.
 
La mattina dopo sveglia di buon’ora e via al pontile sul reef a fare stretching. Sta albeggiando, il sole che si alza nascosto da qualche nuvola a forma di pecorella, con varie striature di arancione misto al rosa, troneggia all’orizzonte.
La brezza mattutina che da questa parte dell’isola è notevole, mi dona un piacevole risveglio, mentre i muscoli si stanno allungando, comandati dagli esercizi precisi di Jaeyaena, nome impronunciabile, mi godo questa ora, comodamente seduto sul materassino in gommapiuma, come mi godo il panorama che quest’orario mi regala. Indimenticabile...
 
Mentre vado poi a fare colazione, tutto bello allungato e rigenerato, noto che il tizio della boutique ha rifatto la vetrina ed ha esposto degli stupendi infradito con brillantini che sicuramente piaceranno alla povera Patty rimasta a casa. E’ ancora chiusa, ritornerò poi dopo le 11,00, tanto fa orario continuato fino alle 23.00.
Vado poi a godermi la colazione in riva al mare dalla parte della laguna, mi faccio fare una bella crepes, la riempio di nutella, mi prendo il centrifugato di frutta mista, lo yogurt fresco ai mirtilli e mi godo la postazione in riva al mare, pensando alla notte precedente...........
 
Mi alzo poi a fine colazione, la giornata è tersa, non c’è una nuvola, il cielo è azzurro profondo, il mare è calmo, decido pertanto di fare un’uscita e farmi portare a fare snorkelling in qualche secca o meglio chiamate tille. Trovo, per fortuna, un ultimo posto dei 6 a disposizione.
In camera prendo con me pinne e boccaglio, mi riempio di creme, inserisco la digitale nella custodia subacquea, pantaloncini corti e via sul pontile con partenza verso le 10.30.
Una mezz’ora di navigazione, in compagnia di un branco di delfini giocherelloni a prua, ci conduce sul bordo di una tilla a forma arrotondata tipo frittata e mentre il dhoni rimane a debita distanza dai coralli esterni, calzate pinne e maschera, lancio in acqua la custodia galleggiante, non prima che la nostra guida sia andata a controllare che la corrente non sia troppo forte. Dopo il pollice all’insù della guida, mi tuffo in acqua dal dhoni e il panorama cambia improvvisamente: una distesa di coralli dai colori più sgargianti, rosso, rosa, lilla e blu a riparare la secca interna, con pesci di ogni genere e colori, che ti nuotano vicino incuriositi e per nulla infastiditi, a parte qualche murena spaventata. Tanti Nemo (pesci pagliaccio) dentro al loro anemone colorato, vari pesci chirugo blu, pesci angelo, pesci balestra e miriadi di altri tipi mi passano vicini a pochi cm, mentre la guida trova il punto o meglio la pass per entrare nella secca dove inizio a fare foto con la digitale di questo paradiso: sfumature blu, turchesi e azzurre contorneranno i miei scatti che porterò a casa.
Qui nella secca ti puoi quasi sedere sulla sabbia sommersa in certi punti, da come è bassa l’acqua.
Riprendiamo poi la via sul perimetro della tilla per incrociare un paio di tartarughe ed un piccolo pescecane....brrrr un brivido mi percorre la schiena, la guida ci fa segno d’ignorarlo e infatti poi se ne va via per la sua strada. Siamo tutti incantati dallo spettacolo offerto ed è un tutto guarda lì, guarda là, guarda quello, guarda che bello, indicando con l’indice, mentre le nostre pinne ci danno la spinta per nuotare intorno alla tilla.
E’ ormai ora di risalire, anche se rimarrei qui una vita ad osservare questo enorme acquario naturale, mi tolgo le pinne per risalire dalla scaletta, ci aspetta l’asciugamano per asciugarci, mi siedo a prua per godermi il viaggio di ritorno in prima fila al sole cocente di mezzogiorno. Ho un appetito da grande e non vedo l’ora di gustarmi le leccornie degli chef seduto comodamente a bordo piscina.
Mentre rientriamo, il sole a picco ci regala un film mozzafiato della laguna dell’isola, sfumature turchesi che deviano nel blu dei punti più profondi per poi tornare turchesi giungendo a riva, ne approfitto quindi per fare scatti a ripetizione, poi sceglierò i migliori.
L’acqua è di una trasparenza disarmante, riesci perfino a notare i particolari dei pesci sott’acqua. Attracchiamo, mi reco con calma in villa, rubo la saponetta al frangipani che anche oggi il room-boy mi ha rimesso al suo posto, mi faccio una doccia veloce per togliermi il sale ed il plancton dalle orecchie per poi vestirmi leggero, fare un salto in boutique per prendere gl’infradito prima che qualcun’altro abbia la stessa idea, chiedergli di farmi il pacchetto regalo e che sarei poi passato più tardi a ritirarlo. Lui sorride, quindi vuol dire di fidarmi di lui.
Il vice-capo-camerieri mi ha tenuto il mio tavolino preferito in riva alla piscina, è un asiatico, di poche parole ma di fatti sempre concreti che si ricorda sempre del mio cognome chiamandomi “Mr. X”, facendomi accomodare, portandomi la salviettina gelata inzuppata di lime, l’olio da intingere nel pane fresco di giornata e ovviamente il menu, mi godo un altro pranzo da Re.
Mi viene un attimo di malinconia a pensare che a casa non sarà più così, qui tutti sempre attenti ai tuoi bisogni di dedicano mille attenzioni...vabhè pace, cerco di farmi durare questa vacanza il più a lungo possibile, mentre mi consolo guardando la mia abbronzatura che migliora di giorno in giorno ed lo stress della vita di casa che abbandona il mio corpo.
A fine pranzo faccio un salto alla spa per prenotare altri massaggi, vaffanculo l’avarizia, qui sono eccezionali e farne uno ogni due giorni mi sembra poco. Ne prenoto di ogni tipo e forma senza pietà, voglio tornare rigenerato e godermi questi 15 giorni al top dei top.
A fine vacanza so già che la mia carta di credito s’irriterà quando verrà strisciata per il check-out, ma chissenefrega!!
Passo poi a ritirare il gift, pensando già a come sarà contenta Patty mentre lo spacchetterà, torno in villa e mi rilasso una mezz’ora in veranda abbandonandomi alla lettura e guardando gli scatti del mattino in tilla. No comment, colori della madonna inzuppano le foto che ho scattato, saranno un successo non appena stampate, lo so già.
Verso le 16.00 m’incremo a puntino e mi faccio una passeggiata in riva al mare verso la punta dell’isola. Mi dirigo verso gli sport acquatici per affittare una tavola da windsurf con relativa vela. Il vento qui è sempre teso e ideale per correre sulle onde. M’infilo il giubbotto, l’addetto mi porta la tavola in acqua, controlla le corde che tendono la vela e mi saluta. Visto che non c’è nessuno in acqua e la corsia delimitata dalle boe è libera, faccio lo sborrone con un beach-starting (partenza da riva) che mi riesce abbastanza bene per poi chiudere la vela e sfruttare tutto il vento a disposizione che mi porta nel centro di questa laguna mozzafiato.
Il rumore degli atterraggi in acqua, onda dopo onda, è forte, non mollo, mi butto sempre più giù per contrastare la forza del vento che aumenta, mi aggancio al boma così da non stancare troppo le braccia, striscio il pelo dell’acqua con le mani, sono vicinissimo, più di così non posso e mi godo la laguna sfrecciare sotto i miei occhi. Mi accorgo che sta per atterrare un idrovolante, quindi riapro la vela per rallentare e lasciarlo passare. Oggi sono atterrati e ripartiti parecchi idrovolanti, dev’essere un giorno di ricambi di ospiti. Non voglio pensare a quando sarà il mio turno valà.
Eseguo una strambata e me ne ritorno a tutta birra verso l’isola sfrecciando sempre su questa laguna fantastica. La tavola leggera ed instabile è perfetta per correre sull’acqua. Rallento per godermi la trasparenza dell’acqua per poi approdare a riva e riconsegnare l’windsurf.
Mi faccio poi una nuotata qui sulla punta nel bel mezzo delle acque trasparenti e bollenti, per sciogliere i muscoli tesi e me ne ritorno poi davanti alla villa a prendere il sole sul mio lettino.
Intanto penso, penso e ripenso.... ne sto per fare una delle mie.
 
Alla sera mentre vado a farmi il massaggio alla spa mi fermo alla reception e......
 
Lascio poi sotto la porta di Michelle-PelleDiSeta un biglietto con scritto:
“Ciao Donna Fantastica,
ho da proporti un’escursione che gradirei fare in tua compagnia, si tratta dell’
“Exploring the Islands”.... ti va di passare una giornata diversa dal solito?
Ho fermato l’opzione, non ti rimane che confermarla se accetti.
Un bacio, ho voglia di stare con te, ovviamente porta il libro”.
 
Si tratta di un’escursione abbastanza particolare, si naviga con un motoscafo, si approda su 3 isole private, completamente deserte, qui nell’atollo di Lhaviyani, dove avremo un maggiordomo personale a nostra completa disposizione che ci servirà i piatti dello chef cucinati su una delle tre isole.
Champagne compreso, per una giornata romantica e completamente isolati dal resto del mondo.
PelleDiSeta è la persona giusta che può accompagnarmi.
 
Mentre sto cenando al ristorante a buffet, questa sera è a tema giapponese, noto affiancarmi una sagoma alta, mi giro e con mia enorme sorpresa mi rendo conto che è PelleDiSeta, mi guarda, mi strizza l’occhio e se ne va via nell’oscurità.
Interpreto questo gesto come “Ok accetto e salpo con te”
Finita la cena, non vedo l’ora di tornare in villa per vedere se ha lasciato un biglietto, ed infatti così è.
 
Entro, mi seggo in veranda al fresco (28°) e mi leggo il bigliettino di PelleDiSeta:
 
“Carissimo, aspettavo tue notizie ed ora le ho avute, anch’io ho voglia di passare il mio tempo con te. Sei ossigeno per i miei polmoni.
Ho confermato l’opzione, domani si salpa insieme.
Buonanotte
Michelle”
 
Annuso il bigliettino, contento come una pasqua, rimango in veranda in compagnia di qualche geco canticchiante, leggendo il mio libro nel silenzio più assoluto.
Verso le 22.00 vado a letto, devo recuperare un po’ di sonno arretrato visto che la giornata odierna è stata impegnativa.
 
Il giorno dopo finalmente si presenta nel suo splendore, per fortuna c’è bel tempo, le previsioni sul giornalino del giorno precedente erano azzeccate, il cielo è di un blu profondo, non c’è foschia e ci sono i soliti 35°.
L’orario di ritrovo è per le 09.00 alla reception, già con colazione fatta.
PelleDiSeta è puntualissima, ci salutiamo con un tenero bacio e ci fanno poi salire a bordo del motoscafo. Con noi il capitano, lo chef e il maggiordomo.
Rombante, il motoscafo bello grande e possente, un 12 mt circa, ha due motori, a bordo due cabine con una toilette, inizia la procedura di partenza.
Ha un accelerazione vigorosa che ci schiaccia ai seggiolini e ci fa sentire quanto bello sia il vento nei capelli. PelleDiSeta è sempre stupenda e mi ci perdo ad osservarla con il viso appoggiato sul gomito. Se ne accorge che la sto osservando e mi regala un lungo bacio mentre saltiamo sulle onde felici.
Il capitano ci avvisa, ad un tratto, di aver avvistato un branco di delfini, saranno 7 o 8, rallenta cosicchè li possiamo guardare mentre nuotano liberi e felici saltando fuori dall’acqua uno dopo l’altro. Che spettacolo ragazzi.
Durante il viaggio, a nostra disposizione c’è una bottiglia di champagne che il maggiordomo stappa e ci porge i relativi flutes. Facciamo quindi un cin cin in mezzo all’oceano che fa molto titolo di un film.
Dopo circa 45 minuti di navigazione a palla sul tranquillo oceano indiano , il capitano ci avvisa che c’è terra in vista; sarà che mi è piaciuto il film “Cast-Away” ma approdare su di un’isola deserta mi fa sempre uno strano effetto. A rallentatore con i motori al minimo, il capitano appoggia la chiglia del motoscafo sulla battigia e con un salto approdiamo su quest’isola deserta, piccolissima, con al centro un ciuffetto di palme e tantissima sabbia bianca a disposizione per prendere il sole, correre e pocciare i piedi nell’acqua. Essendo così piccola, ha di conseguenza a disposizione anche pochissima laguna. Una decina di passi in acqua a livello del ginocchio e poi giù diretti nel profondo blu. Sembra un po’ quell’isoletta nelle barzellette della settimana enigmistica, dove ci sono una palma e due naufraghi a sparare battute. Facciamo due passi, tanto per colonizzarla. In 5 minuti facciamo il giro della parte più esterna per poi farci un bel bagno nell’acqua cristallina ed incontaminata, insieme a tanti pesci colorati. A riva passano diverse mante, fotografiamo anche quelle, sembriamo i turisti giapponesi che fotografano di tutto, ma questi posti ancora così vergini ed incontaminati, almeno parlo per me, li vedrò poche volte nell’arco della vita, quindi oltre ad averli nel cuore preferisco averli anche su supporto digitale.
Il caldo qui è torrido, anche se siamo in aperto oceano, ed il maggiordomo (Battista) pronto e servizievole ci fa trovare un piatto di frutta fresca con lo champagne e centrifugati di frutta. Mangiamo e beviamo quasi tutto, quest’aria ci ha messo un appetito....
Ci rimettiamo poi in navigazione verso la prossima isola che il capitano ci spiega, sarà molto più grande. Navighiamo a velocità moderata 20 minuti circa su acque decisamente basse e qui la natura ha compiuto il massimo: 9-10 metri di profondità di acqua azzurra-verde-turchese, coralli colorati, pesci di ogni genere a fare da cornice. L’orario poi aiuta, col sole quasi a picco regalando il contrasto migliore. Scatto foto a raffica, ne faccio anche a Michelle, mentre ci viene offerto un altro flute di champagne in questa secca così romantica.
Sono circa le 11.00 ed il capitano coraggioso ci avvisa che mancano circa 5 minuti all’approdo, infatti in distanza vediamo la nostra seconda isola da colonizzare.
Con una navigazione tortuosa per evitare i coralli, segue una pass per arrivare ad ormeggiare il motoscafo direttamente a riva, scendiamo con il solito salto.
Il capitano ci spiega che su quest’isola pranzeremo tra un’ora e mezza circa, sulla punta dell’isola all’ombra delle palme e di fronte alla laguna turchese, mentre il maggiordomo ci fa sapere che rimane sempre a nostra disposizione in caso di bisogno di qualsiasi cosa.
Ci guardiamo io e Michelle, abbiamo bisogno di rimanere un po’ da soli dopo tutto questo viaggio e cercare di non sprecare neanche un minuto di questo paradiso.
Ci prendiamo per mano, per poi abbracciarci e camminare romanticamente lungo la riva per fare il giro dell’isola. Impieghiamo circa 40 minuti per farlo tutto, per poi dare un’occhiata dentro all’isola anche se non si riesce ad entrare dalla fitta vegetazione. A disposizione abbiamo diversi anfratti tutti ombreggiati da palme e contornati da mangrovie. Ne scegliamo uno che ci possa regalare un po’ d’intimità, appoggio lo zaino sulla sabbia e tiro fuori i nostri salviettoni, li stendo, dò un’occhiata ai nostri marinai per vedere che stiano buoni buoni là dove sono e ci sediamo.
L’unico rumore che si sente è quello delle onde che s’infrangono sulla battigia ed il vento che è ben teso che allevia i 35° torridi.
Trovare parole per quello che si sta osservando e vivendo è veramente difficile e sapere di esserci solamente noi qui su quest’isola lontana da ogni rotta sia marittima che aerea mi emoziona parecchio, anche Michelle è estasiata per tutto ciò e non trova parole neppure lei, quindi sblocco la situazione ed estraggo dallo zaino il gift per lei......
“No, ma non dovevi, che carino che sei stato....” le sue parole
Non dico nulla e la lascio spacchettare, strato dopo strato ( e quanta carta ha usato il tipo della boutique??) fino a che estrae la sua pochettina che con i raggi del sole sbrillantina come uno Swarovsky, al chè le si illumina lo sguardo, mi osserva, e salendomi a cavalcioni sulle cosce, mi ringrazia con un bacio che più passionale non si può tenendomi la testa tra le sue affusolate mani.
Mi parla poi dicendomi che non sbagliava a pensare che fossi una persona speciale, che sa cos’è il rispetto e sa cosa vuol dire ascoltare le persone quando parlano.
Così a cavalcioni però, il suo bacio e la sua presenza fisica a contatto col corpo, mi procura un’erezione che lei sente strofinandogli l’inguine contro....al chè si alza, controlla che i marinai lontani siano ancora là dal motoscafo e si riabbassa sopra di me. Senza dirmi nulla si sfila lo slip del costume da sotto le braghette corte slacciandolo lateralmente, mi abbassa i pantaloncini a metà coscia e da sopra si scosta la patta infilandosi la cappella dura, stando coricata sopra di me, baciandomi, lasciando poi scivolare anche il resto dell’uccello.
All’ombra delle palme, in mezzo all’oceano, alla robinson crosuoe, lontano da tutto e da tutti, facciamo l’amore, sono movimenti lenti, contornati da sospiri e da sguardi che ricorderò per tutta la vita. Infilo le mani sotto la sua canotta per palpare il suo seno, la stringo a me, la bacio, tocco la sua pelle di seta, la posseggo e ci abbandoniamo poi ad un intenso orgasmo a pochi metri dall’oceano.
Rimaniamo così coricati ed incastrati per minuti che sembrano ore, ci parliamo, ci osserviamo, stiamo così bene insieme che desideriamo poi rivederci una volta a casa.
Ma ora dobbiamo goderci il momento e soprattutto il pranzo che è quasi pronto....sentiamo il profumo di barbecue acceso e il fumo che si alza dalla postazione scelta per cucinare.
Ci diamo una sistemata, rimetto via il regalo di Michelle per non insabbiarlo e per non rovinarlo nella carta da regalo strappata, dirigendoci poi verso il campo base abbracciati come due fidanzatini, parlando di come si stia bene qui, raccogliendo qualche conchiglia di forma strana, osservarla e rimetterla giù per intaccare il meno possibile questo paradiso.
Il maggiordomo da lontano sulla sabbia bianca abbagliante si sbraccia per dirci che è ora di avvicinarsi e sedersi a tavola, tavola che ci chiediamo come abbia fatto a materializzarsi in mezzo all’oceano.
Veniamo poi a scoprire che la tavola rimane sull’isola, a disposizione degli ospiti che scelgono di fare la nostra escursione. Dico a Michelle che è una tavola fortunata, le rompono poco le palle e vive da sola su quest’isola come un’eremita.
La pelle di Michelle con tutta questa luce, anche se siamo all’ombra delle palme, è di una luminosità disarmante, starei ore a toccarla.
Lo chef poi si presenta a noi e ci chiede se preferiamo pesce o carne alla griglia e di comune accordo, visto che sull’isola deserta l’altra sera abbiamo mangiato pesce, decidiamo per la carne.
Intanto che la carne inizia a cuocere, ci porta una fresca insalatina mista, con crostini di pane e olio.
Aver fatto l’amore prima e l’aria del posto poi, ci ha fatto venire un appetito di ferro. Iniziamo a mangiare la gustosa e fresca insalata, accompagnata con lo champagne appena stappato con tantissime bollicine.
Non sembra ancora vero tutto quello che stiamo vivendo, stento a crederci. Sono in compagnia della donna più bella che abbia mai conosciuto in mezzo all’oceano....mah..ancora oggi spero di non aver sognato tutto ciò...
L’attento chef ha posizionato il barbecue sottovento così da non affumicarci durante la cottura
Vari tipi di filetti tenerissimi si susseguono nei nostri piatti, mangiamo tutto senza farcelo dire due volte, accompagnato da verdurine sott’olio prelibate che scrocchiano in bocca.
Lo champagne continua a farci compagnia nei flutes ed arriviamo a fine pasto che la bottiglia è vuota.
Come dolce c’è da scegliere tra mousse al cioccolato o creme brulé, ovviamente io vado per la mousse e Michelle opta per la creme brulé. Ovviamente cucinati questa mattina prima di partire, ma ciò nonostante deliziosi.
A fine pasto ci fanno anche l’espresso direttamente dal motoscafo......no comment!
Hanno anche i digestivi e i liquori ma non me la sento di berli con questo caldo, mentre Michelle trova il posto per un liquore alla menta.
Ci alziamo da tavola per farci una passeggiata digestiva, mentre il maggiordomo provvede a sparecchiare, lo chef a smantellare il barbecue ed il capitano che ci ricorda che abbiamo a disposizione un paio d’ore per vivere quest’isola.
Sono ormai le 13.30 circa ed il sole è a picco e ci sta facendo cuocere, decidiamo pertanto di fare un bagno nella trasparente laguna turchese, prendiamo dal motoscafo le pinne e le maschere e ci facciamo il giro dell’isola via snorkelling, non prima di aver avuto il benestare dal capitano su possibili forti correnti. Dice di andare tranquilli e che se abbiamo pazienza tra un’ora circa, l’acqua si abbasserà ed emergerà una lunga lingua di sabbia che conduce ad un’isoletta piccolissima dalla parte opposta.
Partiamo per snorkelling e tra una pinnata e l’altra ci guardiamo con le maschere e indichiamo tutti i pesci colorati che troviamo sul nostro tragitto. Il panorama cambia in continuazione, laguna, secca, pass e profondo blu dove i coralli colorati scivolano negli abissi.
La nostra navigazione continua e metro dopo metro siamo sempre accompagnati da pesci colorati e diversi, in branco, solitari, insomma non siamo mai da soli.
Ci teniamo per mano anche sott’acqua, per stare vicini vicini anche in questo ambiente....l’acqua è bollente ed il sole ci regala i colori più belli in queste acque cristalline.
Finito il giro esterno dell’isola, ci corichiamo sulla spiaggia al sole come due naufraghi e ci riposiamo godendoci la vita, il momento e la nostra compagnia.
Arriva poi il capitano a dirci che la lingua di sabbia si è materializzata e curiosi come due bambini la percorriamo, trovando lungo il percorso grandi conchiglie e coralli lasciati a secco dalla bassa marea. Emozionante percorrere questo collegamento lungo circa 50 mt che ti porta poi su quest’isola piccina piccina fatta di sola sabbia senza vegetazione. In 3 minuti la giri tutta ed anche qui l’acqua calda e trasparente permette di vedere sotto quello che succede: anche qui pesci e coralli colorati.
E’ ormai ora di ripartire e ci dirigiamo verso il campo base, dove il cpaitano è pronto per salpare.
Una lenta chicane tra i coralli per rientrare nella pass, un saluto alla nostra isola ormai lontana ed a tutta birra tra le calme e piatte acque dell’oceano indiano, facciamo rotta verso la terza isola.
Durante la navigazione, il panorama è sempre fantastico...il capitano ci fa vedere sulla cartina che stiamo facendo un cerchio e praticamente la terza isola si trova parallela alla prima visitata ma spostata di diverse miglia, quindi poi saremo vicini per il ritorno all’isola principale dove soggiorniamo.
Approdiamo quindi sull’ultima isola, sono ormai le 16.00 circa ed il maggiordomo ci spiega che c’è un sentiero segnato all’interno della foresta di palme e altri tipi di piante con vegetazione fitta fitta.
Lo percorriamo insieme, conduce ad una capannina con veranda e tavolo, dove, dopo averlo apparecchiato, ci fanno accomodare e ci servono il te del pomeriggio, freddo ovviamente. La fresca foresta con la sua ombra ci rinfresca le idee dal caldo torrido della giornata, uccelli di vari tipi cantano e si fanno notare per ricevere briciole della nostra merenda, fatta di pasticcini freschi del mattino. Il te, che io prendo alla menta e Michelle verde,è veramente rinfrescante. Siamo comodamente seduti su queste seggiole da re in legno massiccio, al fresco della foresta...approfittiamo per fare due chiacchiere, per stilare il resoconto della giornata che non è ancora finita e che continuiamo a credere sia stata tutta un sogno. Ci promettiamo una volta tornati sull’isola principale di chiedere alla reception se davvero siamo stati a quest’escursione, solo loro potranno confermare la verità.
Lo staff ci lascia da soli e si ritirano sul motoscafo, dicendoci che soggiorneremo qui un’oretta circa....
Ci guardiamo negli occhi, io e PelleDiSeta, guardiamo anche la capannina, ci alziamo e la visitiamo. Non è abitabile, la usano come ripostiglio, quindi proseguiamo per il sentierino di sabbia e sbuchiamo dalla parte opposta dove il mare qui è agitato, dove c’è una bellissima spiaggia bianca incontaminata e dove c’è una brezza tesa. Ci corichiamo a prendere il sole, guardiamo l’orizzonte, qualche pesce decide di fare un salto fuori dall’acqua. Michelle è accanto a me, fianco a fianco, ci abbracciamo ed osservandoci intensamente, ci abbandoniamo ad un lungo bacio, seguito dalle mie mani che le toccano il corpo....anche se ha del sale addosso è sempre liscia. E’ completamente coricata ed io, appoggiato col gomito sulla sabbia, dall’alto la guardo, la sfioro, la tocco in ogni dove...Michelle risponde toccandomi il petto, i capezzoli per poi scendere dentro i pantaloncini a cercare l’asta dura che cerca di liberare per prendersela in bocca. Ci riesce, dopo avermeli abbassati, ed inizia a succhiarmelo in maniera egregia. La osservo mentre ha la bocca piena, mentre le scompare in gola, come osservo l’orizzonte e mi abbandono al piacere della sua bocca che aumenta il ritmo per farmi godere sempre più, fino a che non esplodo in un appagante orgasmo....Michelle  deglutendo tutti i fiotti che le arrivano in gola, mi guarda con fare felino....è soddisfatta, come lo sono io. Mi prende poi per mano e mi tira a fare il giro dell’isola, è felice, siamo felici.
Sotto il sole delle 17.00 che comincia a mollare, percorriamo il perimetro esterno, impiegandoci circa una ventina di minuti, essendo come grandezza una via di mezzo tra le due isole oggi visitate.
Ci è venuta sete e chiediamo poi, raggiunto il maggiordomo, un flute di champagne che prontamente dalla bottiglia appena stappata, ci porge. Un altro cin cin con sguardo malizioso e via, giù tutto in un sorso.
Ormai, purtroppo, è ora di partire per fare rientro all’isola e digitale alla mano, fotografo il tramonto direttamente dall’oceano. Qualche nuvoletta all’orizzonte fa da contorno e colora il sole che va giù a picco velocemente....qui all’equatore il sole scende velocemente e bisogna essere veloci a fotografarlo, altrimenti in pochi minuti non rimane più nulla.
Che giornata fantastica.....
 
 
 
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Ci sono momenti in cui tutto e possibile
Dove la perfezione è perfetta
Se hai un sogno, diventa realtà.
Ci sono posti dove tutto questo succede ogni giorno
Vivi il momento
 
Queste più o meno le frasi che introducono al sito web di quest’isola da sogno
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Maldive......con PelleDiSeta

 
Patty mi aveva mezzo promesso che sarebbe venuta con me nel paradiso dei paradisi tropicali, poi, una settimana prima di partire, mi chiede di andarla a trovare in agenzia nel primo pomeriggio.
Tristemente, mi comunica che non può partire per problemi suoi personali..la capisco benissimo.
Visto che proprio lei aveva prenotato, mi chiede se avevo intenzione di andare con qualcuno in particolare...
Ci mancherebbe, le dico io, tu sei l’unica con cui sarei partito...a questo punto parto da solo, consapevole del sovraprezzo per i single.... sigh.
Come da accordi mi modifica il piano di soggiorno, mi fa gli auguri di divertirmi e di prendere tanto sole anche per lei e che presto saremmo riusciti a goderci una vacanza insieme.
Finalmente il giorno 10 di febbraio si presenta con un cielo terso, mi aspetta un’ora e quarantacinque di auto per raggiungere, da Parma,  il parcheggio vicino a malpensa dove lascio l’auto al coperto, mi accompagnano poi alle partenze e con mia immensa gioia noto che la coda hotelplan business è vuota, quindi ne approfitto chiedendo se era prematura la mia presenza in quel momento e ricevendo la risposta che avevano anticipato il check-in.
Cazzo penso io, mi avran fregato i posti migliori.....e invece no, era rimasto, in business class, l’ultimo posto in prima fila però al centro.....ma chi se ne frega, penso io, tanto il viaggio si svolge di notte e anche se avessi avuto il finestrino, non avrei visto che il buio della notte sull’oceano indiano.
Chi viaggia in business con Livingston (lauda air), ha a disposizione una piccola saletta, lounge, dove tutto è gratis, caramelle, giornali, caffè, merendine, succhi di frutta e ogni sorta di bontà.....ne approfitto vivamente, passandoci una mezzoretta, prima che si presenti la tipa comunicando che per chi parte per le maldive era iniziato l’imbarco. M’intasco nel giubbino una manciata di gelatine alla frutta e col mio fido trolley m’incammino verso l’ambita meta......
Lascio imbarcare gli esagitati....non ho mai capito che fretta abbiano per andare incontro a 9 ore di volo inscatolati come le sardine....mah....prendo il terzo pullman ed eccomi dopo un breve tragitto all’aereo.....è già buio e fa sempre un certo effetto l’aereo fermo con la sua maestosità...mi sento sempre piccolino nei suoi confronti.....salgo i gradini e giro a sinistra verso la prima classe dove mi aspetta la mia poltrona motorizzata comoda, comoda.....l’importante comunque per me è allungare le gambe, non tanto coricarmi, perchè tanto non riesco a dormire durante il volo.
Il volo ha inizio, le hostess sono tutte gentili e ci offrono il cocktail prima della cena col marsupietto pieno di cosine da viaggio: spazzolino, ago e filo (quando mai mi metto a cucire durante il volo?) rasoio, benda per gli occhi, tappi per le orecchie e quant’altro....
Le poltrone in business si presentano a file di due e mentre le altre sono occupate da coppie di ogni età, a fianco mi ritrovo una presenza femminile, estremamente taciturna e riservata con un tono di voce, nel parlare alle hostess, alquanto basso e pacato.
Sinceramente quando mi sono seduto lei era già accomodata e l’ho appena intravista mentre inserivo il trolley nella cappelliera sopra la mia testa.
Più avanti, durante il volo, mi confida che ha una fottuta paura di volare....sue testuali parole...
Sorrido e le confido che anch’io non sono mai tranquillo, certo se deve succedere succede...però un certo timore l’ho sempre.....le confido che sono affascinato dai film sui disastri aerei, tipo Airport e compagnia bella...riesco a strapparle un sorriso.
Ci servono poi la cena, ci scambiamo un buon appetito ed un cin cin col vino rosso.....
Le ore passano, non dormo per nulla e praticamente arriviamo che mi sono fatto la notte in bianco...
L’atterraggio è sempre emozionante alle maldive: sembra di atterrare sull’acqua visto che la pista di atterraggio è un’isola.
I portelloni si aprono e i 35 gradi che mi accarezzano il viso mi mandano in estasi, fanno scendere prima noi della business e camminando verso la struttura dove controlleranno i passaporti, mi rendo conto che sto facendo più strada del solito.....vabhè.
Passo la dogana, ritiro il passaporto, saluto la mia compagna di viaggio augurandole buon soggiorno, scoprendo che si sta recando presso un’isola a sostituire una ragazza del centro diving.
Appena fuori dalla dogana, cerco il tipo dell’One & Only.......eccolo, parla un italiano discreto, gli confermo che vado a Kanuhura e dopo tanti sorrisi mi carica la valigia sul carrello e la spinge verso il piccolo pullman per poi caricarla.
Sembrava tutto troppo bello, partenza 30 minuti prima da malpensa (mai successo, anzi il contrario), arrivo di buon ora premeditando già un rapido trasferimento in idrovolante all’isola per buttarmi subito in acqua......ed infatti il tipo mi racconta che oggi è in arrivo il presidente dello Sry Lanka e l’aeroporto degli idrovolanti è tutto bloccato dai militari....ecchecazzo !
Ecco perchè siamo atterrati lontano dalla struttura ed ecco perchè c’era la passatoia rossa...non era per me..hehe
Mi accompagna al bar dell’aeroporto spiegandomi che posso prendere quello che voglio che è tutto a carico dell’isola....qui si comincia a notare il servizio 5 stelle del resort.....
Mi prendo un bel gelato ed una coca per rinfrescarmi le idee, mentre i jeans e la maglietta a manica lunga mi si cominciano ad appiccicare alla pelle..dio come godo il caldo.
Ogni 20 minuti mi viene ad aggiornare sulla situazione continuando a scusarsi e dopo 2 ore di attesa
finalmente si parte.....35 minuti d’idrovolante e alle 12.00 circa atterro nel paradiso.
E’ la quarta volta che vado alle maldive, ogni volta un’isola diversa, ed ogni volta è sempre una grande emozione approdare sull’isola che mi ospiterà.....non mi vergogno a dirlo, ma mi scappa la lacrima appena metto piede sul pontile dell’isola, dicendomi:
“Sei arrivato, sei qui in paradiso...ora spegni tutto e godi di ogni giorno”
Asciugo la lacrima ed osservo il cielo azzurro, l’acqua cristallina e la sabbia bianca: i miei tre motivi principali per cui amo le maldive.....il sole batte forte, ma sono ancora sconquassato dalla notte insonne in aereo, l’attesa all’aeroporto e tutto il viaggio.
Mi accompagna alla beach-villa un’addetta del personale che parla solo inglese, le chiedo se la mia richiesta di soggiornare dalla parte della laguna sia stata rispettata e mi conferma in positivo.....bello quando ti ascoltano e bello quando le cose funzionano nel verso giusto....preferisco la parte della laguna e non il reef: troppo casino di onde e mare agitato..meglio il mare caldo, calmo e silenzioso della laguna.
Mi attende sulla porta l’addetto che mi spiega ogni cosa all’interno della villa, televisore al plasma, dvd, mini-bar, macchina per il caffè e servizi vari: mi dice, sempre in inglese, che per ogni cosa di cui abbia bisogno di non esitare a chiamarlo....servizievole e gentile come tutti i maldiviani.
Rimango nella villa da solo, lascio la valigia chiusa, mi denudo, mi riempio di creme solari protezione 40(boccetto mini per evitare i controlli a malpensa sul terrorismo), m’infilo il costume (tutte cose che avevo preparato nel trolley) esco in veranda e mi dirigo attraversando il corto sentiero di fine sabbia bianchissima abbagliante, verso l’azzurro cristallino della laguna:
il mio primo bagno.....l’acqua è in temperatura, ossia calda a 30° e mi ci butto dentro: divino.
I miei sensi sono in estasi e d’improvviso la fatica ed il torpore spariscono per dare spazio al relax:
mi faccio una bella nuotata a stile libero attraversando la lunghissima laguna, non ne avevo mai vista una del genere..le sfumature di azzurro e turchese si mescolano creando uno scenario da favola.
In spiaggia poca gente, saranno tutti a pranzo.....non ho fame, dopo un viaggio del genere mi si chiude lo stomaco, opto quindi per rientrare, visto l’orario non voglio prendere subito un’insolazione e rovinarmi la vacanza, ed iniziare a disfare la valigia...mi faccio un caffè espresso per rimanere sveglio, m’infilo una t-shirt, un paio di pinocchietti e le mie amate ciabatte da mare per farmi il giro dell’isola dalla parte interna: misura un km di lunghezza per duecento mt di larghezza...in circa 30 minuti fai il giro esterno.
La sera mi aspetta Barbara, l’unica parlante italiana sull’isola per spiegarmi tutto quello che devo sapere:
Barbara è croata e lavora qui a Kanuhura da cinque anni, l’appuntamento è alla reception dell’isola verso le 20.00....qui tutto è al rallentatore, tutti sorridenti e felici, ma allo stesso tempo il personale è pronto per cercare di risolverti qualsiasi problema occorra.
Barbara mi spiega ogni cosa e le faccio poi notare che sono interessato ai massaggi della spa ormai chiusa a quest’ora.....ci mettiamo poi d’accordo per il giorno dopo di trovarci alla spa così che mi possa spiegare nei dettagli gl’innumerevoli massaggi a disposizione.
Il giorno dopo, mi sveglio bello riposato...ero andato a letto presto verso le 09.00...mi reco a far colazione verso le 07.20 e mi rendo conto del livello qualitativo dei servizi offerti dall’isola: il ristorante dove si fa colazione e cena ha a disposizione sia tavoli al coperto che all’aperto e cioè in spiaggia direttamente a 10 mt dall’acqua...ovviamente mi faccio accompagnare in riva al mare in prima fila e tra piatti di dolci, frutti mai visti prima e centrifugati di frutta locale, mi godo la prima colazione in riva al mare....dio che paradiso.
Il villaggio è di clientela prevalentemente internazionale e d’italiani ce ne sono veramente pochi, abbozzerei una 10na in tutto, mentre i rimanentI sono francesi, americani (vista la catena One & Only), tedeschi e giapponesi...qualche inglese qua e là.
Mi fermo poi alla spa dove c’è Barbara che mi aspetta per spiegarmi i massaggi...la lascio parlare e decido quindi di prenotare una decina di massaggi a sere alterne alle 19.00 per non perdere ore di sole preziose....
Mi trascino poi in camera, mi ungo bene di creme e facendo quattro passi sono già pronto in spiaggia per arrostirmi sul mio bel lettino morbido e comodo per poi farmi bagni rinfrescanti ogni 20 minuti, vista l’alta temperatura e la poca brezza che tira.
Il pranzo invece, si svolge in un altro ristorante proprio ma dico proprio a bordo della piscina dalla quale si snodano rami tortuosi a bordo dei quali sono posizionati i tavoli per pranzare.....non mi era mai capitato di mangiare all’aperto sia a colazione, pranzo e cena.....ribadisco che tutto è paradisiaco qui.....
Mentre le portate appena sfornate si susseguono, mi guardo intorno, chiacchiero un po’, per quel che riesco in inglese, col capo dei camerieri sempre disponibile.....la piscina è a 30 metri dal mare, e mi accorgo, con disappunto, che la maggior parte dei turisti preferisce i lettini a bordo piscina invece che godersi la propria spiaggia personale davanti alla villa...mi chiedo come sia possibile che questo fenomeno continui a dilagare, non essendo la prima volta che lo noto....
Il bello comunque, mentre pranzo, è godermi l’andirivieni di donne di giovane e media età in costume da bagno......a forza di vedere tutte queste tette e culi e questi corpi quasi tutti perfetti, mi si comincia ad agitare l’ormone..... sento il bisogno di dovermi dar da fare per cercare qualche anima singola a cui fare compagnia....
Chi più di tutti può aiutarmi? Ovviamente, il capo-camerieri che vede ogni giorno passare dai suoi tavolini decine di persone con le quali intavola discorsi......cercherò di farmelo amico, ma questa sera volevo provare a passare dal bar in spiaggia prima di cena dove offrono cocktail verso le 19.30.
 
E così faccio...mi appoggio al bancone, scalzo con camicia bianca e pantalone lungo arancione, che guarda la spiaggia sulla quale sono puntati i riflettori per illuminare il formicolio di persone che hanno aderito....
Mentre osservo chi potrebbe essere un’anima singola una voce al mio fianco pronuncia:
“Ben arrivato, mi sono accorta dal tuo colore che sei fresco d’arrivo....tutto bene?”
Mi giro incuriosito e mi trovo a fianco una splendida donna sui 35 anni che assomiglia terribilmente a Patty....ovviamente non è lei, ma mi è preso un colpo essendo in penombra.....
Lei se ne accorge e mi chiede scusa per avermi importunato, presentandosi:
“Piacere, sono Melissa e sono qui da tre giorni...tu quanto tempo ti fermi?”
“Quindici giorni, le rispondo e spero vivamente che passino lentamente, quest’isola è il paradiso”le rispondo.
“Sai, sono qui con una mia amica...ci fermeremo altri 12 giorni....tutti gli anni veniamo qui, se hai bisogno di chiarimenti o suggerimenti, non esitare a chiedere perchè ormai per noi l’isola non ha segreti”mi spiega agitando le braccia e muovendo i lembi della camicetta sbottonata sino ad intravedere un reggiseno a balconcino che mette in bella mostra, direi, una terza di seno....
E l’ormone continua ad agitarsi...
Ci sediamo poi al tavolo per fare due chiacchiere approfittando della sua esperienza, tirandomi via qualche curiosità sino a quel momento accumulata....lei prontamente risponde a tutte le mie domande ed io imparo qualche nozione importante su come girare l’isola.
E’ ormai ora di cena che va dalle 20.00 alle 22.30 e comunque fino a che c’è gente, stesso discorso per il bar, non chiude fino a che tutti i clienti non sono andati a letto.....fantastico direi...mi sembra di vivere in un altro mondo..tutti disponibili e felici.
Ceno con Melissa in riva alla piscina a lume di candela....i riflessi dei lampioncini si riflettono sui rigagnoli di acqua che accarezzano i tavoli perfettamente apparecchiati.
Comincio a dare mano agli extra, prendendo una bella bottiglia di vino bianco africano che a fine serata è completamente vuota....
Ci alziamo e andiamo a fare un giro sul pontile illuminato di luci arancioni sopra e blu sotto ad illuminare i pesci che passano a quell’ora...
Melissa è una tipa spiccia, lo stavo cominciando a capire quando mi ha abbracciato all’inizio del pontile e dalla velocità nell’approccio al bar, non comune direi......
In preda ai fumi dell’alcool, mi confida che ha voglia di me essendole piaciuto da subito al bar.....
I miei ormoni ormai scaldati a puntino dopo una giornata a vedere un sacco di culi e tette coperti da costume, non se lo fanno dire più volte e la porto nella mia villa....
Preferisco così, visto che mi ha confidato che la sua amica ha preso una brutta bronchite entrando in camera bagnata passando sotto l’aria fredda del condizionatore......per carità, proprio io che se c’è un piccolo virus lo becco al volo...non voglio rovinarmi la vacanza assolutamente.
Sulla porta d’ingresso ci abbandoniamo ad un lungo bacio, mentre i suoi braccialetti colorati con pietre tintinnano vicino alle orecchie, rivoli di saliva si scambiano e lingue s’intrecciano vogliose.....
Inserisco la smart card nella serratura e la trascino dentro, iniziando a strapparci letteralmente i vestiti dai nostri corpi accaldati....le tolgo la camicetta già mezza sbottonata denudandola e godendomi le sue prosperose tette in bella vista dal balconcino con strass qua e là, mentre lei mi sbottona la camicia ed inizia a succhiare i capezzoli avidamente.....comincio a perdere il controllo e sorridente Melissa si fa rincorrere lungo la camera fino a che non la branco e la sbatto sul letto per tirarle via la minigonna rosa..anzi ci ripenso e non la sfilo ma la alzo fino alla vita....mi fa più troia così......
Con mio stupore mi rendo conto grazie alle luci soffuse della camera, che Melissa non porta nulla sotto......questa cosa mi fa andare giù di testa......si mette a pecorina sul letto e girando la testa verso di me chiedendomi di leccarla..... m’inginocchio per terra e tirandola sul bordo del letto inizio a leccarle le chiappe sode e chiare.....le palpo avidamente con le mani come se le impastassi, facendo fatica ad impugnarle da come sono sode....ha un culo stupendo Melissa e me lo godo da dietro in tutto il suo splendore:
lecco avidamente le sue labbra, per poi passare la lingua in mezzo alle stesse, sentendola gemere di piacere.....continuo a leccare spostandomi sull’ano, leccandolo in tondo per poi cercare di entrare con la punta....sforzando leggermente Melissa me la lascia entrare....sento il suo sapore in profondità e me ne nutro avidamente....
Non riesco più a tenerla ferma, mi dice che non vuole venire subito, pertanto mi comincia a togliere i pantaloni.....rimango in boxer attillati....me li sfila a due mani...vuole arrivare al sodo in fretta, trovando tra le sue mani il mio cazzo duro pronto a scoparla...me lo masturba qualche minuto per poi portarselo in bocca........calda, bollente...me lo accoglie avidamente.....dio come la godo mentre me lo ingoia simulando gli affondamenti di una scopata.
Dopo una ventina di colpi in gola, m’inizia a scopare...lei sopra e io sotto...se lo infila senza tanti preamboli tutto dentro per poi iniziare a cavalcarmi dicendomi che ho un bel cazzo e che si sente piena.....
“Sono ingorda del tuo cazzo” mi confida mentre mi scopa
“Sono anche sicura che il tuo cazzo piacerebbe molto anche alla mia amica” mi confida mentre il sudore del suo viso mi sgocciola addosso.....me ne bagno l’indice e lo appoggio sorridendo malignamente sulla lingua.....lei sempre più eccitata aumenta il ritmo dei colpi, per poi scoppiare in un orgasmo liberatorio....non vuole però mollare la posizione ad un mio cenno di alzarmi....vorrei prenderla a pecorina ma m’impedisce di rialzarmi...si ferma qualche secondo col mio cazzo duro dentro per poi riprendere lentamente a scoparmi ripetendomi che si sente piena....
Le mie mani le accarezzano le tette gonfie di piacere prendendo poi i capezzoli turgidi tra le dita e scendere lungo i fianchi, accompagnando i colpi con cui riprende a scoparmi....mi dice che non mi lascia stare e che non se lo vuole far sfuggire questo bel cazzo, lasciandola fare e godendo come un porco ad ogni colpo che mi dà...m’implora di aspettare a venire, infilandomi l’indice in bocca per farselo succhiare e con l’altra mano palpandomi le palle ad ogni colpo.....
Mi toglie poi il dito dalla bocca per sostituirlo con la sua bollente lingua in un bacio avvolgente....
Le prendo poi i capelli con un movimento deciso e l’avviso che le sto per venire dentro...........
Al chè si eccita ancora di più e si lascia andare ad un secondo orgasmo, per poi in seguito inondarle le viscere di sperma caldo in un orgasmo esplosivo.
Si accascia al mio fianco, siamo tutti e due sudati..decidiamo quindi di andarci a fare una doccia nel classico bagno maldiviano all’aperto che ogni villa ha a disposizione. Un enorme pesce butta fuori acqua dalla bocca aprendo il rubinetto.....
Dopo la doccia, Melissa si riveste e mi dice che torna nella sua camera a vedere come sta la sua amica, promettendomi che se guarirà in fretta, me la presenterà......
Un bacio sulle labbra, un sussurro nell’orecchio che non si può ripetere e Melissa non c’è più.......gli ormoni agitati si sono calmati e mi abbandono in un sonno profondo con il canale musicale tv dell’isola in sottofondo.
 
La mattina dopo mi alzo bello arzillo alle 07.00, mi faccio la barba, mi faccio una bella doccia e prima di andare a fare colazione mi faccio il giro dell’isola sulla battigia.......la notte ha portato un mare di conchigliette di ogni tipo, qualche airone pescatore cammina in cerca di cibo ittico, bianchi minuscoli granchietti fantasma fuggono appena mi vedono e branchi di pesci a riva si divertono a creare forme strane in acqua; il sole inizia ad alzarsi e finito il giro, bello carico di iodio e affamato, approdo al ristorante direttamente dalla spiaggia...i primi tavoli sono a mia scelta visto che la maggior parte dei turisti dorme tantissimo e va tardi a mangiare...
Il mare è calmo, zero nuvole in cielo ed un silenzio impensabile qui, mi avvolgono mentre mi gusto i passion fruit super saporiti....
Addirittura, quando scegli la frutta, c’è a disposizione il tagliatore in persona che ti pela e affetta i frutti che scegli....madonna.
La mattina poi me la passo in spiaggia sotto al sole cocente, la spiaggia deserta e qualche dhoni(tipica imbarcazione maldiviana) che passa a distanza con pescatori.
Questa sera, per cena, ho prenotato al ristorante sulla punta dell’isola, dove fanno cucina asiatica e dove il capo-camerieri del ristorante sulla piscina lavora appunto la sera.
A mezzogiorno solito ristorante sulla piscina sotto l’ombrellone, mentre i bambini sono impegnati al kids-only ad imparare a fare la pizza..ogni giorno un gruppo di addetti e baby-sitter dalle 09.00 alle 19.00 tengono impegnati i pargoletti rompi palle in attività di ogni tipo, mentre i genitori si rilassano e si godono la giornata.
Appunto oggi prendo la pizza del giorno, mentre l’iter dei camerieri che si susseguono a portare nell’ordine, salviettine refrigeranti per il viso imbevute di succo di lime ed in seguito olio e aceto balsamico da pocciare nel pane fresco, prontamente viene espletato.
Prima della pizza ho ordinato una bella ciotola in vetro lavorato, ricca di ogni tipo di insalatina fresca e rinfrescante.
Mentre porto alla bocca una forchettata d’insalata, la mia attenzione si ferma sulla schiena di una donna mora e dalla pelle vellutata....liscia, senza imperfezioni e bella tesa...sembra seta.
Penso che gli ormoni ricominceranno a girare forte...se tanto mi da tanto....
Riesco a scorgere di lei, solamente la parte superiore, mentre il resto rimane coperto da un tavolino in traiettoria.
E’ sul bordo della piscina in costume con addosso un pareo azzurro turchese con frangetta luccicante che legge un libro e ogni tanto la vedo perdersi nel vuoto dell’orizzonte...deve impensierirla parecchio quella lettura...
Mentre mi gusto l’insalata, penso anche alla sensazione che potrei provare a toccare quella pelle di seta...non dev’essere male neanche toccare il suo bel sedere che s’intravede sotto al pareo....
Mi rendo conto anche che ho l’ormone un po’ troppo agitato...caspita sono venuto qui in capo al mondo a rilassarmi e non fare un cazzo tutto il giorno per godermi la vita di mare...
Mentre mi faccio tutti questi bei discorsetti seri, da dietro la schiena sento la voce amica del capo-camerieri che diabolicamente mi confida:
“E’ una ragazza italo-francese e parla perfettamente l’italiano...è single”
Sembra che il diavolo tentatore mi faccia capire che mi debba dar da fare......non so più che voce ascoltare mentre lancio un sorriso complice al capo-camerieri ringraziandolo della dritta.
L’indecisione che mi pervade presto si trasforma, quando lei si gira e venendo verso di me la vedo finalmente in viso.... ha un viso candido e dolce, mentre un colpo di vento le muove i capelli neri denudandole le spalle....è alta, magra con le gambe affusolate....
Mentre si siede al tavolo a fianco del mio i nostri sguardi s’incrociano e lei mi sorride leggermente
Per poco non mi va il boccone di traverso, vedendo il suo fisico per intero....
Smetto quindi di guardarla, non vorrei disturbarla e soprattutto non vorrei far la figura dell’affamato, ma cazzo ha un fisico bestiale sta donna che è difficile smettere.....
Cerco di fare il bravo mentre mi servono la pizza del giorno già tagliata a spicchi notando il cameriere portare una ciotola d’insalata mista anche a lei.
La osservo di nuovo e noto una grazia nei suoi movimenti nel nutrirsi direi alquanto rara e piacevole da vedere.
Mentre mangio la pizza cerco di pensare al massaggio che ho prenotato per stasera, è il primo e spero che la spa non mi deluda, ma penso sarà difficile visto che qui il servizio è il migliore che abbia mai trovato.
L’entrata della spa è praticamente tra la piscina e l’attiguo ristorante e ogni tanto il vento porta in qua i suoi profumi inebrianti degli olii per i massaggi....
Dalla stessa esce in questo momento un’addetta asiatica con la sua divisa e si reca verso l’italo-francese bisbigliandole qualcosa inchinata verso di lei e percepisco la sua risposta in inglese che le dice scusandosi che arriverà subito....
Immagino che la stiano aspettando e abbandonando l’insalata ormai alla fine si alza, e s’infila di fretta dentro la spa....
Arrivano subito i camerieri a pulire il suo tavolo e mi accorgo che il capo-camerieri ha preso in mano il libro dimenticato dalla tipa.....uhm...uhm....potrebbe essere il gancio.....si glielo chiedo.......no non glielo chiedo......
 
Glielo chiedo.....lui capisce al volo e gli garantisco che lo riconsegnerò a lei, chiedendogli che numero di villa abbia.... lo osservo tra le mie mani....sa di lei, ogni libro sa della persona che lo sta leggendo....
“Mi piaci da morire” di Federica Bosco...già letto poco tempo fa, lettura gradevole, poco impegnativa ma fresca e frizzante.
Lo stringo tra le mani, finisco la pizza per poi prendere una paradisiaca mousse ai tre cioccolati... slurp di tutti gli slurp com’è buona.
Il caffè poi lo prenderò in camera visto che c’è la macchinetta per l’espresso in capsule e non costa nulla.....
Firmo il check, strizzo l’occhio al capo ringraziandolo e mi trascino in camera. Prendo da scrivere e mi seggo in veranda.
“Ottima lettura per le vacanze.....ricorda però che i libri diventano parte di noi e non vanno abbandonati sul tavolo a pranzo.
Tuo vicino, oggi al ristorante sulla piscina.
Buon soggiorno
Villa 137”
Mi reco poi ad appoggiarlo davanti alla porta d’ingresso della sua villa che è dalla parte opposta della laguna direttamente sul reef.....
Torno nei miei appartamenti, m’incremo per benino con attivatore e solari e mi abbandono al solleone sul mio lettino comodo...mi addormento così con le cuffiette, mentre gira la musica di nick drake.....mi sveglio poi dal caldo opprimente....sono tutto sudato che sgrondo, ho bisogno di bagnarmi assolutamente e mi butto nella mia laguna a pochi passi......ahhh refrigerio.....diversi pesci colorati mi gironzolano intorno in cerca di cibo......
Tra un bagno e l’altro viene ormai ora di andarmi a fare una doccia per andare alla spa.
Tutto bello pulito e scremato esco dalla porta e mi accorgo di un biglietto per terra......
 
M’incammino verso la spa e nei 5 minuti di strada davanti a me, leggo il biglietto incuriosito......
“Ciao, vicino di pranzo,
ho parlato col libro che mi hai gentilmente recuperato e gli ho chiesto scusa...sembra abbia capito che non l’ho fatto apposta.....ero così svampita oggi...
Ti vorrei ringraziare di persona, mi trovi al bar fino alle 21.00
Michelle”
 
Sorrido, il gancio ha funzionato......soddisfatto mi abbandono al massaggio.....lo sapevo che questa spa non mi avrebbe deluso...finito il massaggio mi chiedono che tè voglia..lo prendo alla menta e mi fanno accomodare sui divanetti fuori dalle stanze dei massaggi.
Mi rilasso bevendo il tè, odorando di olio profumato per massaggi e pensando al da farsi con Michelle-pelle di seta; rileggo il suo biglietto creato con una scrittura lineare e rivolta verso l’alto (segno che è ottimista)...è l’unica cosa che mi ricordo dal libro letto sulla grafologia una quindicina di anni fa quando mi ero intrippato sulla calligrafia.
Sono le 20.15 e raggiunta la camera mi sistemo i capelli, visto che la massaggiatrice me li ha oliati spettinandomi.......m’infilo un paio di pantaloni bianchi ed una camicia blu elettrico sbottonata sul petto ed ovviamente scalzo mi dirigo verso il bar a cercare PelleDiSeta.
Questa sera poi alle 21.00 sono atteso al ristorante sulla punta, mi devo sbrigare.....
 
Mentre passo dalla reception, mi ferma un simpatico signore sui 40 anni con un carisma all’americana, sorridente e molto affabile, chiedendomi in inglese se il mio soggiorno stia proseguendo nel migliore dei modi.....si presenta, è il direttore generale in persona.....
Sa che sono italiano e prova a spiccicare qualche parola, ma il suo vocabolario non è sufficientemente ricco per sostenere un dialogo.....gli parlo in inglese e lo metto così a suo agio anche se in teoria dovrebbe essere il contrario.....gli faccio i complimenti per la magnificità della sua organizzazione e per la gentilezza del personale.
Dopo averlo leccato per benino, mi scappa lo sguardo sull’orologio sopra il bancone che segna le 20.50......
Caspita penso tra me e me.....sto perdendo PelleDiSeta.....anzi è persa, alle 21.00 devo essere dalla parte opposta dell’isola al ristorante......mi chiedo, ma saranno vacanze queste? Tutte queste preoccupazioni?
Saluto il director e m’incammino via mare sulla battigia verso l’asian fusion godendomi la luna piena che illumina il mio cammino....una lavatina ai piedi nell’apposita brocca all’entrata del ristorante ed ecco il capo-camerieri sempre sorridente che mi viene ad accompagnare al tavolo.....
Mi leggo il menu, poi quello dei vini e faccio le mie scelte, il tutto in riva al mare....qui siamo sulla punta, la barriera corallina si fa sentire col moto ondoso in lontananza su cui s’infrange ed il vento teso che mi accarezza al profumo di salsedine.......
Mentre mi godo l’attesa con il vento nei capelli, ricevo visita al tavolo dal capo-camerieri spifferandomi che PelleDiSeta oggi, gli aveva chiesto informazioni su di me.....
Mi chiedo in che occasione....mi scappa da ridere....m’inorgoglisce che PelleDiSeta abbia fatto ciò.....mi sto rendendo pure conto che il capo-camerieri potrebbe essere l’anello tra me e PelleDiSeta..
Mi voglio togliere questa curiosità e in inglese discuto col capo-camerieri..lui sorride ed alla domanda dove e quando PelleDiSeta gli abbia chiesto di me, risponde sempre sorridente che il tutto si è svolto questa sera al bar durante il cocktail sulla spiaggia..............
Non rimpiango il massaggio, anzi, forse questa attesa rende il tutto più speziato e saporito......
La cena asiatica prosegue con la brezza tesa sul volto che si mescola perfettamente con la tranquillità del ristorante anche se pieno....i 25 tavolini circa sono tutti a distanza controllata, sono tutti praticamente coppie e qualche famiglia.
In questo ristorante, dove si cena dalle 19.00 alle 22.30, si chiede alle famiglie con pargoletti di venire presto per lasciarlo poi per le 20.00 circa in pace e tranquillità per le coppiette.
Il cielo stellato completamente terso fa scorgere diverse nebulose, le stelle brillano di luce propria e la luna piena illumina il resto, omaggiandomi di questo regalo dopo una giornata piena di sole.....cosa posso chiedere di più?
Mentre sono perso tra i miei pensieri godendomi il cielo, sento il capo-camerieri al mio fianco che avvicinandosi, mi passa un biglietto dicendomi che era di Michelle (PelleDiSeta penso io)...lo guardo con gli occhi sbarrati e lo ringrazio.....prima d’iniziare ad aprirlo, lo faccio passare tra i polpastrelli delle dita pensando che arriva dalle sue mani, poi lo annuso e mi perdo nella lettura....
Sulla parte esterna c’e’ scritto “per il mio salva-libri, Michelle”
Prima di aprirlo penso un attimo a come il caso stia giocando con me, con lei.....un semplice libro dimenticato che fa iniziare questa crociata, dove per ora non ci sono ne vincenti ne vinti, ma semplicemente un giochino innocente di passaggio di scritti...innocente poi mica tanto.
Il biglietto riporta le seguenti parole:
“Ti ho aspettato questa sera al bar, immagino sia stato impegnato.....se ti provi a girare........”
-No, dico tra me e me in una frazione di secondo...non dirmi che è stata qui allo stesso ristorante tutta la sera e io pollo non me ne sono accorto.
Recupero la calma e mi giro verso il tavolo dietro di me e PelleDiSeta mi si presenta davanti agli occhi nel suo splendore, illuminata dal lume di candela sul tavolo che fa brillare una collana tribale al suo collo.
Mi alzo ipnotizzato dalla sua presenza, sparo con l’indice un colpo di pistola verso il capo-camerieri per non avermi avvisato, conscio del loro complotto e mi affaccio sorridente al suo tavolo....
PelleDiSeta mi chiede di accomodarmi, non prima di essermi presentato....
Sedendomi mi accorgo che ha portato con se il libro abbandonato e infatti mi confida subito che ora se lo porterà sempre con lei per tutta la vacanza....
La mia paura in questo momento è chemi dica che domani parta e non aver avuto il tempo necessario per poterla frequentare, ma anche se fosse, il caso o destino hanno voluto così.
PelleDiSeta è di una serenità disarmante, sia nei movimenti pacati che nel rivolgermi la parola e tutto questo mi mette completamente a mio agio visto l’imbarazzo iniziale del complotto.
Mi racconta che l’ho colpita particolarmente mentre annusavo il suo scritto, visto che nella sua vita dà un’importanza vitale agli odori e profumi in genere per poi raccontarmi che adora abbandonarsi ai massaggi ed agli oli essenziali della spa....ne esce rinata.
A chi lo dici, ribatto, proprio stasera ho fatto il mio primo (massaggio indiano) e avendolo finito alle 20.00 non ho poi avuto il tempo necessario per venirti a trovare al bar...
Sorride, sapevo che sarei riuscita a ritrovarti, l’isola è piccola e la gente mormora, con sguardo complice verso il capo-camerieri sempre sorridente.
Mentre le parlo, la osservo attentamente e mi rendo conto di quanto sia bella, di come la sua pelle sia liscia e setosa.
Cerchiamo informazioni su di noi tanto per conoscerci meglio, nel mentre ci accorgiamo che il nostro è rimasto l’uinico tavolino abitato, quindi decidiamo di comune accordo di trasferirci al bar nel quale ci sono, oltre ai normali tavolini, dei simpatici e sgargianti divanetti che formano un quadrato, il tutto poi incubato in un baldacchino, insomma mi fanno molto sultano, infatti li chiamo i sultanati, visto che ce ne sono 4.....
La serata poi scorre via tra chiacchiere e confidenze fino ad arrivare al punto, tirandomi via un sassolino, di confidarle di essere rimasto ammaliato dalla sua bellezza e dalla setosità (se così si può chiamare) della sua pelle, al che lei senza ribattere mi mette davanti, sul tavolino, il semibraccio chiedendomi se ne volevo approfittare:
è liscio senza peluria e nel mentre lo sfioro, provo ad immaginare come sia il resto del corpo al tatto, facendomi dei viaggi mentali......
Le piace provocare e se le piace giocare, ha sicuramente trovato pane per i suoi denti.....si sposta poi, se prima era di fronte a me, ora è seduta sul mio stesso divanetto....le luci soffuse, il lume di candela e la musica soft in sottofondo di lenti tra i più famosi, fanno da cornice a questo momento che avevo tanto sognato....le piace farsi sfiorare e di conseguenza l’accontento ma sempre nei limiti visto che non siamo tra quattro mura fino ad arrivare al momento in cui si appoggia contro di me, fianco a fianco con la sua testa rilassata sulla mia spalla destra....le cingo il braccio al collo e abbracciandola, PelleDiSeta mi guarda negli occhi, poi abbassa lo sguardo verso le mie labbra, io faccio altrettanto e dopo questo idilliaco scambio di sguardi appassionati, appoggio le labbra alle sue e ci abbandoniamo ad un lungo bacio, nascosti dal sultanato e complice l’orario tardo in cui la maggior parte degli ospiti sono già a letto (erano le 02.00 circa).
Anche se la voglia di portarmela a letto fa novanta, non mi sembra sia il momento giusto, vorrei conoscerla meglio e raggiungere un grado di confidenza maggiore....lo merita sicuramente, donne così non capitano tutti i giorni, quindi alimentando questo fuoco che poi sul pontile mano nella mano ci scambiamo camminando in lungo ed in largo, l’accompagno alla sua camera e dandole la buonanotte sulla fronte augurandole sognidoro, me ne torno nella mia villa.
Non ho ben capito cosa sia frullato nel suo cervello al momento dei saluti, visto che non ha proferito quasi parole, contraccambiando la buonanotte.
Ho preferito così....sono istintivo e fatalista....se è successo è perchè il caso o il destino hanno voluto che succedesse.....
Magari ho perso l’attimo, l’attimo fugace, l’attimo in cui tutti e due pensiamo alla stessa cosa, ma l’attimo va vissuto nel migliore dei modi ed in quel momento mi andava di salutarla.......vedrò poi domani, magari c’è rimasta male, magari se l’è presa e magari l’ho persa.....magari.....
 
Ci dormo sopra, sono quasi le 3 di notte abbandonandomi in un sonno profondo cercando di togliermi i pensieri dalla testa.....
La mattina dopo mi sveglio un po’ rintronato dalle poche ore di sonno, pace, recupero poi in spiaggia, mi faccio una doccia veloce e via mare me ne vado a fare colazione.....
Centrifugato di frutta mista, frittatina con verdurine a cubetti scelte al momento con bacon all’americana ornano il mio tavolo in legno massiccio in riva al mare.....mi rilasso guardando l’orizzonte e le piccole onde che s’infrangono sulla spiaggia, mentre in cielo non c’è una nuvola e il caldo si sta facendo sentire....
Me ne ritorno poi in camera e sotto la porta vedo un bigliettino......mi s’illuminano gli occhi raccogliendolo.....mi seggo in veranda e me lo leggo:
“Buon giorno mio caro,
il bacio di ieri sera lo porto ancora qui con me, ne vorrei altri ora e anche durante tutta la giornata, sai baciare egregiamente e sai scegliere il momento giusto per ogni cosa.......-penso alluda a non essere finiti a letto-
Ti propongo per questa sera alle 19.00, visto che è l’orario in cui hai prenotato i tuoi massaggi dei giorni futuri, un massaggio in coppia....ho fermato l’opzione alla reception e sempre  lì, potrai scegliere se confermarla o meno sempre che ti vada l’idea.
Baci
Michelle      -PelleDiSeta penso io-
 
Caspita, penso, che bello ricevere questi biglietti di primo mattino...poi scrive così bene...è così perfetta questa ragazza che quasi mi spaventa...non è che per caso nasconderà un difetto? Uno solamente potrebbe averlo....ma dove o come?
Mi godo la mattinata di sole intenso e chiaramente mentre vado a pranzo confermo alla reception il massaggio in coppia che praticamente si svolge nella stessa stanza con i lettini vicini e una massaggiatrice a testa.
Il massaggio che PelleDiSeta ha prenotato è uno tra i più cari, circa 280$ Usa, infatti dura anche 1,30h...dev’essere un’esperienza indimenticabile se tanto mi dà tanto.
 
La sera alle 18.45 mi presento alla reception della spa, dove mi attendono: l’addetto mi consegna la chiave del mio armadietto, mi reco così nello spogliatoio degli uomini dove mi denudo, m’infilo i boxer usa e getta in retina nera tipo calza a rete, accapatoio tipo kimono e infradito in paglietta intrecciata, passando a fianco delle vasche acqua fredda e acqua calda jacuzzi, giungo poi ai divanetti dove l’addetta mi attende con un bicchiere d’acqua e mi fa accomodare.....
PelleDiSeta non c’è ancora.....attendo mentre sorseggio l’acqua fresca e dopo qualche minuto con la coda dell’occhio noto una sagoma avvicinarsi.....mi giro.....è PelleDiSeta, anche lei in kimono....scruto e ammiro i suoi piedi curati per poi scorgere metà polpaccio e guardarla negli occhi e salutarla caldamente.
Mi confida che non vedeva l’ora di vedermi e mi spiega un tantino come sarà questo massaggio e che parti del corpo interesserà.......la faccio parlare, le osservo le labbra mentre le muove così dolcemente..la sua mano appoggiata sulla mia coscia mentre mi parla......a fatica trattengo un’erezione al suo contatto e sorridendo le prendo la mano e glielo spiego, dicendole che sarebbe imbarazzante entrare in quelle condizioni....
PelleDiSeta mi sorride e guarda in quella direzione per poi baciarmi sulle labbra...non esageriamo per il motivo sopracitato e per rispetto all’ambiente dove ci troviamo, anche se starei appiccicato a lei per ore.
Le due massaggiatrici vengono poi a chiamarci e ci accompagnano nella stanza dove gira tutto il giorno musica new-age tendente al cinese-giapponese super ultra rilassante
Indicano in che lettino coricarsi e ci tolgono il kimono......
 
Si, in quei pochi secondi ho sbirciato, eccome se ho sbirciato...le ho guardato il seno (una seconda abbondante), non potevo perdermi questo attimo di vita e tenermi i paraocchi come i cavalli, ma oltre al seno ho guardato i fianchi, il ventre e la retina che copriva il suo pube senza peli..
Oddio quasi svenivo, adoro il depilato totale in quel punto....
Che dire, nessun difetto riscontrato......ma come può essere così bella e perfetta?
 
Ci corichiamo e ci abbandoniamo poi alle mani esperte delle massaggiatrici che instancabili ci massaggiano, impastano, scaldano con pietre e ungono senza tregua......
A fine massaggio sono quasi intontito da tanto sono stato bene e sono rilassato...è come viaggiare su di una nuvoletta, il tuo corpo è più leggero, sei più sereno e tutto è positivo......
Prendiamo il te, io al ginger, lei quello verde e con le salviettine fredde imbevute di lime ci tamponiamo il viso rinfrescandoci dal caldo......
Dopo esserci rivestiti ci aspettiamo davanti alla reception della spa che guarda direttamente sulla stupenda piscina.....pochi secondi e PelleDiSeta è al mio fianco tutta bella unta di olio profumato..abbracciati osserviamo i tavolini del ristorante sulla piscina pullulare di turisti affamati con le sue luci soffuse a creare un’atmosfera emozionante........
 
PelleDiSeta, non è a conoscenza però che le sto per fare una sorpresa...........
 
Questo paradiso di sabbia bianca, mangrovie, bouganville coloratissime e palme su cui i nostri piedi si muovono tutto il giorno, ha un’isola gemella a pochi minuti di dhoni, dove a richiesta ti puoi trasferire durante la giornata per isolarti, da chi non si sa, visto che in spiaggia non c’è quasi nessuno, più che altro per provare un’esperienza alla Robinson Crosue e passare una giornata diversa dal solito visto che al suo interno ho letto che c’è un ristorante, peccato che in questo periodo sia chiuso per ristrutturazione........
Mi spiego meglio, oggi a pranzo quando ho confermato il massaggio, ho scelto di approfittare, sempre che sia d’accordo PelleDiSeta, di un’opzione, penso io, indimenticabile:
cenare a base di pesce alla griglia (ho chiesto al capo-camerieri se a PelleDiSeta piaccia o meno il pesce alla griglia), direttamente in spiaggia in riva al mare, e di pernottare nella capanna al suo interno........secondo me si tratta di un programma magico per la serata-nottata.....
Per l’organizzazione, sono certo che non mancherà nulla, qui non scherzano e non lasciano nulla al caso.
 
Ne parlo a PelleDiSeta nell’orecchio se vuole cenare sull’isola deserta e pure dormirci, al chè le si aprono gli occhioni e accettando mi sconquassa con un bacio estremamente sensuale....-altra erezione.....-
 
Ci rechiamo a confermare alla reception, telefonano ai cuochi sull’isola deserta di attivarsi, ci fanno accomodare al bar per una mezzoretta offrendoci un cocktail (tutto compreso nel prezzo) per poi imbarcarci e trasferirci sull’isola deserta.
Il trasferimento dura pochi minuti e mano nella mano approdiamo su quest’isola apparentemente disabitata.
Il clima è perfetto, caldo al punto giusto, poco ventilato in quanto siamo dalla parte della laguna e il tavolo con sedie già imbandito con lume di candela che ci aspetta. Tutto intorno all’area dove si cena hanno piantato nella sabbia fiaccole a formare un cerchio...mi fa tanto romantico....
Ci fanno accomodare, ci stappano il vino scelto in precedenza sull’isola principale ed iniziano a servirci ogni tipo di pesce grigliato fino a riempirci all’orlo, il tutto condito con ottimo vino bianco italiano, tanto per giocare un tantino in casa......
 
A fine cena ci alziamo e optiamo per farci un giro lungo la spiaggia, anche per agevolare la digestione, mano nella mano mentre le frange della sua camicia bianca colpite dal debole vento in riva al mare si muovono.......ci soffermiamo a baciarci avidamente, come se non avessimo abbastanza tempo per farlo e come se non bastasse mai farlo...la osservo prima di baciarla mentre i suoi capelli neri ondeggiano colpiti dalla brezza...è bella, è morbida....è......setosa.
 
PelleDiSeta mi confida, mentre camminiamo lungo la battigia, che è una giornalista free-lance, lavora per alcuni giornali in Francia e a volte anche in Italia, che è qui già da 15 giorni (infatti ha un’abbronzatura invidiabile) e se ne farà altrettanti.....spenderò un capitale, mi dice, ma per me le Maldive sono sempre un ottimo investimento e questa volta penso proprio di aver trovato un valore aggiunto, riferendosi al sottoscritto, raro come una rosa bianca “Rival de Paestum”.....al chè scopro anche che PelleDiSeta lavora, in Francia, per un orto botanico di rose particolari e da collezione.
Non finisce mai di stupirmi questa ragazza di quasi 34 anni dagli occhi di un azzurro intenso......
 
Tornando verso il campo base, vediamo gli addetti che ci hanno preparato e servito la cena, andarsene in barca verso l’isola principale......
“Ecco!” le dico.......”Siamo rimasti soli io e te.....”
“Vieni che facciamo un giro all’interno per scovare la capanna” le intimo
PelleDiSeta si lascia trasportare ridendo, confidandomi di aver avuto un’ottima idea romantica e che è molto soddisfatta di come stia andando la serata...
Le confido all’orecchio che non ha ancora visto il resto......PelleDiSeta mi guarda intensamente, lasciandosi trascinare lungo i sentieri interni illuminati da torce segnapasso.
Giungiamo alla capanna in classico stile maldiviano, dentro è illuminata...entriamo e ci rendiamo conto che al suo interno non manca nulla, hanno pensato ad ogni cosa.......il letto con le lenzuola fresche di bucato, con sopra i petali a formare un grande cuore con la scritta in verde “Benvenuti”.
Non abbiamo parole per il paradiso che stiamo vivendo di persona e abbracciati ci lasciamo cadere tra le lenzuola abbandonandoci ad un lungo bacio caldo e passionale...
Staccando le labbra dalle sue e le sussurro all’orecchio, mentre la tengo stretta a me, che ho voglia di lei, al chè mi dice di aver apprezzato ieri sera che non le sia saltato addosso sulla porta... raro anche questo mi dice......
Mentre la bacio avidamente, siamo coricati sul letto tutti e due su di un fianco e rotolando avvinghiati le monto sopra, facendole sentire l’erezione che mi provoca.....la eccita sentire il mio uccello spingerle l’inguine...sento che la sua respirazione è cambiata, è ora più accelerata.....le passo le mani tra i capelli, l’accarezzo dove trovo della pelle nuda, e non accontentandomi le sbottono delicatamente la camicietta..... tutto delicatamente perchè PelleDiSeta è da prendere così.....
Bottone dopo bottone rimane in reggiseno di pizzo bianco, aspetto a toglierlo, le accarezzo la pelle del decoltè, passo le mani sui seni dai capezzoli turgidi per poi scendere sulla pancia e accarezzarla ancora..... una pelle così non penso di ritrovarla..... le sfilo delicatamente la gonna azzurra con ricami indiani per lasciarla in slip sempre bianchi con il pizzo che richiama il reggiseno...le accarezzo le gambe, la faccio gemere perchè evito di toccarle il pube, passo all’interno delle cosce fino a risalire dal ginocchio al suo inguine fermandomi a pochi cm....d’istinto le viene da divaricare le gambe, ma aspetto a toccarla lì...PelleDiSeta è da consumare poco alla volta....
PelleDiSeta fa ora altrettanto con me, sbottonandomi la camicia e poi i pantaloni, lasciandomi in boxer sui quali, montandomi sopra strofina il pube nascosto dai suoi slip......questo sfregamento mi fa impazzire e lei lo usa per masturbarsi il clitoride......poi sempre sopra di me avanza col bacino verso il mio viso....la vedo avanzare....vedo i suoi slip che sono ormai all’altezza della mia bocca.....
Cerco di sfilarglieli poco alla volta con i denti, godendomi in primo piano la visione del suo pube depilato.....quale regalo migliore poteva farmi.
Rimango un attimo ipnotizzato e lei rendendosene conto, mi chiede se mi piace la sua topa depilata (testuali parole)..... le spiego che adoro la pelle liscia, senza peli...... lei è perfetta.
Si sfila poi gli slip intrappolati a metà coscia e mi si avvicina alla bocca col bacino...... vuole essere leccata
“Leccami e fammi impazzire” mi chiede..... l’accontento e inizio a baciarla dappertutto per poi passare alle leccate: lecco le labbra esterne, il clitoride per poi spingere dentro di lei la punta della mia lingua e nutrirmi del suo succo prelibato.....la lingua si fa strada nella sua figa bagnata, deglutisco ancora per bere i suoi fluidi, mentre ho il cazzo imprigionato nei boxer che stanno per esplodere dall’erezione intrappolata.
Mi chiede di continuare a leccarla che mi vuole venire in bocca e allora insisto ritmicamente dentro e fuori a scoparla con la lingua senza tregua, cercando di respirare col naso per non soffocare dai colpi che mi dà....ormai è quasi impazzita, ha le mani nei capelli ed è come se mi stesse scopando..... urla ed ansima per poi passarsi le mani sulle tette, strappandosi via il reggiseno e stringersi i capezzoli tirandoli verso l’esterno che si allungano come un elastico....ne rimango un attimo colpito di questo allungamento anomalo.
Sta perdendo la testa, mi prende i capelli e mi tira verso di lei, segno che sta per venire...me lo dice che mi sta per venire in bocca e di prepararmi......sono a bocca aperta, sono sotto PelleDiSeta che mi sta facendo leccare la sua figa, cosa chiedere di più dalla vita, al chè urlando che sta venendo con scatti ritmati del bacino, un’ondata di schizzi ravvicinati di liquido caldo inonda la mia bocca.....cristo santo mi sta eiaculando in bocca.....le prendo le cosce tirandomela verso di me per non perdere nessuna goccia......donne che eiaculano sono molto rare e PelleDiSeta ha confermato che è una donna rara in tutto.
Bevo tutto guardandola negli occhi e lei compiaciuta, prima di accasciarsi mi bacia, orgogliosa che mi sia nutrito del suo succo......
“Lasciami riprendere un secondo” mi chiede.....”Questi orgasmi devastanti non li ho sempre e quando mi succede mi tolgono le forze per un po’........
La lascio riprendere qualche minuto per poi ritrovarla in forma più di prima.....
“Ora, per non fare differenze, mi dedico a lui”...con sguardo da gatta e con i capelli che mi solleticano dirigendosi verso il mio uccello ancora nei boxer.....
Inizia a mordicchiarmelo delicatamente attraverso i boxer, per poi addentarmeli e tirarli giù sollevandomi il bacino....
PelleDiSeta è inginocchiata tra le mie gambe, mi sfila del tutto i boxer e ritorna inginocchiata a due passi dal mio uccello duro, dicendomi che sarà la mia gheisha personale e di chiederle più tardi tutto quello che voglio, visto che è stata la prima volta che un suo partner abbia bevuto il succo della sua eiaculazione.... rimango un attimo allibito, visto che per me è una cosa alquanto rara e da approfittarne, ma comunque posso lontanamente capire che ad alcuni uomini possa non piacere....
“Me ne ricorderò più tardi allora...” le dico sottovoce sorridendo con la faccia da porco.....
Si strofina i capezzoli sulla punta dell’uccello per poi cercare di metterselo tra le tette e masturbarlo....la sua seconda abbondante riesce a malapena a tenerlo dentro tra di loro, ma non importa, mi piace ugualmente questo giochino e da PelleDiSeta mi farei fare qualsiasi cosa....
Per poi tornare inginocchiata tra le mie gambe tipo campo base con pochi millimetri che separano le sue labbra dalla punta del mio uccello....lo fa apposta, sento il suo respiro caldo sulla cappella che mi tiene scoperta con una mano mentre l’altra mi massaggia le palle....mi sta tenendo l’asta impugnata con vigore senza masturbarla.....una tortura....
La imploro di prendermelo in bocca che non ce la faccio più e lei sorridendo al mio crollo, mi accontenta, iniziando prima con la punta della lingua, per poi sfregarla lungo il frenulo, scendere lungo l’asta dura, risalire con le labbra a ventosa e ingoiarselo cm dopo cm, fino a scomparire quasi tutto dentro la sua gola....ormai non capisco più dove sono e chi sono da quanto godo....ha un modo di controllare il momento che mi fa impazzire....è brava ed esperta e sa quello che sta facendo.....
 
-PelleDiSeta quasi quasi ti sposo- detto tra me e me
 
Ora accelera il ritmo, senza tenere ferme le mani visto che una impugnandomi l’asta mi masturba ad ogni ingoiata e l’altra mi massaggia le palle.....ad ogni affondo di lingua e bocca il mio corpo viene devastato da tremolii e gemiti...mi sta facendo godere come un riccio, sono abbandonato ed in balia di PelleDiSeta in preda ad un godimento esagerato.....
Dopo diversi minuti di godimento sento l’orgasmo imminente, non riesco a trattenerlo più tanto e la inizio ad avvisare, al chè rallenta il ritmo fino quasi a fermarsi tenendo l’asta dura tra le mani.....
“Sadica!” le urlo....
“Si, all’occasione, anche!” mi risponde........
Sempre inginocchiata tra le mie gambe, la guardo armeggiare col mio uccello e rimango impressionato dai movimenti al rallentatore che sta usando per masturbarmi allontanandomi dall’orgasmo....
Le chiedo allora di giocare col mio buchino e lei con una strana luce negli occhi, mi osserva e mi chiede cosa mi piaccia.....le chiedo allora di bagnarsi un dito e d’infilarmelo nel culo.....ubbidisce e la mano che prima mi massaggiava le palle ora si è umidificata non della sua saliva ma del succo del suo piacere passandosi l’indice tra le labbra vaginali e pian pianino spingendomelo dentro.....
Mentre mi stantuffa delicatamente decide di riprendere a masturbarmi e a succhiarmelo con foga, stessa che utilizza per scoparmi il culo......
Sono al settimo cielo e sentendo l’orgasmo ritornare ad affacciarsi la prego di farmi venire e lei confabula qualcosa, ma la bocca piena non mi fa capire cosa mi stia dicendo...sento comunque che si è avvinghiata ancora di più al mio uccello prossimo all’orgasmo e al chè spero mi lasci venirle in bocca.......
Aumenta ancora di più la velocità a masturbarmi con la bocca serrata sulla cappella e il dito nel culo che mi scopa.......esplodo in uno degli orgasmi più devastanti che abbia mai avuto il tutto nella sua bocca, notando che fiotto dopo fiotto, deglutisce tutto il mio succo, senza far defluire una sola goccia al di fuori della sua bocca.....finito di eiaculare mi estrae il dito dal culetto, toglie la bocca dalla cappella e mi tiene l’asta in mano senza muoverla, capendo che ora ho l’attimo refrattario per qualche minuto......
Si corica al mio fianco e mi bacia, ha il sapore del mio seme... la stringo a me con forza, siamo tutti e due nudi appiccicati e ci lasciamo andare ad un altro bacio passionale.......
Mi confida che il mio seme ha un buon sapore, non troppo aspro e che più tardi ne vorrebbe ancora, lasciando decidere a me in quale suo buchetto lasciarlo....
Caspita, questa libera scelta mi apre strade infinite per divertirci insieme e passare una notte indimenticabile.
Mentre ci baciamo, s’infila un dito nella figa e me lo porta alla bocca chiedendomi di succhiarglielo, richiesta alla quale non so dire di no..... dopo 3-4 volte mi chiede di andare direttamente alla fonte, non me lo faccio dire più di una volta e la inizio a leccare mentre sono sopra di lei con l’uccello sopra la sua bocca che si sta indurendo di nuovo.
Sento, mentre ho la lingua dentro la sua figa calda e fradicia di umori, che m’impugna l’asta e alzando la testa mi succhia la cappella accarezzandomi le chiappe, dicendomi appena ha la bocca libera che ho un bel culo....
L’erezione è al suo massimo splendore, vuole che la scopi, si sente pronta al chè mi metto sopra di lei e le allargo le gambe, appoggiando la cappella dura alle labbra e perdendo qualche secondo a giocare con le stesse....
PelleDiSeta, si attacca al mio bacino e mi tira verso di lei, facendomi capire di non giocare ma di scoparla.... le dico sorridendo che mi sto vendicando per prima......
Inizio ad affondarlo dentro di lei, al chè si lascia andare a gridolini, le dico di urlare se vuole, tanto qui siamo da soli e nessuno ci sente.....al chè aumenta l’intensità degli urli e io quella delle scopate uscendo ed entrando per tutta la lunghezza del mio cazzo duro...questa corsa dentro di lei, la fa impazzire, mi dice che sto usando il ritmo giusto e la sto facendo venire, cosa che non tarda a succedere sentendola urlare......
“Mi stai devastando” mi urla mentre gli spasmi dell’orgasmo la invadono e mi toglie da dentro di lei per farmi vedere gli schizzi di un altro orgasmo con eiaculazione che mi colpiscono il basso ventre.....cazzo, sta donna è fenomenale, penso io, passando il dito sopra il liquido fuoriuscito e assaporandolo, cosa che la inorgoglisce.
L’accerezzo in viso, passandole una mano nei capelli e dicendole di girarsi a sedere in alto......le metto un cuscino sotto la pancia cosicchè il suo culo sia in bella mostra.....e che culo che ha, morbido e setoso anche lui, quasi un peccato trattarlo male, visto che lo volevo palpare con foga...lo faccio ugualmente e le inizio a palpare le chiappe prima delicatamente per poi aumentare l’intensità e impastarle con decisione, sempre dopo che si è ripresa dall’orgasmo che l’ha appena devastata....
Le ricordo che prima mi ha detto che posso farle qualsiasi cosa e lei mi risponde che ogni promessa è debito capendo cosa la stia aspettando......dopo averle palpato le chiappe sode e perfette, la lecco al loro interno per giungere in mezzo alla sua figa, risalgo poi verso l’ano per poi ridiscendere ancora verso la figa scopandola con la lingua, continuando questo giochetto diversi minuti.....la voglio super eccitata prima d’incularla.....
Mentre la scopo con la lingua le infilo delicatamente un dito nel culo che lei mi lascia entrare iniziando ad ansimare...lascio cadere rivoli della mia saliva come lubrificante e continuo a scoparla in questa maniera sia davanti che dietro, per poi passare ai fatti e sostituire il dito al cazzo duro che ha una voglia di lei incredibile...
Da dietro le sussurro che ho una voglia d’incularla pazzesca, la osservo prendendola per i fianchi quanto sia bello il suo corpo, così longilineo ma giusto nelle proporzioni...quasi un peccato farle del male, penso io......
Penso che mi abbia letto nel pensiero e mi rassicura che non le fa male e di farle quello che voglio, sicura che lo farò nel modo migliore.....rimango senza parole, disarmato ma con più voglia ancora d’incularla.....
La cappella entra facilmente, per poi il suo buchetto lasciar entrare gli altri cm di cazzo duro...cerco di essere il più deciso possibile ma anche delicato in maniera di farla godere ancora tanto.....mi dice che le piace che la stia inculando e di non smettere......sempre ben brancata per i fianchi le affondo colpo su colpo il mio cazzo nelle viscere, appoggiandomi sopra di lei e infilando una mano alla ricerca del clitoride da stuzzicare......PelleDiSeta comprende e sollevandosi leggermente me lo lascia raggiungere facendosi masturbare contemporaneamente all’inculata.....si agita di nuovo tanto che quasi faccio fatica a rimanerle dentro...sento il suo culo molto dilatato e la figa fradicia visto che oltre a stuzzicare il clitoride, le infilo dentro anche parte del dito.....
Affondo altri colpi e lei non resistendo più mi dice che vuole cambiare posizione e salirmi sopra....mi appoggio allora su di lei e ci rotoliamo in maniera di cadere giusti perchè lei possa starmi sopra senza uscirle dal culo....operazione riuscita e riprende a incularsi decidendo lei il ritmo mentre eretta si masturba il clitoride chiedendomi di scoparla col dito, prima uno poi due e poi tre chiedendomi di riempirla come una troia.....le mie tre dita la scopano fin dove possono in profondità mentre lei scopa il mio cazzo nel suo culo ben dilatato....a vedere PelleDiSeta in questa posizione, con le tette che ballano ad ogni colpo nel culo e le mie dita che la scopano mentre si masturba il clitoride non resisto e l’avviso che sto per venirle dentro....aumenta allora il ritmo della masturbata al suo clitoride......vuole che veniamo insieme, dicendomi che è vicino ad un altro orgasmo devastante e con le dita cerco di stuzzicarle il punto g per aiutarla a venire insieme a me visto che sono vicinissimo e sto facendo di tutto per trattenermi......
La mia stimolazione l’aiuta e urlando mi dice che sta sborrando (testuali parole) al chè posso abbandonarmi a sborrarle dentro il culo urlandoglielo pure io in faccia.....dopo averle riempito il culo di sborra, smonta dal cazzo semi duro e mi lascia la chiazza della sua eiaculata sull’inguine da cui mi bagno le dita per portarmele alla bocca e guardarla intensamente negli occhi mentre me ne assaporo.....
Ci baciamo e abbracciamo stretti, tirandola a me per una chiappa, sesso contro sesso, al profumo di orgasmo...le passo le mani tra i capelli per poi prenderle il capo tra le mani e dicendole “Dio come sei bella”.
La bacio ancora, ho paura di non avere abbastanza tempo per farlo e che i rimanenti 11 giorni non siano sufficienti....me la tiro sopra di me, voglio sentire il suo peso (è una piuma anche se è alta come me, 1,80) schiacciarmi, voglio memorizzare ogni cosa di lei per non dimenticarla....
PelleDiSeta si lascia fare ogni cosa, come se fosse una bambola....mi fa impazzire questo di lei...sa amare ma allo stesso tempo sa come lasciarsi amare.
Mentre è sopra di me con le tette compresse dal suo peso che spingono verso il mio petto e il suo inguine ancora fradicio a contatto con il mio nelle stesse condizioni, mi confida che vorrebbe rivedermi una volta a casa.......mi prende la testa tra le mani dicendomi che pochi l’hanno rispettata come l’ho rispettata io....e che dà un’enorme importanza a questo, facendomi capire come sia stata bene con me......
La cosa mi fa stare bene, ne sono contento ed orgoglioso.
Ci abbandoniamo poi, nella capanna dell’isola deserta, ad un sonno che dura fino al giorno dopo....
 
-Dio che vacanza indimenticabile
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